s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Iran. Putin si offre come mediatore. E Trump minaccia nuovi dazi alla Cina. Veicoli Unifil...
Oggi 12-04-26, 20:08
AGI - Il vicepresidente JD Vance saluta i funzionari iraniani dalla cima della scaletta dell'Air Force Two. Dopo 21 ore di colloqui prima tra sherpa e poi tra i massimi vertici delle delegazioni americana e iraniana, i nodi Hormuz e nucleare, soprattutto, non vengono sciolti e i colloqui di pace per il Medio Oriente finiscono per ora in un nulla di fatto. "Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo", aveva sintetizzato Vance in un discorso trasmesso in streaming dalla Casa Bianca, poco prima di lasciare Islamabad, il luogo in cui l'America di Donald Trump ha avuto un confronto inedito con Teheran mediato dal Pakistan, con un faccia a faccia storico, quello dello stesso Vance con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, il primo a questo livello dal 1979, anno della rivoluzione. L'offerta finale degli Stati Uniti "Lasciamo questo incontro con una proposta molto semplice: devono capire che questa rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno", sottolinea Vance. "Non entrerò in tutti i dettagli, perché non voglio negoziare in pubblico dopo aver negoziato per 21 ore in privato - dice ancora il vicepresidente statunitense - ma il punto fondamentale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un'arma nucleare e a non cercare gli strumenti che permetterebbero di ottenerla rapidamente. Questo è l'obiettivo centrale degli attuali Stati Uniti, ed è ciò che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati". La replica di Teheran e il nodo delle sanzioni La replica dell'Iran è affidata ai social. "Il successo del processo diplomatico dipende seriamente dalla buona volontà dell'altra parte, dall'astensione da ogni eccesso e da ogni pretesa illegale, nonché il riconoscimento dei diritti e degli interessi legittimi dell'Iran", scrive su X Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. L'Iran è "determinato a ricorrere a tutti i mezzi, compresa la diplomazia, per tutelare e salvaguardare gli interessi nazionali", aggiunge. Le ragioni dello stallo e le priorità iraniane "La delegazione iraniana ha condotto negoziati continui e intensi per 21 ore al fine di tutelare gli interessi nazionali del popolo iraniano; nonostante le varie iniziative da parte della delegazione iraniana, le richieste irragionevoli della parte americana hanno ostacolato l'avanzamento dei negoziati. Pertanto, i negoziati sono terminati", si legge in un post Telegram della tv di Stato iraniana Irib. Le priorità di Teheran sono lo stop degli attacchi al Libano e la revoca delle sanzioni, ma i Pasdaran non possono accettare ingerenze nello stretto. LA DIRETTA 20.05 Libano: i mezzi Unifil speronati sono del contingente italiano I mezzi Unifil speronati da un carro armato israeliano nel Sud del Libano appartenevano al contingente italiano impegnato nella forza di pace Onu. Lo riferiscono fonti ben informate 19.15 L'Unifil, un tank israeliano ha speronato i nostri veicoli L'Unifil, il contingente Onu di stanza nel Sud del Libano, ha denunciato su X che "in due occasioni oggi i soldati delle Forze di Difesa Israeliane Idf hanno speronato veicoli di Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi". "I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil", aggiunge il comunicato, "negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato 'colpi di avvertimento' nell'area, colpendo e danneggiando veicoli chiaramente identificabili delle Unifil. In un caso, un 'colpo di avvertimento' è caduto a un metro di distanza da un caschi blu che era sceso dal suo veicolo". 18.56 I Pasdaran, tratteremo severamente le navi militari a Hormuz Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che lo Stretto di Hormuz è "aperto al passaggio innocuo di navi civili" nel rispetto del diritto internazionale. Le navi militari che si avvicinano allo Stretto violeranno il cessate il fuoco e "saranno trattate severamente", si legge nella dichiarazione. 18.55 Trump a un incontro di arti marziali mentre il negoziato fallisce Donald Trump ha trascorso le ore decisive del negoziato in Pakistan insieme al suo segretario di Stato, Marco Rubio, ma non nella Situation Room della Casa Bianca bensì a un incontro di arti marziali estreme. Alle 21 di sabato sera, nel pieno della trattativa condotta a Islamabad dal suo vice JD Vance, il presidente è stato accolto da un'ovazione del pubblico al Kaseya Center di Miami, sulle note di una canzone di Kid Rock. Con lui diversi familiari, il capo della Ultimate Fighting Championship organizzatrice del combattimento, Dana White, suo sostenitore della prima ora, e il rapper Vanilla Ice. La Casa Bianca ha in programma di ospitare un evento con veri combattenti UFC il prossimo 14 giugno, per l'80mo compleanno del presidente. Trump ha stretto le mani a diversi tifosi e ha seguito con passione i combattimenti: non è sembrato preoccupato dei negoziati in corso a 13mila chilometri di distanza, anche se a un centro punto Rubio gli ha mostrato qualcosa dal suo cellulare, forse proprio quando Vance ha annunciato il fallimento della trattativa. 18.09 Teheran, 3.375 morti nella guerra con Israele e gli Usa Le autorità hanno annunciato la morte di 3.375 persone durante i 39 giorni di bombardamenti israeliani e americani sul Paese, tra cui 383 bambini, secondo quanto riportato da Abbas Masyedi, capo dell'Organizzazione di Medicina Legale iraniana. "Sono stati identificati i resti di 3.375 persone e la loro identità è stata determinata utilizzando metodi scientifici e specializzati dall'Organizzazione di Medicina Legale", ha dichiarato Masyedi, secondo l'agenzia di stampa IRNA. Il funzionario forense ha affermato che delle vittime totali, 2.875 sono uomini e 496 donne, e ha precisato che 383 di loro erano bambini, per lo più di età compresa tra 1 e 12 anni. Tra i morti figurano anche cittadini di altri Paesi, tra cui Afghanistan, Siria, Turchia, Pakistan, Cina, Iraq e Libano. L'Iran non ha diffuso un bilancio ufficiale delle vittime della guerra dal 5 marzo, quando aveva riportato 1.230 morti. Tuttavia, l'ONG di opposizione HRANA, con sede negli Stati Uniti, ha aggiornato quotidianamente il numero dei morti e il suo ultimo rapporto, successivo al cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore mercoledi' scorso, indica una cifra di 3.636 vittime, di cui 1.701 civili 18.01 Il premier pakistano: "Colloqui in stallo e non ancora falliti" I colloqui non sono falliti. Siamo in una fase di stallo, ha detto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha ospitato i negoziati di ieri a Islamabad, intervenendo al programma "Face the Nation" della CBS. 17.49 Media, due petroliere pakistane non entrano a Hormuz L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che due petroliere battenti bandiera pakistana, la Khairpur e la Shalamar, hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz, il che suggerisce che non siano riuscite a transitare. 17.11 Trump: Londra aiuterà a bonificare lo Stretto di Hormuz Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il Regno Unito e altri paesi aiuteranno a bonificare lo Stretto di Hormuz dalle mine. "Abbiamo dragamine all'avanguardia, le più moderne e avanzate, ma stiamo anche inviando dragamine più tradizionali. A quanto ho capito, il Regno Unito e un paio di altri paesi stanno inviando dragamine", ha affermato in un'intervista a Fox News. 17.03 Trump minaccia la Cina: "Dazi al 25% se fornisce aiuti militari" Donald Trump ha minacciato la Cina, uno dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti, con dazi del 50% sulle sue merci qualora Pechino fornisse aiuti militari all'Iran nella guerra in Medio Oriente. "Se vengono scoperti a farlo, saranno colpiti da dazi del 50%, il che è sconvolgente", ha dichiarato il presidente americano a Fox News. Trump ha in programma una visita a Pechino dal 14 al 15 maggio, dove incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping, dopo aver rinviato un precedente vertice a causa della guerra. 17.00 Trump: "Desalinizzatori e ponti potenziali obiettivi" Pur affermando che le infrastrutture militari iraniane sono state sostanzialmente "distrutte" nel corso di oltre 40 giorni di guerra con gli Stati Uniti, il presidente Usa Donald Trump ha detto che rimangono alcuni potenziali obiettivi per un'azione militare statunitense, tra cui gli impianti di desalinizzazione dell'acqua, la rete elettrica e i ponti del Paese. "Abbiamo praticamente spazzato via tutto il loro Paese", ha dichiarato il presidente a "Sunday Morning Futures With Maria Bartiromo" su Fox News. "L'unica cosa che resta davvero è la loro acqua, e colpirla sarebbe davvero devastante", ha aggiunto. Il presidente ha anche affermato che il Paese possiede ancora "alcuni stabilimenti per la produzione di missili", aggiungendo poi: "Li conosciamo tutti". "Abbiamo ancora altre cose da fare", ha detto. 16.57 Trump: "Torneranno a negoziare e avremo quel che vogliamo" "Prevedo che torneranno e ci daranno tutto ciò che vogliamo", ha detto Donald Trump a "Sunday Morning Futures with Maria Bartiromo" su Fox News. "Voglio tutto Loro non hanno carte", ha aggiunto. Il presidente Usa ha inoltre difeso la sua minaccia della scorsa settimana, secondo cui "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita", affermando che è stata proprio quella dichiarazione a portare Teheran al tavolo dei negoziati. "Quando parlo di una civiltà, intendo dire che è davvero cambiata. Davvero. Ma pensateci. A loro è permesso dire: "Morte all'America. Morte a questo", ha detto Trump. "E io faccio una sola affermazione. Loro dicono: "Oh, che grande cosa!". Quell'affermazione li ha portati al tavolo delle trattative e non l'hanno più abbandonato". 16.52 Trump: "Potrei eliminare gli impianti energetici in un'ora" "Potrei eliminare l'Iran in un solo giorno", ha detto Trump a Fox News. "In un'ora potrei avere tutta la loro energia, tutto, ogni loro impianto, ogni loro centrale elettrica, che è una cosa enorme. E mi dispiace farlo, perché se lo facessi, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire, non sarebbero mai in grado di farlo. E un'altra cosa che distruggerei sono i ponti", ha detto nell'intervista a Maria Bartiromo. 16.48 israele stima in 11,5 miliardi il costo della guerra Secondo una prima stima del ministero delle Finanze di Israele, la guerra con l'Iran è costata a Israele circa 35 miliardi di nuovi shekel (11,5 miliardi di dollari) in spese di bilancio; lo riferisce il Times of Israel. Il ministero delle Finanze afferma che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha comportato elevati costi economici, tra cui una perdita di PIL e un aumento della spesa pubblica, alcuni dei quali saranno pienamente chiari solo in futuro. La maggior parte dei costi è costituita da circa 22 miliardi di shekel destinati alle spese per la difesa e militari delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), del ministero della Difesa, del Ministero della Sicurezza Nazionale e di altre organizzazioni di sicurezza. Tale importo è già stato incluso nel bilancio del ministero della Difesa nell'ambito del bilancio statale per il 2026, secondo quanto dichiarato dal ministero delle Finanze. 15.35 Oman, il successo dei negoziati richiede dolorose concessioni Il ministro degli Esteri dell'Oman ha chiesto ulteriori colloqui tra Iran e Stati Uniti e una proroga del cessate il fuoco, pur ammettendo che il successo dei negoziati richiederà a tutte le parti di fare "dolorose concessioni". "Esorto a prorogare il cessate il fuoco e a proseguire i colloqui", ha scritto Badr al-Busaydi in un post su X. "Il successo potrebbe richiedere a tutti di fare dolorose concessioni, ma questo non è nulla in confronto al dolore del fallimento e della guerra". 14.34 Tutti i negoziatori Usa hanno lasciato il Pakistan L'intera squadra negoziale statunitense ha lasciato Islamabad dopo il fallimento dei colloqui con l'Iran, ha dichiarato un funzionario statunitense, lasciando così nessuno nella capitale pakistana a proseguire discussioni informali. Durante una sosta per il rifornimento alla base aerea di Ramstein, in Germania, dell'Air Force Two, che riportava il vicepresidente JD Vance dai negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente, un funzionario statunitense ha riferito ai giornalisti che nessun membro della squadra è rimasto a Islamabad, compresi i negoziatori capo Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. Si era ipotizzato che uno o entrambi gli inviati di Trump potessero rimanere a Islamabad per proseguire le discussioni, dopo che i lunghi colloqui non avevano prodotto alcun progresso sostanziale sul conflitto con l'Iran. 14.24 Putin si offre come mediatore tra Usa e Israele Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian di essere pronto a contribuire agli sforzi di mediazione per raggiungere la pace in Medio Oriente, ha fatto sapere il Cremlino. "Vladimir Putin ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica al conflitto e a mediare gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente", ha affermato il Cremlino nel comunicato stampa relativo alla telefonata. 14.09 Media, Idf torna in massima allerta per la ripresa della guerra L'esercito israeliano si starebbe preparando a una possibile ripresa delle ostilità dopo il fallimento dei colloqui iniziali tra Iran e Stati Uniti. Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha ordinato alle sue forze di tornare in stato di massima allerta e di prepararsi alla possibilità di un'imminente ripresa del confronto militare con l'Iran, stando a fonti militari contattate dall'agenzia di stampa israeliana Ynet. L'esercito israeliano è quindi entrato in una fase di preparazione simile a quella utilizzata prima delle precedenti operazioni contro l'Iran. 11.09 Ghalibaf, Usa incapaci di guadagnare nostra fiducia Gli Stati Uniti non sono stati in grado di guadagnare la fiducia della delegazione iraniana durante i negoziati a Islamabad. Lo ha affermato su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, alla guida del team inviato in Pakistan, dopo il fallimento dei colloqui. 09:00 Baqaei, la via della diplomazia non è chiusa Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affermato che "la via della diplomazia non è chiusa". Come riporta Irna, la Repubblica islamica al momento non prevede di riprendere immediatamente i negoziati con gli Usa, dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad, ma tiene i canali diplomatici aperti. 08.28 Bloomberg, due petroliere fanno dietrofront da Hormuz Due petroliere hanno fatto dietrofront prima di attraversare lo Stretto di Hormuz mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si concludevano con un nulla di fatto. Lo ha riferito Bloomberg, facendo riferimento a "uno dei primi segnali del fallimento dei colloqui che interessano" il cruciale passaggio marittimo. 07.44 Pasdaran, Hormuz resta chiuso fino ad accordo ragionevole Lo Stretto di Hormuz è chiuso e rimarrà tale finché Washington non accetterà un accordo ragionevole. È quanto ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte informata dei Pasdaran, dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad tra Usa e Iran. Tra i principali punti di contrasto, la gestione del cruciale passaggio marittimo.
CONTINUA A LEGGERE
7
0
0
