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La prima 'rotta' scritta da un'IA per un rover su Marte
Oggi 04-02-26, 02:45
AGI - Per la prima volta un'intelligenza artificiale ha scritto i comandi usati da un rover della Nasa per pianificare una guida su Marte. L'8 e il 10 dicembre 2025 Perseverance ha eseguito due spostamenti nel cratere Jezero seguendo i passaggi generati dal modello Claude di Anthropic, nell'ambito di un test condotto dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory. È stata la stessa Anthropic, guidata da Dario Amodei, a raccontare dettagli e specifiche del progetto in un post pubblicato sul suo sito. Il test nasce da un vincolo operativo: un segnale impiega circa venti minuti per arrivare dalla Terra a un rover su Marte e, quando un'istruzione nuova raggiunge il veicolo, quella precedente è già stata eseguita. Per questo gli operatori devono pianificare in anticipo le rotte, senza possibilità di intervenire metro per metro. In questa prova Claude è stato usato per definire un tratto di guida di circa 400 metri in un'area rocciosa della superficie marziana. Il test nasce da un vincolo operativo noto Gli operatori non possono guidare in tempo reale. Preparano una rotta, la trasmettono e solo in un secondo momento verificano l'esito. Finora la definizione dei waypoint, i punti di passaggio che costruiscono la cosiddetta "breadcrumb trail", era sempre rimasta un compito umano. In questa prova, invece, l'IA ha affiancato il team nella stesura del percorso, senza sostituire i controlli di sicurezza. Perseverance - un rover grande più o meno come un'auto, con camere e strumenti scientifici - è operativo su Marte dal febbraio 2021. La sua missione è quella di studiare geologia e clima del pianeta, raccogliere campioni di rocce e regolite e preparare missioni future. Il sito di atterraggio, il cratere Jezero, è stato scelto per gli indizi che miliardi di anni fa potesse contenere acqua. Guidare su Marte, spiegano, resta una manovra delicata: ogni spostamento va pianificato per ridurre il rischio di slittamenti, inclinazioni, pattinamenti o blocchi. I tecnici della Nasa hanno quindi verificato se Claude potesse ridurre una parte del lavoro manuale, aiutando a definire i waypoint con l'accuratezza comparabile a quella di un operatore. Il modello non è stato usato "a prompt singolo": gli è stato fornito contesto operativo, dati e procedure maturate negli anni, e ha generato comandi in Rover Markup Language, un linguaggio basato su XML. I waypoint proposti dall'IA sono poi stati sottoposti a quelle simulazioni di routine che sono usate per validare i comandi prima dell'invio, modellando centinaia di migliaia di variabili per stimare posizioni e rischi. Nella revisione finale, gli ingegneri hanno apportato correzioni limitate, anche perché alcune immagini a livello del terreno - non disponibili al modello - offrivano una lettura più chiara di dettagli come le increspature di sabbia in passaggi stretti. Il percorso, nel complesso, ha retto e Perseverance ha completato il tratto previsto. Secondo il team, l'approccio potrebbe tagliare i tempi di pianificazione e rendere le percorrenze più coerenti, liberando risorse per aumentare i "drive" e la raccolta di dati scientifici. Il test viene letto come un'indicazione per missioni più ambiziose, dove il ritardo del segnale cresce e l'autonomia diventa un requisito: dalla gestione di attività complesse su Luna e Marte fino a sonde destinate a regioni più lontane del sistema solare, in ambienti estremi e con comunicazioni sempre più lente.
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