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Estero
I supercentenari brasiliani svelano i nuovi segreti sulla longevità estrema
Oggi 09-01-26, 01:55
AGI - Il Brasile rappresenta uno dei patrimoni genetici più ricchi e meno esplorati per comprendere i meccanismi biologici della longevità estrema. È quanto emerge da un’analisi pubblicata sulla rivista Genomic Psychiatry da un gruppo di ricerca guidato da Mayana Zatz dell’Universidade de São Paulo, che riunisce dati genomici e clinici di una delle più ampie coorti al mondo di supercentenari, persone che hanno superato i 110 anni di età. Lo studio prende in esame un campione longitudinale che comprende oltre 160 centenari, tra cui 20 supercentenari con età validate, inclusa suor Inah Canabarro Lucas, morta nel 2025 a 116 anni, e l’uomo vivente più anziano al mondo, oggi 113enne. Secondo gli autori, la straordinaria diversità genetica del Brasile – frutto di secoli di mescolanza tra popolazioni indigene, europee, africane e asiatiche – offre un’opportunità unica per individuare varianti protettive invisibili negli studi condotti su popolazioni geneticamente più omogenee. “Questo vuoto è particolarmente limitante nella ricerca sulla longevità – spiega Mateus Vidigal de Castro, ricercatore del Centro di ricerca sul genoma umano e cellule staminali dell’Universidade de São Paulo e primo autore – perché i supercentenari di popolazioni geneticamente miste possono ospitare varianti protettive che non emergono negli studi tradizionali”. Le analisi integrano risultati recenti che mostrano nei supercentenari un sistema immunitario sorprendentemente efficiente, con meccanismi di autofagia e proteostasi simili a quelli di individui molto più giovani, oltre a specifiche firme genetiche legate alla risposta immunitaria. Particolarmente rilevante è il fatto che alcuni partecipanti abbiano superato l’infezione da Covid-19 nel 2020, prima dell’arrivo dei vaccini, sviluppando risposte anticorpali robuste nonostante l’età avanzatissima. “Studiare questi individui – sottolinea Mayana Zatz, professoressa dell’Universidade de São Paulo e autrice corrispondente – significa capire non solo perché alcune persone vivono più a lungo, ma come riescono a rimanere funzionali e resilienti fino a età estreme”. Secondo i ricercatori, includere popolazioni geneticamente diverse come quella brasiliana è essenziale per sviluppare una comprensione più equa e completa dei meccanismi dell’invecchiamento umano e per orientare future strategie di prevenzione e medicina di precisione.
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