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Estero
La Cina avverte Taiwan: "Se insiste sull'indipendenza continueremo a punirla"
Ieri 02-04-25, 10:37
AGI - La Cina ha avvertito Taiwan che la "punizione" continuerà finché i suoi leader non smetteranno di promuovere l'indipendenza dell'isola. "Finché continueranno le provocazioni legate all'indipendenza di Taiwan, le punizioni anti-indipendenza non cesseranno", ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in una conferenza stampa. Guo ha criticato il fatto che "una minoranza di Paesi si sia intromessa negli affari interni della Cina e abbia mosso accuse", per le manovre militari cinesi attorno a Taiwan. "La questione di Taiwan è un affare puramente interno della Cina che non tollera interferenze straniere" ha detto il portavoce, affermando che "ciò che mina la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan sono le attività 'separatiste' a favore dell'indipendenza di Taiwan e la collusione e il sostegno di forze esterne". "Se vogliamo davvero la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan, dobbiamo seguire la tendenza generale della comunità internazionale", ha aggiunto il portavoce, sollecitando "il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Cina". Guo ha affermato che "sostenere l'indipendenza di Taiwan divide il Paese, interferisce negli affari interni della Cina e mina la stabilità nello Stretto di Taiwan", e ha spiegato che le manovre delle forze cinesi costituiscono "un'azione disciplinare risoluta contro le provocazioni" dell'amministrazione guidata dal presidente taiwanese William Lai per i suoi "tentativi sfrenati di indipendenza". "Finché continueranno le provocazioni a favore dell'indipendenza di Taiwan, la punizione contro gli 'attivisti indipendentisti' non cesserà", ha avvertito il portavoce, affermando che Pechino "non permetterà mai a nessuno o ad alcuna forza di separare Taiwan dalla Cina con alcun mezzo". Ieri la Casa Bianca ha condannato le manovre cinesi e ha affermato che Donald Trump insiste sull'importanza di "mantenere la pace" nello stretto. Oggi l'esercito cinese ha annunciato di aver condotto nuove esercitazioni militari nella regione centrale e meridionale dello Stretto di Taiwan per "testare le capacità delle truppe". Le manovre, denominate "Strait Thunder-2025A", si sono concentrate su attività di "identificazione e verifica", "avvertimento ed espulsione" e "intercettazione e detenzione" in aree quali "controllo aereo, blocco e attacchi di precisione contro obiettivi chiave". Secondo esperti citati dalla stampa ufficiale cinese le esercitazioni dimostrano che l'esercito ha "ampie opzioni di deterrenza" e che Pechino ha scelto di "rafforzare l'assedio delle forze secessioniste" con "misure più severe e azioni decisive". Le esercitazioni avvengono poche settimane dopo che il presidente taiwanese William Lai, definito dalle autorità cinesi un "attivista per l'indipendenza" e un "agitatore", aveva definito la Cina una "forza esterna ostile" e aveva annunciato iniziative per frenare le operazioni di "infiltrazione" di Pechino nell'isola.
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