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L'Italia e altri cinque Paesi pronti a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Teheran:...
Oggi 19-03-26, 19:35
AGI - Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno condannato gli attacchi dell'Iran alle navi nel Golfo Persico e annunciato la disponibilità a contribuire a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. "Chiediamo all'Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, nonché di conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite", si legge in una nota congiunta. "La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, sancito anche dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell'Iran si faranno sentire su persone in ogni parte del mondo, specialmente sui più vulnerabili", ricordano i sei governi". "Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto. Accogliamo con favore l'impegno delle nazioni che stanno procedendo alla pianificazione preparatoria", si legge nella nota congiunta firmata dai sei Paesi. "Abbiamo qui oggi le Nazioni Unite e stiamo lavorando a stretto contatto con loro per trovare un passaggio sicuro per le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, perché è davvero un problema soprattutto per l'Asia e anche per l'Africa il fatto che petrolio, gas, ma anche fertilizzanti e alimenti non possano transitare dallo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio europeo. Come aveva chiesto il presidente americano Donald Trump. "La sicurezza marittima e la libertà di navigazione vanno a vantaggio di tutti i paesi. Chiediamo a tutti gli Stati di rispettare il diritto internazionale e di sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionali", sottolineano. "È un documento politico, non militare", ha voluto chiarire il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a 'Tagada''. "Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa", precisa il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota. "Siamo consapevoli pero'", aggiunge il ministro, "dell'importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto e opportuno che siano le Nazioni Unite a offrire la cornice giuridica per un'iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo". Araghchi: "Chi agirà a Hormuz sarà complice dell'aggressione" "Qualsiasi partecipazione all'aggressione militare statunitense-sionista" nello Stretto di Hormuz "equivarrebbe a complicità nell'aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori", ha commentato il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, in una telefonata con il ministro degli Esteri gaipponese, Toshimitsu Motegi. "L'attuale situazione nello Stretto di Hormuz è il risultato della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista alla regione, ha detto il ministro iraniano, "gli Stati Uniti devono essere ritenuti responsabili non solo per questa guerra imposta e per i crimini di guerra commessi, ma anche per le conseguenze economiche dell'insicurezza nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto Araghchi. Il ministro degli esteri di Teheran ha fatto riferimento "alle nefaste manovre degli Stati Uniti per trascinare altri in guerra con il pretesto di contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz", e ha affermato che "qualsiasi partecipazione all'aggressione militare statunitense-sionista equivarrebbe a complicità nell'aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori". Starmer-Rutte-Macron, garantire la sicurezza a Hormuz Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e con il presidente francese, Emmanuel Macron. Lo rende noto Downing Street. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente, compresi i gravissimi attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche del Qatar. "Gli attacchi alle infrastrutture critiche rischiano di spingere la regione in una crisi ancora più profonda", hanno convenuto i leader. Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, i leader hanno ribadito l'importanza di "garantire la sicurezza di questa rotta marittima fondamentale e di sostenere la libertà di navigazione". "E' vitale che i partner collaborino per elaborare un piano realizzabile", ha aggiunto Starmer. I leader hanno concordato di risentirsi presto. Guterres: "L'Onu ha ordinato la riapertura dello Stretto" "Il Consiglio di sicurezza ha condannato questi attacchi come ordinato e ha ordinato di fermarli come ordinato di aprire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, a margine del Consiglio europeo dove è stato invitato per parlare di multilateralismo. "L'Unione Europea e le Nazioni Unite hanno una cooperazione esemplare, e l'Unione Europea è stata un sostegno fondamentale per l'ONU e per il multilateralismo, e spero, anzi sono certo, che l'Unione Europea sarà assolutamente centrale negli sforzi per creare un ordine internazionale basato sullo stato di diritto, un ordine internazionale in cui ci sarà più giustizia, in cui ci sarà più azione per il clima, in cui ci sarà più controllo sull'evoluzione delle tecnologie e in cui il diritto internazionale fornirà protezione" ha concluso.
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