s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
La faida spacca il partito turno Chp e aiuta Erdogan
Oggi 26-05-26, 04:46
AGI - Si aggrava la crisi del partito turco Chp, la più grande forza politica di opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan. Dopo la sentenza d’appello che ne ha rimosso la leadership lo scorso 21 maggio, la polizia ha fatto irruzione nella sede del partito ad Ankara per rendere esecutiva la sentenza del tribunale che ha annullato il congresso del 2023 e reintegrato l’ex presidente Kemal Kilicdaroglu. Quest’ultimo ha confermato questa mattina che tornerà nella presidenza della sede il prossimo 28 maggio “per festeggiare la ricorrenza dell’Eid con i sostenitori del partito”. Parole che hanno un effetto divisivo sulla stessa opposizione, base e partito, la cui crisi non può che giocare a favore di Erdogan. Il ruolo di Kilicdaroglu Il politico, classe 1948, aveva imposto la propria candidatura contro Erdogan, che lo ha sconfitto per due volte. In occasione delle presidenziali del 2023, in particolare, Kilicdaroglu è finito nel mirino delle critiche per aver osteggiato la candidatura del (ora deposto) sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. La contestazione interna al partito Nonostante la sconfitta ha continuato a mantenere la leadership del partito senza dimettersi. Un’ostinazione che ha creato malcontento nella base del partito; quest’ultima dopo le ripetute sconfitte chiedeva un cambio generazionale. Una richiesta accolta dal congresso di fine 2023 in cui vinse Ozgur Ozel. Il ricorso e la sentenza Una sconfitta mai digerita, al punto che la querela iniziale partì proprio da un fedelissimo di Kilicdaroglu, l’ex sindaco di Antakya Lutfu Savas e alcuni delegati che denunciavano irregolarità procedurali e brogli e chiedevano la rimozione di Ozel. Kilicdaroglu e i suoi hanno perso in primo grado e presentato ricorso presso la Sezione d’Appello, che si è pronunciata con una sentenza di “nullità assoluta”, invalidando di fatto l’attuale leadership del Chp e tutte le azioni successive al congresso del 2023. L’intervento della polizia La crisi è peggiorata nel corso della giornata di ieri, quando gli avvocati che rappresentavano Kilicdaroglu e un gruppo di parlamentari a lui vicini si sono recati presso la sede del partito per incontrare Ozel. Il cancello esterno dell’edificio è stato chiuso a chiave, lasciando fuori i legali che hanno chiamato la polizia, chiedendo l’esecuzione della sentenza. Gas lacrimogeni e sgombero La prefettura di Ankara ha dato il via libera alla polizia per procedere all’evacuazione della sede. Gli agenti sono entrati nel complesso ed è stato utilizzato gas lacrimogeno all’interno dell’edificio, mentre si dirigevano verso il dodicesimo piano, dove si trovava Ozel con diversi parlamentari e il presidente provinciale di Istanbul. A Ozel è stato notificato un avviso di sgombero. La risposta di Ozel Dopo l’intervento della polizia, Ozel si è recato davanti alle telecamere e ha strappato l’avviso prima di lasciare l’edificio. “Ognuno fa ciò che gli conviene – ha detto – ce ne andiamo per riprenderci la nostra casa e non ci caccerà più nessuno”. In seguito ha marciato verso il Parlamento con parlamentari e sostenitori. Il Chp oltre la sede Durante la marcia, Ozel ha affermato che il Chp non ha bisogno di un edificio per continuare la sua lotta politica. “Il Chp è nato tra le tende sui campi di battaglia”, ha detto. “Per portare il Chp al potere non serve un edificio, ma la volontà di lottare”. Ha quindi indicato il Parlamento turco come nuova sede simbolica. Reazioni e indagini Alle dichiarazioni ha risposto oggi il consigliere stampa di Kilicdaroglu, Atakan Sonmez, comunicando la tristezza del leader per quanto accaduto. Nella notte i sindaci del Chp hanno espresso sostegno a Ozel, mentre il sindaco di Ankara Mansur Yavas ha chiesto la convocazione di un congresso entro 45 giorni. A seguito degli scontri, con alcuni feriti, la Procura generale di Ankara ha aperto un’indagine.
CONTINUA A LEGGERE
9
0
0
