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Il cardinale Pizzaballa bloccato all'ingresso del Santo Sepolcro. Netanyahu: "Al lavoro su...
Oggi 29-03-26, 19:11
AGI - La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme e Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo rende noto il Patriarcato di Gerusalemme. I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre procedevano privatamente e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza – si legge in una nota congiunta del Patriarcato di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa – e per la prima volta da secoli, ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro. Netanyahu, al lavoro su piano per l'ok alle celebrazioni di Pasqua L'ufficio del premier israeliano, Benjamin netanyahu, ha annunciato un piano per autorizzare le celebrazioni di Pasqua. "Data la sacralità della settimana che precede la Pasqua per i cristiani di tutto il mondo, le forze di sicurezza israeliane stanno elaborando un piano per consentire ai leader religiosi di pregare nel luogo sacro nei prossimi giorni", ha scritto su X l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu. Pizzaballa: "Con Israele fraintendimenti, mai successo" "Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto", ha commentato Pizzaballa, in un'intervista esclusiva al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. "È vero che la polizia - spiega Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno aveva impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro". "Non ci sono stati scontri - sottolinea -, tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera". "I fatti di stamattina - prosegue Pizzaballa - sono importanti ma dobbiamo pensare al contesto generale. C'è gente che sta molto peggio di noi che non può celebrare per motivi molto diversi. Celebriamo ancora una volta una Pasqua sottotono". Il cardinale Pizzaballa infine commenta la dichiarazione di Netanyahu in cui aveva affermato che 'Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan': "Per noi la vittoria è nella croce ed è quello che vogliamo affermare, la croce non è solo sofferenza e morte, è qualcuno che dona la vita per amore". Pizzaballa: "Preghiamo per la pace. La situazione è complicata" "Siamo qui oggi davanti a Gerusalemme, in una situazione molto complicata che stiamo vivendo" ma "vogliamo portare Gesù e imparare ancora una volta come rimanere una comunità che vuole costruire fratellanza, amicizia, comunione e fraternità" ed essere "strumento di riconciliazione". Così il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, introducendo davanti a Gerusalemme, dal Monte degli Ulivi (Santuario del Dominus Flevit), la preghiera per la pace e la benedizione per la città, in occasione della Domenica delle Palme. La polizia di Israele incontrerà Pizzaballa per una soluzione Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato che la polizia incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa per trovare soluzioni e garantire la sicurezza pubblica. "La polizia incontrerà il cardinale Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e si impegnerà a esplorare soluzioni che consentano di mantenere la normalità il più possibile, garantendo al contempo la sicurezza pubblica", recita un comunicato ufficiale, pubblicato dai media israeliani. La presa di posizione del governo di Israele, che dà un segnale di apertura, è giunta dopo le critiche e condanne unanimi del mondo cattolico e di alcuni paesi europei, tra cui Italia e Francia, per la decisione di impedire l'accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme per la Domenica delle Palme sia al Patriarca latino Pizzaballa che al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. "Tutte le misure di sicurezza e precauzionali nella Città Vecchia sono una diretta conseguenza dei lanci missilistici iraniani. Il regime ha bombardato la Città Vecchia in diverse occasioni, colpendo siti nelle vicinanze della Chiesa del Santo Sepolcro, della Moschea di Al-Aqsa e del Muro Occidentale", ha spiegato il ministero degli Esteri. "La preoccupazione per un evento con numerose vittime nella Città Vecchia è particolarmente acuta, data la densità della zona e la difficoltà di dispiegare i soccorritori in caso di un simile incidente", ha sottolineato la stessa fonte. "Alla luce di ciò, e al fine di proteggere la vita dei fedeli di tutte le fedi, sono state emanate misure precauzionali per tutti i luoghi sacri di tutte le religioni e non sono consentiti assembramenti di massa", ha concluso la comunicazione ministeriale. Meloni sente Pizzaballa: "Vicinanza personale e del governo" Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del Governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. Zuppi: "Sdegno" per quanto accaduto, "misura grave" "A nome dei vescovi italiani manifesto lo sdegno per 'una misura grave e irragionevole', condividendo quanto dichiarato nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia. Si è trattato di un fatto doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto". Così il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. Zuppi ha espresso piena solidarietà alle comunità cristiane della Terra Santa. Il cardinale ha contattato telefonicamente il cardinale Pizzaballa per rinnovargli la vicinanza delle Chiese in Italia. "A tutti i cristiani di Terra Santa assicuriamo la nostra preghiera, perché continuino a essere promotori di pace, mentre auspichiamo che l'incidente odierno sia chiarito immediatamente. Le autorità locali e le organizzazioni internazionali hanno il dovere inderogabile di garantire la libertà religiosa in Terra Santa, condizione imprescindibile per qualsiasi processo di pace autentico. La reazione del Patriarcato "Questo incidente costituisce un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme". Lo scrivono in una nota congiunta il Patriarcato di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa, nella quale informano che al Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pier Battista Pizzaballa e al Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo, la polizia israeliana ha impedito l'ingresso al Santo Sepolcro. La violazione dei principi e il dolore dei fedeli "I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, si sono attenuti a tutte le restrizioni imposte: le riunioni pubbliche sono state annullate, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, in questi giorni di Pasqua, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro". Impedire l'ingresso al cardinale e al custode, che detengono la massima responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi, "costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata". "Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un'estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo". Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa "esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano sia stata in questo modo impedita". La reazione dell'Italia e di Antonio Tajani Antonio Tajani ha definito "inaccettabile" il fatto che la polizia israeliana abbia impedito al cardinale Pizzaballa l'ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro e ha chiesto all'ambasciatore a Tel Aviv di esprimere l'indignazione dell'Italia. "Per la prima volta, ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo" ha scritto il ministro degli Esteri su X, "Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre e in ogni circostanza, della libertà di religione". Tajani ha anche espresso "la più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo".
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