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Cronaca
Il disturbo bipolare colpisce soprattutto le donne. In Italia ne soffrono 1,2 milioni di pazienti
29-03-2025, 03:45
AGI - Domenica 30 marzo sarà la Giornata Mondiale sul Disturbo Bipolare, nel giorno della nascita di Vincent van Gogh che si ritiene ne fosse affetto sia pure in comorbidità con altri disturbi mentali. Ma oggi il problema è migliorare la capacità di individuare precocemente la patologia: circa il 70% delle persone affette ha ricevuto una diagnosi sbagliata e il 30% di queste anche per più volte. Spesso considerato 'glamour', associato a creatività, fantasia ed estro, da cui il fenomeno 'I want to be bipolar', praticamente uno 'stigma al contrariò, il disturbo bipolare è in realtà una patologia severa e ricorrente, capace di compromettere la qualità della vita e la sfera psicosociale di chi ne soffre. Colpisce oggi ben oltre un milione e 200mila italiani, tra l'1 e il 2% della popolazione generale, con una prevalenza leggermente maggiore nelle donne e un esordio più frequente tra i 15 e i 30 anni. Ma si tratta di una sottostima, la punta di un iceberg di un disturbo complesso, i cui sintomi sono spesso simili a quelli di altri disturbi mentali, come la depressione e la schizofrenia. Non deve stupire, quindi, se diagnosi tardive o errate sono molto comuni: circa il 70% delle persone affette ha ricevuto una diagnosi sbagliata e di queste il 30% anche per più volte. Prima della diagnosi e dell'inizio della cura trascorrono in media circa otto anni dall'esordio. La Società Italiana di Psichiatria richiama l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce e della corretta gestione terapeutica, oltre che sulla necessità di abbattere lo stigma che ancora grava su questa malattia. "Si tratta di un disturbo che comporta compromissione significativa, talora estrema, non solo dell'umore, ma anche della sfera cognitiva, volitiva e neurovegetativa e che può avere un impatto importante, e in alcuni casi devastante, sulla vita quotidiana di chi ne soffre e delle persone a lui vicine - afferma la prof. Liliana Dell'Osso, presidente della Società Italiana di Psichiatria -. Il disturbo bipolare è caratterizzato da episodi di mania o ipomania alternati a fasi di depressione, che possono inficiare la capacità di funzionare, la gestione delle emozioni e delle relazioni sociali. Nonostante l'ampia diffusione, il disturbo bipolare è spesso frainteso, e molte persone con questa condizione affrontano anche il peso dello stigma sociale". Il disturbo bipolare, inoltre, espone chi ne soffre a rischi aggiuntivi, poichè spesso non viene correttamente riconosciuto e inquadrato, talora scambiato per un disturbo depressivo unipolare. "Fasi ipomaniacali più lievi possono infatti sfuggire alla raccolta anamnestica, perchè il paziente - interpretandole come periodi di particolare benessere - non le riferisce non riconoscendone la natura patologica o non accettando la diagnosi di disturbo bipolare, che è associata in alcuni casi a uno stigma maggiore - precisa la presidente SIP -. Inoltre, in generale non dimentichiamo che i disturbi di cui può soffrire il cervello devono essere considerati con la massima attenzione, come per qualsiasi altro organo del nostro corpo: l'esito di un mancato trattamento può essere anche letale, in relazione al rischio suicidario". "Sono fondamentali una diagnosi precoce e un intervento terapeutico mirato per migliorare il decorso della malattia, riducendo il suo impatto sulla qualità della vita di chi ne soffre - sottolinea Antonio Vita, vicepresidente SIP e professore di psichiatria all'Università di Brescia -. È necessario ascoltare con attenzione i pazienti e fare un'accurata anamnesi, anche con l'aiuto dei familiari, per evitare di prescrivere terapie inadeguate che possono peggiorare la situazione anziché migliorarla. I rischi di un errore diagnostico possono essere importanti, sia perché il trattamento può variare considerevolmente, sia perché potrebbe mantenersi una scarsa consapevolezza della patologia da parte dei pazienti e dei familiari. Disponiamo oggi di farmaci finalizzati soprattutto alla stabilizzazione dell'umore, ormai ben consolidati nella pratica clinica e che mirano alla riduzione o alla scomparsa della ricorrenza degli episodi depressivi e/o ipo/maniacali, cosi' come di trattamenti psicosociali di provata efficacia, che vanno in ogni caso prescritti e monitorati in ambito specialistico. Anche la ricerca è assai attiva soprattutto nella direzione di una più accurata caratterizzazione clinica e biologica del disturbo per la migliore personalizzazione delle cure".
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