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La minaccia dell'Iran: "Colpiremo basi militari Usa se attaccati". Repressione nel sangue,...
Oggi 14-01-26, 08:55
AGI - Scontro a distanza tra Iran e Stati Uniti. Il ministro della Difesa iraniano, generale di brigata Aziz Nafizardeh, ha dichiarato che il suo paese attaccherà le basi americane nella regione se gli Stati Uniti lanceranno un'offensiva contro la nazione persiana. "L'Iran attaccherà le basi statunitensi se verrà attaccato", ha dichiarato il ministro della Difesa, secondo l'agenzia di stampa locale Mehr. Ha affermato che "tutte le basi statunitensi e le basi militari di altri paesi nella regione che assistono gli Stati Uniti negli attacchi contro il suolo iraniano saranno considerate obiettivi legittimi". "La risposta iraniana sarà dolorosa per i nemici" se l'Iran verrà attaccato, ha affermato il funzionario militare. Il bilancio delle vittime e il massacro in Iran Le cifre relative alle vittime delle proteste in corso in Iran restano estremamente variabili e non confermate ufficialmente. Sarebbero almeno tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l'Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza secondo quanto riferito ieri al New York Times da una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. Ad esempio, Iran International, media con sede a Londra, parla di almeno 12.000 persone uccise in quello che definisce "il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran", concentrato in gran parte nelle notti dell'8 e 9 gennaio. Ieri, inoltre, la Cbs ha citato non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero tra i 12 mila e i 20 mila. Tra le vittime ci sono anche membri delle forze di sicurezza, ha aggiunto il funzionario, accusando i "terroristi" di essere responsabili delle morti. La discrepanza tra i bilanci evidenzia la difficoltà di ottenere dati indipendenti sulle violenze. L'appello di Reza Pahlavi all'esercito In questo contesto di violenza, Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Scià di Persia, ha lanciato un appello diretto all'esercito iraniano affinché si schieri a protezione dei cittadini manifestanti, definendolo l'esercito nazionale e non quello del regime. Pahlavi ha esortato i militari a unirsi ai compatrioti il prima possibile. Ha anche fatto riferimento al sostegno internazionale, citando il messaggio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha promesso che gli aiuti sono in arrivo. L'intervento di Trump su Truth Ieri Donald Trump, tramite un post su Truth, ha incoraggiato i "patrioti iraniani" a continuare a protestare e a documentare i nomi degli assassini e degli autori di abusi, assicurando che "pagheranno un prezzo elevato". Il Presidente ha anche annunciato l'annullamento degli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non cesserà l'uccisione dei manifestanti.
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