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Cronaca
Inchiesta sul Garante della Privacy, si dimette il componente del Collegio Guido Scorza
Ieri 17-01-26, 21:24
AGI - "Ho appena trasmesso al Presidente e al Segretario Generale del Garante per la protezione dei dati personali le mie dimissioni irrevocabili da componente del Collegio. Ho deciso di fare un passo indietro". Ad annunciare le dimissioni dal Collegio del Garante della Privacy è lo stesso Guido Scorza, prima sui suoi canali social e poi in una dichiarazione pubblicata sul suo sito personale, accompagnata dall'hashtag 'cose da ex garante'. "Credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell'interesse dell'istituzione anche se, permettetemi di pensarlo - ha aggiunto - non posso che ritenerla ingiusta nella sostanza e nelle modalità che mi hanno portato ad assumerla. Non ho nessuna remora nè imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita". "Un giorno - che, purtroppo, non è oggi e non è vicino - ci si renderà conto e si capirà che questo momento difficile dell'Autorità non è dovuto a errori o omissioni di chi ci ha lavorato, ci lavora e continuerà a lavorarci e non è dovuto, per quel che mi riguarda, a ciò che ho fatto o non ho fatto, fermo restando, naturalmente che fare meglio e di più è sempre possibile ma a fattori estranei all'Autorità e a patologie e derive di un sistema che non ha ancora trovato un punto di equilibrio sostenibile tra diritti, libertà e poteri, tutti egualmente centrali e irrinunciabili nella vita democratica del nostro Paese". "Ho detto e scritto decine di volte dall'inizio di questa vicenda che considero giuste, utili e democraticamente preziose sia l'inchiesta giornalistica che quella giudiziaria che hanno interessato il Garante e ne resto convinto", prosegue Scorza. "E, però, in tutta sincerità non credo che in un sistema democratico solido e maturo delle legittime inchieste giornalistiche e giudiziarie debbano poter compromettere fino a questo punto, prima che qualsivoglia specifica responsabilità sia accertata, il buon funzionamento di un'Autorità indipendente chiamata a promuovere e proteggere un diritto fondamentale, pietra angolare della nostra democrazia. E la responsabilità non credo sia nè dei giornalisti che fanno le inchieste, nè, tantomeno, dei giudici che fanno il loro lavoro e adempiono ai loro doveri ma nostra, delle persone, dell'opinione pubblica, della società, di una parte dei media - non quelli che fanno le inchieste ma quelli che le raccontano in maniera acritica e sensazionalistica a caccia di lettori e visualizzazioni -, degli algoritmi dei social network che amplificano i messaggi più radicali e sacrificano l'audience di quelli più pacati e ponderati e, di una parte della politica, quella con la "p" minuscola, più a caccia di facile visibilità e consensi che di riflessioni e idee per migliorare la vita delle persone e le condizioni del Paese. Confesso che questo a me pare un enorme elemento di fragilità del nostro sistema democratico che trascende questa vicenda ma sul quale, credo, sia necessario interrogarsi con urgenza", precisa Scorza. "Il Paese ha bisogno oggi di un Garante per la protezione dei dai personali che prima di avere autorità abbia autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita e le persone, a cominciare dal personale del Garante, hanno bisogno e diritto a che niente sia lasciato di intentato perché il Garante riconquisti, il prima possibile, quella fiducia percepita senza la quale un diritto già fragile, perché poco noto o poco noto nel suo valore ai più deboli e inviso ai più forti, è pressoché impossibile da promuovere e proteggere. È per questo e solo per questo che oggi ho deciso di fare un passo indietro. Lascio nell'assoluta certezza di non avere - come ho già spiegato ieri in un video al quale mi limito a rinviare - nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse. Anche se, non c'è dubbio che restare sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda, forse, più saggia, ma sarebbe anche stata una scelta incompatibile con ciò in cui credo, con la mia storia, con il mio modo di essere e di rispettare le Istituzioni", conclude il lungo post di Guido Scorza.
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