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L'Iran conferma la morte di Larijani. Trump: "Non ho paura di un altro Vietnam"
Oggi 17-03-26, 22:51
AGI - L'Idf ha rivendicato l'uccisione del capo della sicurezza Ali Larijani e del capo della forza paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani. Teheran ha confermato la morte di Soleimani. In serata è arrivata anche la conferma del Consiglio di Sicurezza iraniano. La guerra in Iran e nel Golfo è nel diciottesimo giorno con una escalation del conflitto. Israele lancia una “vasta ondata” di attacchi simultanei su Beirut e Teheran. Bombe su tre quartieri della capitale del Libano. Ed è ancora buio quando l’ambasciata statunitense a Baghdad è bersaglio di un attacco di droni e missili. Alcuni razzi vengono intercettati dal personale militare americano ma almeno uno colpisce la sede diplomatica. Il boato della deflagrazione precede di pochi istanti la nera colonna di fumo. Poche ore prima sempre nella capitale irachena un drone è stato indirizzato su un hotel dove alloggiava anche personale italiano. I militari italiani non sono stati coinvolti dall’esplosione e sono in sicurezza. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è immediatamente messo in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, per avere aggiornamenti sulle condizioni del personale, che ha trovato rifugio nei bunker. Poco prima dell’alba a Baghdad è stato colpito un edificio residenziale che ospitava un gruppo filo iraniano: il raid aereo ha ucciso quattro persone. A Tel Aviv e in tutto il centro di Israele risuonano le sirene per avvisare dei raid iraniani. Diverse esplosioni hanno scosso Doha e Dubai dopo che ai residenti era comparsa sul cellulare l’allerta per l’imminente attacco missilistico. La diretta 21.58 Consiglio sicurezza, Larijani è morto "Ali Larijani è stato martirizzato". Lo conferma il Consiglio di Sicurezza iraniano. La notizia è rilanciata da Al Jazeera. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr, il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale del Paese ha confermato l'assassinio di Larijani, dopo che Israele aveva rivendicato in mattinata l'uccisione dello stesso in attacchi mirati. "Dopo una vita dedicata all'elevazione dell'Iran e della Rivoluzione Islamica, ha finalmente realizzato il suo desiderio a lungo coltivato, ha risposto alla chiamata della verità e ha raggiunto con orgoglio il nobile traguardo del martirio sul fronte del servizio", si legge in una dichiarazione del Consiglio diffusa da Mehr. Il Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano ha anche annunciato l'uccisione del figlio di Larijani, del suo assistente Ali Reza Bayat e di diversi suoi collaboratori. 21.05 Wsj, Mosca aiuta Teheran con foto satellitari e droni La Russia avrebbe intensificato la cooperazione militare e di intelligence con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologia avanzata per droni per migliorare la capacita' di Teheran di colpire obiettivi statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate. Secondo le fonti, Mosca starebbe condividendo dati sui movimenti delle forze militari Usa e dei loro alleati in Medio Oriente, oltre a offrire supporto tecnico e tattico basato sull'esperienza maturata nel conflitto in Ucraina. In particolare, la Russia avrebbe trasferito componenti modificati dei droni Shahed, utilizzati per migliorare comunicazioni, navigazione e precisione dei bersagli, oltre a indicazioni operative su modalita' di impiego, numero di velivoli e altitudine degli attacchi. 19.59 Nbc, presentate a Trump le opzioni per terminare il conflitto Gli ufficiali militari americani hanno incluso nei loro piani di guerra forniti quotidianamente al presidente Donald Trump delle opzioni per consentirgli di porre fine al conflitto in Iran, qualora decidesse di farlo. Lo riporta Nbc News citando sei persone a conoscenza dei piani. Mentre il conflitto si allarga in Medio Oriente e il regime iraniano mantiene la sua stretta sul cruciale Stretto di Hormuz, i termini e la tempistica dichiarati per la fine della guerra restano incerti. Collaboratori e alleati hanno cercato di spingere Trump in direzioni diverse: coloro che sono favorevoli a una strategia di uscita sono preoccupati per l'instabilità economica globale sin dall'inizio della guerra, hanno affermato due delle fonti, mentre altri collaboratori si sono concentrati sull'opportunità di erodere l'influenza del regime nella regione. Secondo una delle persone intervistate, la durata della guerra "potrebbe cambiare ogni giorno". Secondo le sei persone, che non hanno fornito dettagli su come siano strutturati questi piani, le vie di fuga sono integrate nella pianificazione bellica quotidiana, insieme a opzioni di escalation qualora la Casa Bianca decidesse di aumentare la pressione sull'Iran. 19.51 Idf, troveremo Mojtaba Khamenei e lo neutralizzeremo L'esercito israeliano darà la caccia alla nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei. "Non sappiamo nulla di Mojtaba Khamenei, non lo sentiamo, non lo vediamo, ma posso dirvi una cosa: lo rintracceremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo", ha detto ai giornalisti il portavoce dell'Idf, Effie Defrin. 19.50 I pasdaran confermano l'uccisione di Soleimani, capo della milizia Basij I pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniana, hanno confermato l'uccisione del capo della forza paramiltare Basij, Gholamreza Soleimani. 19.37 Cnn, la nave militare Uss Tripoli diretta in Medio Oriente Una nave da guerra della Marina statunitense, ritenuta in rotta verso il Medio Oriente con a bordo migliaia di militari, è in avvicinamento allo stretto di Malacca, secondo dati di tracciamento marittimo. Lo riporta la Cnn. La nave anfibia d'assalto Uss Tripoli è stata rilevata nelle acque al largo di Singapore, all'ingresso sud-occidentale del Mar Cinese Meridionale, secondo i dati Ais visionati da CNN. Le unità navali americane disattivano spesso i transponder, ma li mantengono attivi nelle aree a traffico intenso per motivi di sicurezza della navigazione. Secondo fonti citate dall'emittente statunitense, la Tripoli trasporterebbe personale della 31esima Marine Expeditionary Unit (Meu), una forza di risposta rapida di circa 2.200 uomini basata a Okinawa, la cui mobilitazione verso il Medio Oriente sarebbe stata ordinata dal Pentagono. Non è stata resa nota la destinazione finale né la missione specifica dell'unità. La Meu è una formazione composta da elementi di comando, combattimento terrestre, aereo e logistico, impiegata tipicamente in operazioni di evacuazione, raid anfibi e interventi rapidi in scenari di crisi. La Uss Tripoli, lunga circa 260 metri e con un dislocamento di 45 mila tonnellate, è considerata una sorta di portaerei leggera, capace di imbarcare caccia stealth F-35, convertiplani MV-22 Osprey e mezzi da sbarco per operazioni anfibie. L'unità è normalmente al comando di un gruppo anfibio che include anche le navi da trasporto USS New Orleans e USS San Diego, la cui presenza nella stessa area non è stata però confermata dai sistemi di tracciamento disponibili. 19.27 Teheran: "Lo Stretto di Hormuz non tornerà allo stato pre-guerra" "La situazione dello Stretto di Hormuz non tornerà al suo status pre-bellico". Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. 18.55 Gli Emirati Arabi Uniti potrebbero unirsi a una iniziativa su Hormuz Un consigliere diplomatico del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha dichiarato che il suo Paese potrebbe unirsi a un'iniziativa internazionale guidata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.Intervenendo a un evento online organizzato dal think tank americano Council on Foreign Relations (CFR), Gargash ha affermato che al momento gli Emirati Arabi Uniti non hanno colloqui attivi con l'Iran. Le sue dichiarazioni giungono in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz. 18.09 Tajani: "Non ho più parlato con gli Usa" "Non ho più parlato con gli americani, oggi ho incontrato il ministro degli Esteri sloveno, abbiamo parlato di Hormuz, ho incontrato il vicepresidente del consiglio del Montenegro, con il ministro emiratino che è venuto a parlare di Imec a Trieste. Ha fatto un discorso molto duro sull'Iran. Loro sono un paese attaccato in maniera proditoria, non si capisce perché". Lo ha detto, a margine di un convegno sull'Iran organizzato da 'Il Tempo', il ministro degli Esteri Antonio Tajani. 18.04 Tajani: "Intervenire nello Stretto di Hormuz equivale a entrarare in guerra "Noi siamo sempre stati fuori da questa guerra. Intervenire nello Stretto di Hormuz significa entrare di fatto in guerra, che comporta delle conseguenze. Noi come europei abbiamo deciso di rinforzare la missione Aspides e la missione Atlanta. Entrare in guerra per noi è complicato. Andare a infilarsi in una guerra nello Stretto di Hormuz non so quanto sia giusto". A dirlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato dal direttore de 'Il Tempo' Daniele Capezzone, parlando a un evento organizzato dal quotidiano sulla guerra in Iran. 17.15: Trump: "Sono deluso da Starmer, non ci ha aiutati" Il presidente americano, Donald Trump, si è detto "deluso" dal premier britannico, Keir Starmer, per il mancato sostegno all'operazione in Iran. "Non ci ha sostenuto. E penso che sia un grosso errore. Sapete, guadagnano un sacco di soldi con il commercio con gli Stati Uniti. Io l'ho fatto. Mi sono impegnato al massimo, come sapete, non potevano concludere un accordo con Biden, perché non avevano una vera amministrazione in grado di farlo, ma noi abbiamo concluso un accordo. Abbiamo concluso un buon accordo per loro e, francamente, probabilmente non è stato apprezzato", ha aggiunto. "Sono rimasto deluso perché Keir era disposto a inviare due portaerei dopo la nostra vittoria, perché essenzialmente, al momento non c'è alcuna minaccia per le portaerei", ha evidenziato. 17.47 WP: Israele promuove una rivolta ma pensa che sarà un massacro" Israele esorta pubblicamente gli iraniani a ribellarsi, una volta ultimata la campagna di bombardamenti congiunti con gli Usa, ma in privato ritiene che se scendessero in piazza contro il regime verrebbero "massacrati". È quanto emerge da un cablogramma inviato dall'ambasciata Usa in Israele al dipartimento di Stato, rivelato dal Washington Post. Nel documento, che riferisce valutazioni frutto di incontri con vari funzionari israeliani della sicurezza, si riconosce che il regime iraniano "non sta cedendo" ed è disposto a "combattere fino alla fine". Nonostante questa previsione, Tel Aviv spera ancora in una rivolta popolare in Iran ed è convinta che Washington dovrebbe essere pronto a sostenere i manifestanti qualora scendessero in piazza. 17.35 Trump: "Altro Vietnam? Non ho paura di nulla" "Io non ho paura di nulla": così il presidente americano, Donald Trump, ha risposto alla domanda se possa temere un altro Vietnam nel caso di un'operazione di terra in Iran. 17.11 Trump: "Non siamo ancora pronti per lasciare ma lo faremo presto" "Se ce ne andassimo ora, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire. Ma non siamo ancora pronti ad andarcene, anche se lo faremo nel prossimo futuro. Ce ne andremo praticamente a brevissimo termine, ma al momento sono stati decimati sotto ogni punto di vista. E ripeto, abbiamo ricevuto un grande sostegno dai paesi del Medio Oriente, un grande sostegno, ma non abbiamo ricevuto praticamente alcun sostegno dalla Nato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. 16.23 Fonti Ue: navigazione nello stretto du Hormuz tema discussione con Guterres La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz "sarà inevitabilmente un argomento di discussione con il segretario generale delle Nazioni Unite". Lo ha confermato un alto funzionario europeo in vista del vertice europeo di giovedì, a cui parteciperà anche il segretario Onu nel corso di un pranzo di lavoro con i leader. "Come ha giustamente sottolineato lo stesso segretario generale, la possibilità di una soluzione a livello Onu richiederà tempo. Ciò significa che la diplomazia dovrà tornare al centro di questo conflitto. Chiaramente, al momento, non lo è. Ci auguriamo che l'Unione europea, ne sono certo, si adopererà in tal senso a partire da questo incontro", ha specificato la fonte. 16.17: Macron: la Francia non parteciperà a operazioni per aprire Hormuz La Francia non parteciperà all'operazione per l'apertura dello Stretto di Hormuz "nel contesto attuale", nonostante gli appelli in tal senso da parte di Donald Trump. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron. "Non siamo parte del conflitto - ha detto Macron - pertanto, la Francia non parteciperà mai all'operazione per l'apertura o la liberazione dello Stretto di Hormuz nel contesto attuale", ha affermato in una nota al termine di una riunione del Consiglio di Sicurezza. 14.46 Usa: lascia per protesta contro la guerra il direttore del Centro antiterrorismo Joe Kent, direttore Centro nazionale antiterrorismo americano, lascia l'incarico per protesta contro la guerra in Iran. "Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran", scrive nella lettera di dimissioni. "L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è evidente che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni esercitate da Israele e dalla sua potente lobby americana. E' stato un onore servire sotto la guida del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del direttore generale dell'Intelligence, Tulsi Gabbard, e guidare i professionisti del Centro nazionale antiterrorismo", conclude Kent. 14.40 Netanyahu su Larijani: "Aiutiamo il popolo a rovesciare il regime" "Abbiamo eliminato Ali Larijani e il comandante dei Basij. Stiamo indebolendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo", ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, confermando l'uccisione del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani. 14.37 Wfp, con il conflitto rischio fame per 45 milioni di persone L'insicurezza alimentare globale rischia di raggiungere un nuovo record storico nei prossimi mesi a causa della guerra in Medio Oriente e dell'impennata dei prezzi energetici. È l'allarme lanciato dal World food programme delle Nazioni Unite. "Se il conflitto in Medio Oriente dovesse continuare fino a giugno, 45 milioni di persone potrebbero cadere in una situazione di insicurezza alimentare acuta a causa dell'aumento dei prezzi", ha dichiarato il vicedirettore esecutivo del Wfp, Carl Skau, durante un briefing a Ginevra. "Questo porterebbe i livelli di fame nel mondo a un record: è una prospettiva terribile". 14.24 Saar: "Su Larijani taglia da 10 milioni, lo abbiamo fatto gratis" "Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro Ali Larijani. Hanno messo sulla sua testa una taglia di 10 milioni di dollari. Noi l'abbiamo fatto gratis": lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar commentando. 12.05 Iran: Idf, eliminato il leader 'de facto' Larijani Dopo l'annuncio del ministro della Difesa, Israel Katz, le forze israeliane hanno confermato di avere ucciso Ali Larijani. "Ieri, 17 marzo 2026, l'aviazione israeliana, agendo su intelligence dell'Idf e attraverso l'integrazione di capacità operative uniche, ha condotto un preciso attacco in cui è stato eliminato Ali Larijani, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, che ha operato come leader 'de facto' del regime terroristico iraniano", si legge in una nota. Larijani "si trovava nei pressi di Teheran" quando è stato colpito, si spiega. 11.41 Iran: media, Khamenei rifiuta le proposte di de-escalation con gli Usa Secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano, la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, presentate a Teheran da due Paesi intermediari. Lo riporta la Reuters. La posizione di Khamenei, che auspica una vendetta contro Stati Uniti e Israele, è stata "molto dura e decisa" durante la sua prima riunione di politica estera, ha affermato il funzionario, senza specificare se la Guida Suprema fosse presente di persona. L'alto funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha dichiarato che il nuovo leader ha chiarito che non è "il momento giusto per la pace finché Stati Uniti e Israele non saranno messi in ginocchio, non accetteranno la sconfitta e non pagheranno un risarcimento". Il 14 marzo, tre fonti avevano riferito a Reuters che l'amministrazione Trump ha respinto i tentativi degli alleati mediorientali di avviare negoziati diplomatici volti a porre fine alla guerra con l'Iran. 11.00 Pezeshkian, migliaia di eroi nasceranno all'ombra dei martiri Il presidente iraniano, Massoud Pezzeshkian, ha reso omaggio ai marinai morti nell'affondamento della nave Iris Dena, i cui funerali si celebrano oggi e domani. "Oggi la coraggiosa e paziente nazione iraniana accoglie i giovani, marinai e oppressi che, a migliaia di chilometri dal teatro della guerra imposta, nelle acque aperte del mondo, avevano proclamato l'appello alla pace, ma i nemici della libertà e della sicurezza, con un crimine atroce e un attacco codardo e perfido, violando tutte le leggi internazionali, morali e umanitarie, hanno martirizzato questi onorevoli soldati della patria e hanno rivelato ancora una volta la loro natura terroristica agli occhi del mondo", ha scritto Pezeshkian nel testo diffuso dopo la notizia dell'uccisione di Ali' Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, in un raid israeliano. "Che i nostri astuti nemici sappiano che all'ombra del nome di ciascuno di questi martiri sorgeranno migliaia di altri eroi", ha concluso 10.48 Idf, nuovo lancio di missili su Israele L'Idf ha annunciato di avere individuato un nuovo lancio di missili su Israele. I sistemi di difesa aerea sono stati attivati, si legge in una nota. 10.48 Kallas, nessuno vuole mettere a rischio le truppe a Hormuz "Nessuno è disposto a mettere a rischio la propria gente nello Stretto di Hormuz. Dobbiamo trovare soluzioni diplomatiche per mantenere aperto questo canale, in modo da evitare una crisi alimentare, una crisi dei fertilizzanti e una crisi energetica". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas in un'intervista a Reuters. 10.30 Israele annuncia, Ali Larijani è stato ucciso Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, è stato ucciso questa notte insieme al comandante dei Basij. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo aver ricevuto un aggiornamento in questo senso dall'Idf. Lo riportano i media israeliani. "Il capo di Stato maggiore mi ha appena informato che Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e Soleimani, capo dei Basij - l'apparato repressivo centrale iraniano - sono stati eliminati la scorsa notte", ha dichiarato Katz in un videomessaggio. Per ora non sono arrivate conferme della notizia da parte iraniana. 09.59 Iran: media Teheran, tra poco messaggio di Larijani Sarà diffuso a breve un messaggio di Alì Larijani, segretario del consiglio di Sicurezza nazionale iraniano preso di mira da un attacco israeliano la notte scorsa. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim. 09.44 Idf, ucciso il comandante Basij Soleimani L'esercito israeliano ha annunciato di avere ucciso il comandante della forza paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani. "La sua eliminazione si aggiunge alle decine di alti comandanti delle forze armate del regime terroristico iraniano uccisi durante l'operazione e infligge un altro duro colpo alle strutture di comando e controllo della sicurezza del regime", si legge in una nota. "Le forze Basij fanno parte dell'apparato armato del regime terroristico iraniano", si legge in una nota. "Durante le proteste interne in Iran, in particolare negli ultimi tempi con l'intensificarsi delle manifestazioni, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all'uso della forza contro i manifestanti civili", si spiega. 09.25 Iran: media Israele, raid contro Larijani, incerta la sua sorte Israele ha preso di mira Ali Larijani, segretario del consiglio nazionale di sicurezza iraniano, in un attacco aereo in Iran durante la notte. Lo riferisce il Times of Israele citando funzionari israeliani. Non è chiaro se Larijani sia stato ucciso o ferito nel bombardamento, hanno spiegato le fonti. 08.43 Iran: l'Iraq stringe un accordo per l'attraversamento dello Stretto di Hormuz L'Iraq ha stretto un accordo con l'Iran che consente alle sue petroliere di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il ministro del Petrolio iracheno, Hayan Abdul-Ghani. Ieri il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva affermato che il cruciale passaggio marittimo era "aperto ma chiuso per i nemici". 07.49 Teheran, attaccate basi Usa in Bahrein ed Emirati Le autorità iraniane hanno annunciato di avere attaccato la base aerea americana di Isa, in Bahrein, e la base aerea di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. "I paesi del Golfo Persico farebbero meglio a espellere gli americani dai loro territori per evitare danni", si legge in una nota ufficiale diramata dalla televisione di Stato. 07.29 Iran: media, missili caduti a pochi metri da ufficio Netanyahu Missili iraniani sono caduti a pochi metri dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. A sostenerlo e' l'agenzia Tass che cita la tv iraniana Snn. 05.12 Esplosioni a Dubai e a Doha dopo allarme missili Diverse esplosioni hanno scosso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e Doha, nel Qatar. Lo riportano i giornalisti dell’AFP presenti sul posto. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico, mentre a Dubai le esplosioni sono seguite a un allarme diramato tramite cellulare che invitava i residenti a "cercare immediatamente riparo" a causa di "potenziali minacce missilistiche". 04.06 Raid di Israele sul Libano, colpiti 3 quartieri a Beirut Raid di Israele a Beirut in tre quartieri della capitale del Libano. Lo confermano i media statali libanesi. "Una serie di raid e bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira le città meridionali all'alba", riferisce l'agenzia nazionale di stampa libanese. "Aerei da guerra israeliani hanno colpito le zone di Kafaat e Haret Hreik. In un altro raid è stato colpito un appartamento residenziale ai piani superiori di un edificio situato alla fine di Venice Street, nel quartiere di Doha Aramoun". 03.46 Attacco con missili da Teheran, sirene in Israele Le sirene suonano nella notte in tutto il centro di Israele per una serie di attacchi missilistici lanciati dall’Iran. Da una prima verifica, come riferisce The Jerusalem Post, non sono state segnalate vittime né feriti gravi. Il personale sanitario è intervenuto per soccorrere diverse persone rimaste contuse o in preda all’ansia mentre si stavano dirigendo verso i rifugi. 03.28 Raid contro gruppo filo-iraniano a Baghdad, quattro morti Il bilancio del raid missilistico contro un gruppo filo iraniano, in un’abitazione a Baghdad, è salito a quattro persone morte. Lo hanno riferito due funzionari della sicurezza irachena. Da una prima ricostruzione si è appreso che due delle vittime sono consiglieri iraniani. Un'altra fonte appartenente a una fazione sostenuta dall'Iran ha confermato che quattro persone sono state uccise nell'attacco contro una casa dove vivevano due consiglieri iraniani nel quartiere di al-Jadiriyah a Baghdad. 03.07 Israele lancia vasta ondata di attacchi a Teheran e a Beirut L'esercito israeliano annuncia di aver lanciato una "vasta ondata di attacchi" nella capitale iraniana Teheran, nonché raid contro Hezbollah nella capitale libanese Beirut. "Le Forze di difesa israeliane hanno avviato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran", si legge nel messaggio pubblicato dall'esercito su Telegram. Inoltre, "le Idf hanno avviato un'ulteriore ondata di attacchi contro le infrastrutture terroristiche di Hezbollah a Beirut". 02.23 Attacco con droni contro ambasciata Usa a Baghdad Un nuovo attacco con droni e missili ha preso di mira, nella notte, l'ambasciata statunitense a Baghdad, in Iraq, secondo quanto riferito da un funzionario della sicurezza. Un giornalista dell'AFP ha visto del fumo nero sollevarsi dopo un'esplosione nel complesso dell'ambasciata riferendo che la difesa aerea ha intercettato un altro drone. Il funzionario della sicurezza ha dichiarato che "tre droni e quattro missili hanno attaccato la sede dell'ambasciata, e almeno un drone si è schiantato al suo interno". Poche ore prima, la difesa aerea aveva sventato un attacco missilistico contro l'ambasciata Usa.
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