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Estero
Il PPE a Zagabria: sicurezza, migrazioni e allarme demografico al centro del vertice
Oggi 01-02-26, 02:15
AGI - Il Partito Popolare Europeo ha scelto la capitale croata per definire la rotta politica degli ultimi anni dell'attuale legislatura. Un vertice che ha intrecciato le priorità immediate dell'Unione - sicurezza, competitività, gestione delle migrazioni - con una riflessione strategica sul futuro demografico del continente. Due piani diversi, ma complementari nella visione del Ppe, che rivendica il ruolo di prima forza politica europea e punta a consolidare la propria leadership in un contesto globale sempre più instabile. Il documento promosso dall'Hdz croato e fatto proprio dal Ppe mette al centro un tema spesso ignorato: il declino demografico europeo. Con tassi di fertilità ben al di sotto del livello di sostituzione, l'Europa rischia di perdere vitalità economica, peso geopolitico e coesione sociale. Se le tendenze attuali proseguiranno, entro il 2070 l'Ue rappresenterà appena il 4% della popolazione mondiale. Per il Ppe, la demografia è una "transizione strategica" al pari di quella verde e digitale. Strategia demografica e misure per la famiglia Da qui la richiesta di una Strategia europea per la demografia, integrata nel Semestre europeo, nella politica di coesione e nel prossimo Quadro finanziario pluriennale. Tra le misure proposte: un parametro europeo di investimento per l'infanzia, incentivi fiscali per le famiglie numerose, soluzioni abitative accessibili, una Carta europea per le famiglie con tre o più figli e un marchio per città e regioni "family-friendly". Priorità operative e competitività 2026 Accanto alla visione di lungo periodo, il Ppe ha definito le priorità operative per il 2026. La parola chiave è competitività. Il partito rivendica i risultati ottenuti nel 2025 - dalla riduzione della burocrazia al rilancio industriale - ma insiste sulla necessità di un'Europa più "agile", capace di semplificare norme, sostenere le imprese e completare il mercato unico. Tra i dossier centrali: il pacchetto di semplificazione ambientale, la revisione dell'AI Act, un rafforzato Chips Act, l'European Biotech Act e una riforma del GDPR che mantenga la protezione dei cittadini ma riduca gli oneri per le aziende. Il ruolo guida dei cristiano-democratici e il QFP Il Ppe punta inoltre a chiudere rapidamente il negoziato sul QFP, che dovrà riflettere le priorità di crescita, sicurezza e sostegno agli agricoltori. In questo quadro si inserisce anche il messaggio del ministro degli Esteri e vicepremier italiano Antonio Tajani, che a Zagabria ha sottolineato il ruolo guida dei cristiano-democratici: "Da qui parte un messaggio forte: il Partito Popolare Europeo è la prima forza in Europa dove i cristiano-democratici hanno un ruolo di guida politica. Vogliamo che l'Ue sia più democratica e vicina ai cittadini, dando più potere al Parlamento europeo. È necessario il completamento del mercato interno, importante per il rilancio della nostra economia, e lavorare per una semplificazione burocratica. Un grande mercato ha bisogno dell'armonizzazione fiscale, dobbiamo avere un mercato unico per l'energia. Anche il vertice italo-tedesco che si è tenuto a Roma è stato un esempio della priorità che attribuiamo alla nostra competitività per favorire imprese e lavoratori. Più crescita demografica significa sostenere il sistema economico e difendere la nostra identità!". Sicurezza europea e difesa La guerra russa contro l'Ucraina e l'instabilità globale spingono il Ppe a chiedere una nuova Strategia europea di sicurezza. Il partito sostiene pienamente Kiev e accoglie con favore il pacchetto da 90 miliardi approvato dal Consiglio europeo. Tra le priorità: un mercato europeo della difesa più integrato, acquisti congiunti, il rafforzamento dell'iniziativa EU Readiness 2030 e quattro progetti paneuropei chiave, tra cui l'European Drone Defence Initiative e l'European Air Shield. Centrale anche la lotta alla disinformazione, con il potenziamento dello European Democratic Shield e una revisione del Cybersecurity Act. Gestione delle migrazioni e controllo delle frontiere Sul fronte migratorio, il Ppe rivendica il calo del 35% degli ingressi illegali registrato tra luglio 2024 e giugno 2025 e punta a consolidare questo trend. Il partito sostiene il concetto di "Paese terzo sicuro", un nuovo sistema europeo per i rimpatri e la piena attuazione del sistema Ees per il controllo delle frontiere. Frontex dovrà essere rafforzata, con un ruolo più incisivo nei rimpatri e un migliore accesso ai dati condivisi con Europol. Il vertice di Zagabria ha mostrato un Ppe determinato a guidare l'Europa in una fase complessa, con un'agenda che combina risposte immediate alle crisi globali e una visione strutturale sul futuro del continente. Competitività, sicurezza e rinnovamento demografico diventano così i tre pilastri della strategia che il partito intende portare avanti fino alla fine della legislatura - e oltre.
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