s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Khamenei: "Trump ha firmato per debolezza e necessità". L'intesa siglata a distanza
Oggi 18-06-26, 20:41
AGI - La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Khamenei, ha diffuso il suo primo messaggio al popolo iraniano dopo la firma del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. "Come sapete, è stato firmato un memorandum d'intesa tra i Presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti. è stato il Presidente degli Stati Uniti, per debolezza e necessità, a utilizzare tutti i mezzi disponibili per raggiungere questo obiettivo", ha affermato. "Avevo un'opinione diversa (riguardo al memorandum d'intesa) - ha proseguito Khamenei - ma ho dato la mia approvazione considerando l'impegno che il Presidente Pezeshkian mi ha assunto per preservare i diritti del popolo iraniano e del fronte della resistenza". Stati Uniti e Iran firmano l'accordo Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il protocollo d’intesa in cui Teheran si impegna a diluire il proprio uranio arricchito nell’ambito di futuri negoziati, in cambio della revoca delle sanzioni da parte di Washington. L'accordo mette fine al conflitto scatenato il 28 febbraio dagli Stati Uniti e da Israele contro la Repubblica islamica, che ha causato migliaia di morti, soprattutto in Iran e in Libano. Il protocollo d’intesa, che include il fronte libanese, è stato firmato da Donald Trump, in visita in Francia, come ha riferito un funzionario americano. Il testo è stato siglato dal presidente iraniano Massoud Pezeshkian e dal suo omologo americano, ha dichiarato da parte sua il portavoce del ministero degli Affari esteri, Esmail Baghai. Trump revoca blocco navale, Repubblicani divisi Gli Stati Uniti hanno revocato il blocco navale dei porti iraniani imposto durante la guerra, primo esito della firma dell'accordo. Restano tuttavia molte incertezze sui prossimi passaggi diplomatici. è intanto saltata la cerimonia di firma prevista a Ginevra per domani e il vicepresidente americano JD Vance ha detto di non prevedere un viaggio in Svizzera prima della prossima settimana, mentre nel weekend prenderanno il via i "negoziati tecnici". L'accordo ha avuto un effetto immediato sui mercati, con un calo dei prezzi del petrolio. Resta pero' ancora ridotta l'attività nello Stretto di Hormuz, nonostante Vance abbia annunciato che è stato "completamente riaperto". Le forze americane, che avevano imposto un blocco parallelo dopo la chiusura dello Stretto da parte iraniana, hanno autorizzato il transito di almeno 12 navi. Prima della guerra, secondo il Lloyd's List, attraverso lo Stretto passavano circa 120 imbarcazioni al giorno. Oggi tre petroliere saudite hanno lasciato il Golfo attraverso Hormuz, mentre la nave metaniera Mraikh è la prima unita' francese ad attraversare lo Stretto dall'inizio del conflitto. Il comando militare americano ha confermato la revoca del blocco dei porti iraniani, precisando pero' che le navi da guerra statunitensi "resteranno nell'area". La firma dell'accordo dovrebbe mettere fine alla fase più acuta del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, durato cinque settimane fino al cessate il fuoco raggiunto all'inizio di aprile. Secondo il testo dell'intesa, Washington si impegna a sospendere immediatamente le sanzioni petrolifere che hanno colpito l'economia iraniana. Una volta raggiunto un accordo definitivo sul programma nucleare, gli Stati Uniti dovrebbero inoltre facilitare lo sblocco di un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione, sostenuto da Paesi della regione. Funzionari americani hanno aggiunto che l'Iran diluira' le sue scorte di uranio arricchito, forse con un processo di "down-blending" sul posto, sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Il programma missilistivo non è nell'accordo Il programma missilistico balistico iraniano non viene invece citato nell'accordo, nonostante le richieste israeliane che venga smantellato. La scelta di Trump di chiudere la guerra, costata la vita a 13 militari americani e un ampio consumo delle scorte di munizioni statunitensi, ha provocato critiche tra i repubblicani. Il senatore Bill Cassidy l'ha definita "il peggior errore di politica estera in decenni", sostenendo che "le ambizioni nucleari dell'Iran non sono state limitate" e che Teheran ha imparato che "minacciare lo Stretto di Hormuz funziona". Trump ha respinto gli attacchi. Al G7 ha avvertito di essere pronto a "bombardare duramente" l'Iran in caso di violazione dell'accordo. Poi, sui social, ha accusato i critici di essere "gelosi, persone cattive o stupide", rivendicando il record di Wall Street e il calo del petrolio. Anche in Iran sono arrivate critiche dagli ambienti più radicali, dove il conflitto è stato definito una "guerra imposta" e paragonato a quella combattuta contro l'Iraq di Saddam Hussein tra il 1980 e il 1988. Il presidente del Parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha pero' parlato di "fallimento" degli Stati Uniti, mentre Pezeshkian ha definito l'intesa "storica". Resta inoltre da capire se nei 60 giorni di negoziato sara' affrontato anche il fronte libanese, richiamato nell'accordo, dove prosegue la tensione tra Israele e Hezbollah. Dopo le indiscrezioni su frizioni con Washington, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato l'importanza di mantenere stretti i rapporti con gli Stati Uniti, avvertendo che "la lotta non è ancora finita e altre sfide attendono" lo stato ebraico. Trump: "Ci aspettiamo il cessate il fuoco in Libano" "Gli Stati Uniti sono impegnati per la PACE e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere il proprio impegno nel consentire ai nostri negoziati di svolgersi magnificamente. I mercati stanno apprezzando ciò che sta accadendo con i prezzi del petrolio in forte calo e le azioni in forte aumento. Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele". Lo scrive su 'Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Per Trump "gli Stati Uniti non hanno effettuato alcun pagamento di 300 miliardi di dollari all'Iran. Questa è una notizia falsa! Tutto ciò che c'è per gli Stati Uniti è un successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un'occhiata al mercato azionario. La propaganda democratica sta agendo"
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
