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Estero
Israele amplia l'offensiva su Gaza, decine i morti
Ieri 02-04-25, 19:41
AGI - Mentre in patria il premier israeliano Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare lo scandalo Qatargate, le sue truppe aumentano la pressione su Gaza, estendendo le operazioni. Come ha annunciato il ministro della Difesa, Israel Katz, Israele rafforzerà la sua presenza militare nella Striscia per "distruggere e bonificare l'area dai terroristi e dalle infrastrutture terroristiche". L'operazione riguarda "sedici grandi aree che saranno incorporate nelle zone di sicurezza israeliane", ha affermato, senza specificare le dimensioni del territorio che verrà di fatto annesso. In serata il primo ministro ha annunciato "un cambio di marcia nella Striscia", dove "l'Idf sta conquistando territorio, colpendo i terroristi e distruggendo le infrastrutture". Israele si sta "impossessando della 'Morag Routè. Questo sarà il secondo corridoio Philadelphi", ha aggiunto Netanyahu, facendo riferimento alla zona cuscinetto al confine tra la Striscia e l'Egitto. I militari stanno "sezionando la Striscia e aumentando la pressione passo dopo passo in modo che (Hamas) ci restituisca gli ostaggi". "L'unica cosa che può impedirci di continuare ad avanzare è il rilascio dei nostri ostaggi", gli ha fatto eco il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, confermando "l'espansione" degli attacchi nell'enclave costiera. E il bilancio dei morti nella Striscia ha subito un'impennata: da stamane all'alba, sono già 68 le vittime, secondo fonti sanitarie palestinesi citate da Haaretz. Tra queste ci sono almeno 19 persone uccise, compresi nove bambini, in un attacco israeliano contro una clinica dell'Unrwa nel campo profughi di Jabaliya. L'Idf ha riferito di aver colpito "un centro di comando e controllo" di Hamas a Jabaliya "utilizzato per coordinare le attività terroristiche". L'esercito ha puntato il dito contro il gruppo militante che "prende il controllo delle infrastrutture civili e sfrutta brutalmente la popolazione civile come scudo umano". Da Ramallah il ministero degli Esteri palestinese ha condannato il "massacro" e ha chiesto "una seria pressione internazionale" per fermare l'offensiva sempre più estesa di Israele. Da Londra, il sottosegretario agli Esteri britannico, Hamish Falconer, ha espresso "profonda preoccupazione", sottolineando che il Regno Unito "non sostiene l'espansione delle operazioni militari". L'annuncio di Katz è stato accolto con orrore anche dai familiari dei rapiti che hanno accusato il governo di Netanyahu di aver "deciso di sacrificare gli ostaggi per ottenere 'guadagni territoriali'". "Invece di garantire il rilascio degli ostaggi attraverso un accordo e porre fine alla guerra, l'esecutivo israeliano sta inviando più soldati a Gaza per combattere nelle stesse aree in cui battaglie hanno già avuto luogo ripetutamente", ha denunciato in una nota il Forum dei familiari, "preoccupato" che il rilascio dei 59 rapiti sia stato "spinto in fondo alle priorità", diventando "un obiettivo secondario" per il governo. Intanto a Gaza incombe la fame, con i panifici chiusi a causa della crescente carenza di farina e zucchero da quando all'inizio di marzo Israele ha bloccato l'ingresso di aiuti umanitari. E dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è arrivata la condanna per la violazione dell'accordo di cessate il fuoco e la ripresa dell'offensiva da parte di Israele, che è stato invitato ad assumersi la responsabilità di "prevenire il genocidio" nella Striscia. Tra le richieste contenute nella risoluzione - approvata con 27 voti a favore, 4 contrari e 16 astenuti - c'è anche "la revoca del blocco illegale" su Gaza. Ben-Gvir sulla Spianata delle Moschee A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il ministro per la Sicurezza nazionale e leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir, che stamane si è recato sulla Spianata delle Moschee, il Monte del Tempio per gli ebrei. L'iniziativa controversa, già adottata altre volte, ha suscitato la condanna non solo di Hamas ma anche della vicina Giordania, custode del luogo sacro, e dell'Arabia Saudita. Si tratta di "un'escalation pericolosa", ha denunciato Amman. E critiche sono arrivate anche dal parlamentare ultraortodosso di United Torah Judaism, Moshe Gafni, che gli ha ricordato il divieto per gli ebrei di recarsi sul luogo sacro. "Tu sali sul Monte del Tempio per dimostrare sovranità, ma al contrario profani la sacralità (del posto) e provochi un'inutile istigazione nel mondo musulmano e non solo", ha affermato, esortandolo a smetterla. Netanyahu in partenza per incontrare Orban Nonostante il mandato d'arresto della Corte penale internazionale che pende sul suo capo, Netanyahu è in partenza per l'Ungheria dove domani incontrerà il premier Viktor Orban. Il premier israeliano può stare tranquillo, Budapest ha già annunciato che non lo trarrà in arresto, nonostante sia firmataria dello statuto di Roma. In queste ore anche il ministro degli Esteri Gideon Sàar è partito per Parigi dove vedrà l'omologo francese Jean-Noel Barrot, e alti funzionari, oltre alla comunità ebraica francese. Al centro dei colloqui, gli sviluppi regionali (Iran, Libano, Siria), tra cui la situazione a Gaza e quella degli ostaggi, nonchè le relazioni bilaterali tra i due Paesi. Durante l'assenza di Netanyahu, gli subentrerà il ministro della Giustizia Yariv Levin.
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