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Progetto Iris2, entro il 2029 l'Europa avrà una sua rete satellitare
Oggi 28-01-26, 05:20
AGI - Una rete di satelliti per permettere agli Stati membri dell'Unione europea di avere accesso a "comunicazioni satellitari sovrane". È l'obiettivo delineato ieri dal commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, nel suo intervento in apertura della European Space Conference, a Bruxelles. Un target da raggiungere in tre fasi, una delle quali ha preso il via proprio pochi giorni fa: Kubilius ha infatti annunciato che la scorsa settimana sono state avviate le operazioni di Govsatcom, il programma per comunicazioni governative satellitari sicure attraverso una messa in comune delle risorse nazionali o pubbliche nazionali già esistenti nei diversi Paesi. "Al momento disponiamo di otto satelliti provenienti da cinque Paesi che stanno già fornendo questo servizio", ha spiegato Kubilius parlando alla stampa a margine del suo discorso, in cui aveva sottolineato come le comunicazioni fornite da Govsatcom fossero "militari e governative, sicure e criptate" nonché "operate in Europa, sotto controllo europeo". La seconda fase, nel 2027, prevede un ampliamento della copertura e della banda, "per coprire il mondo intero", acquistando questa nuova capacità da partner commerciali "con ulteriori livelli di sicurezza". Iris2: l'alternativa europea a Starlink L'ultima fase, forse la più importante, è prevista per il 2029, quando dovrebbe diventare operativo il progetto Iris2. Alternativa europea alla Starlink di Elon Musk, Iris2 rappresenterà la costellazione satellitare dell'Ue per fornire connessione a internet via satellite. "Sempre la scorsa settimana, la grande notizia: le frequenze militari in banda Ka di Iris2 sono state portate in servizio, consentendo l'erogazione di servizi governativi. Un evento molto importante, che dimostra i progressi di Iris2 e il valore del modello di partenariato pubblico-privato, che consente l'utilizzo dei satelliti esistenti dei nostri partner privati. Ho chiesto a tutti i partner di intensificare e accelerare il lavoro su Iris2. Sono fiducioso che potremo già distribuire i servizi iniziali entro il 2029", ha affermato il commissario nel suo discorso. Indipendenza strategica e interesse italiano Una timeline che potrebbe attirare anche l'interesse del governo italiano, più volte dato come interessato a collaborare con Starlink per la fornitura di tali servizi - tuttavia senza nessun esito concreto - e potenzialmente interessato a nuovi sviluppi sul tema a livello comunitario. "Ottima la notizia sull'accelerazione di Iris2, la nuova costellazione di satelliti europea che verrà lanciata nel 2029. Sarà un ulteriore passo in avanti verso l'indipendenza strategica e della sicurezza dell'Unione europea. Sono scelte politiche che fanno la differenza", è il commento del capodelegazione del Partito democratico (S&d) al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Verso un comando spaziale europeo virtuale Ma la connessione satellitare non è l'unica politica 'spaziale' nel mirino dell'Ue. "Per uno Scudo spaziale efficace, dobbiamo pensare ad attori dedicati: una partnership tra comandi spaziali", ha affermato inoltre Kubilius, in quanto "oggi, in caso di crisi o di guerra, i comandi spaziali nazionali possono mobilitare rapidamente le risorse spaziali per la difesa nazionale. Ma non esiste un processo per mobilitare le risorse europee per la nostra difesa congiunta. Non è chiaro chi faccia cosa", ha aggiunto. "Io vedo questa partnership come un quadro di cooperazione, un 'comando spaziale europeo virtuale'. In questo modo, tutti gli Stati membri possono utilizzare le nostre risorse spaziali in tempi di crisi o di guerra", ha concluso. La proposta per un nuovo 'Space act' europeo In corso di discussione tra i colegislatori è, infine, anche un vero e proprio Space Act. "Lo Space Act deve nascere sotto il segno della semplificazione: regole chiare, tempi certi e meno burocrazia per costruire un vero mercato europeo dello spazio, capace di attrarre imprese, start-up e investimenti", è il commento della relatrice, l'eurodeputata di Fratelli d'Italia (Ecr), Elena Donazzan. "Parlo volutamente di mercato perché il rischio è che l'Europa, ancora una volta, finisca per penalizzare sé stessa con un'eccessiva regolamentazione. Questo atto sarà un successo solo se eviteremo gli errori già commessi in altri settori strategici, come l'automotive: serve sano realismo, nessuna deriva ideologica e un impianto normativo davvero funzionale allo sviluppo economico", ha aggiunto, ribadendo la necessità di "evitare duplicazioni e sovrapposizioni, chiarire le responsabilità e costruire una governance equilibrata che rispetti il ruolo degli Stati membri e delle agenzie nazionali, evitando un'eccessiva centralizzazione che produrrebbe solo più burocrazia e costi insostenibili per le imprese".
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