s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
L'ambasciatore israeliano: "L'Unifil resti nelle basi, chiunque si metta in pericolo lo fa...
Oggi 13-04-26, 19:50
AGI - "Israele ha chiesto a Unifil di rimanere nelle proprie basi e coordinare i suoi movimenti con l'Idf, al fine di garantire la massima tutela del personale della missione Onu, essendo l'area diventata una zona di combattimento attivo. Chiunque si metta in pericolo lo fa a proprio rischio". Lo ha affermato l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, in un'intervista all'AGI all'indomani dell'incidente che ha visto coinvolti caschi blu italiani della missione Onu. "L'incidente di ieri è stato discusso tra i due ministri israeliano e italiano che hanno concordato che c'è stato un malinteso tra le forze Unifil e l'Idf, che non si sono coordinate correttamente", ha aggiunto. Peled ha poi ricordato che il Consiglio di Sicurezza delle "Nazioni Unite ha deciso di porre fine al mandato della missione entro la fine del 2026. È ora che lo faccia e ritiri le sue truppe". L'ambasciatore ha poi menzionato gli attacchi dell'Idf a Beirut la settimana scorsa: "Quelli che sono stati descritti come 245 morti civili in Libano, erano in realta' terroristi di Hezbollah, come dichiarato dall'Idf". Iran: Peled, "serve pressione militare e diplomatica" Con l'Iran serve "una combinazione di forza militare e pressione internazionale. Alla fine, abbiamo bisogno che l'Iran rinunci alle armi nucleari e ai missili balistici. Se questo può essere raggiunto con misure diplomatiche e difensive, lo accogliamo con favore. Altrimenti, dovremo ricorrere alla forza militare e alla pressione militare", ha avvertito l'ambasciatore. Alla luce del fallimento dei negoziati tra Usa e Iran a Islamabad lo scorso fine settimana, il rappresentante diplomatico si è detto "non sorpreso" che Teheran "non sia disposto a rinunciare alla sua capacità nucleare e alla sua aspirazione a dotarsi di armi nucleari. Non mi sorprende che l'Iran stia prendendo tempo nei negoziati, come faceva prima dell'inizio della guerra. Sono molto abili nel negoziare per guadagnare tempo e gli americani dovranno decidere se gli iraniani sono seri o meno". Per Peled, "il mondo deve svegliarsi e capire che l'Iran sta tenendo in ostaggio il mondo intero, l'energia, le rotte marittime. È ora che gli Stati Uniti si occupino di questo problema che è un problema del mondo, dell'Europa, e anche dell'Italia". "L'eliminazione di Hezbollah è interesse nostro e del Libano" "Dobbiamo eliminare la minaccia di Hezbollah sul nord e il centro di Israele. È nell'interesse sia di Israele che del governo libanese trovare insieme una soluzione per liberarci di Hezbollah. Ma su come farlo, resta da vedere attraverso i negoziati", ha detto Peled. "Non abbiamo alcuna disputa territoriale con il Libano. Ci siamo ritirati 26 anni fa. Siamo in buoni rapporti con il governo libanese. Condividiamo entrambi lo stesso obiettivo: liberarci di Hezbollah. Quindi non c'è motivo per cui non dovremmo collaborare", ha affermato il rappresentante diplomatico. "Sono passati 26 anni dal nostro ritiro dal Libano e abbiamo subito il lancio di decine di migliaia di razzi e missili contro Israele. Non ci possono essere razzi, missili o esponenti di Hezbollah a sud del fiume Litani. Dobbiamo eliminare questa minaccia e questo può essere fatto sia militarmente che politicamente e diplomaticamente. E qualunque sia il metodo efficace, o una combinazione di entrambi, vedremo quello che accadrà". "Stiamo cercando di eliminare e indebolire Hezbollah per consentire al governo libanese di avere una posizione più favorevole per negoziare con Israele", ha sottolineato Peled, ricordando che si tratta di "un'organizzazione terroristica finanziata, supportata e appoggiata dall'Iran, che non solo rappresenta una minaccia per Israele, ma sta anche seminando morte e distruzione tra la popolazione libanese". "Manca la solidarietà verso le sofferenze degli israeliani" "L'Europa, Italia compresa, non sta esprimendo solidarietà verso le sofferenze del popolo israeliano". È quanto denunciato dall'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, in un'intervista all'AGI. "Non c'è un trattamento equo delle popolazioni che soffrono da entrambe le parti di questo conflitto". "Ci aspettiamo di vedere più comprensione verso ciò che i cittadini israeliani e Israele stanno soffrendo durante questo mese", ha sottolineato Peled, ricordando le "migliaia di razzi e missili sparati contro lo Stato ebraico, che hanno costretto 10 milioni di israeliani a chiudersi nei rifugi durante la guerra con l'Iran. Nonché i 7 mila missili e razzi lanciati da Hezbollah nei giorni successivi al cessate il fuoco che condannano nei rifugi 2,5 milioni di cittadini israeliani nel nord" per un totale di "42 civili uccisi e oltre 2mila feriti". "Se si vuole essere giusti e aiutare veramente a raggiungere una soluzione, bisogna essere più equilibrati e sto parlando di Europa in generale, non specificamente di un Paese". "L'Europa in generale non sta mantenendo un equilibrio e un approccio equi verso entrambe le parti di questo conflitto".
CONTINUA A LEGGERE
9
0
0
