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Lo show di Bad Bunny al Super Bowl che divide l'America
Oggi 09-02-26, 15:40
AGI - Nell'America di Donald Trump anche il Super Bowl è diventato un evento in cui il Paese si divide. E lo show dell'intervallo, che un tempo rappresentava il momento in cui gli americani ne approfittavano per riempire le ciotole di popcorn e prendere dal frigo le lattine gelate di birra, è diventato teatro di scontro politico. L'evento sportivo più seguito negli Stati Uniti, la finale di football americano, ha visto sul campo di Santa Clara, California, la vittoria dei Seattle Seahawks contro i New England Patriots per 29-13, e nell'intervallo l'affermazione di Bad Bunny, l'artista portoricano diventato simbolo dell'America antitrumpiana e il più odiato dal movimento Maga. Lo scontro politico e il manifesto sociale di Bad Bunny Il presidente gli aveva dichiarato guerra perché canta solo in spagnolo. La base dei suoi elettori del Make America Great Again aveva annunciato il boicottaggio, accusandolo anche di evocare temi "woke", compresi quelli a favore di immigrati e transgender. Ma alla fine lo show di Bad Bunny, il cui vero nome è Benito Antonio Martinez Ocasio, secondo il giudizio di molti commentatori è stato il più americano della storia del Super Bowl. Di tutta l'America, dal Canada al Perù, celebrando 500 milioni di persone e non un solo Paese. L'artista ha ridefinito i canoni di uno show che una volta era semplice intrattenimento, trasformandolo in un manifesto sociale. Ha cantato ogni singola parola in spagnolo. La scenografia, gli ospiti e le reazioni di Trump Bad Bunny ha ballato in mezzo a campi di canna da zucchero costruiti su un campo da football e in un set che riproduceva una caotica strada stile New York, con le sue bodegas in cui vendono verdure, spezie e caffè. Trump definirà su Truth lo spettacolo "disgustoso", "terribile", uno "schiaffo in faccia all'America", e su questo una parte del Paese sarà d'accordo, ma forse un'ampia parte no. Lady Gaga è uscita a sorpresa, cantando in inglese e ballando la salsa. Ricky Martin ha illuminato la notte. Una coppia si è sposata realmente sul campo. Il messaggio di inclusione e la benedizione dell'America Bad Bunny ha poi consegnato il suo Grammy – vinto otto giorni fa come Album dell'Anno – a un piccolo ispanico che lo guardava come ogni bambino guarda quando osa credere che il mondo abbia un posto anche per lui. Poi questo cantante, figlio di un camionista e di un'insegnante di Vega Baja, Porto Rico, è salito sul palco più grande del pianeta e ha detto: "God bless America", Dio benedica l'America. E ha cominciato a elencare i Paesi, uno per uno: Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Brasile, Colombia, Venezuela, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Messico, Cuba, Repubblica Dominicana, Giamaica, Stati Uniti, Canada. E tutto questo mentre la gente ballava sugli spalti, riprendeva lo show con i cellulari e, sul prato, decine di ballerini portavano avanti la loro febbrile coreografia. L'amore contro l'odio e la vittoria di Bad Bunny Con la voce un filo rotta dall'emozione, Bad Bunny ha guardato la telecamera e ha detto: "Mi patria, Puerto Rico. Seguimos aquí'." La mia patria, Porto Rico. Siamo ancora qui. Intanto erano entrate tutte le bandiere dei Paesi citati, portate in campo da ballerini e musicisti, mentre il maxischermo si illuminava con queste parole: "L'unica cosa più potente dell'odio è l'amore". Il cantante ha mostrato il pallone ovale su cui c'era la scritta: "Insieme siamo l'America". È stato uno show che ha condensato quello che è il Paese agli occhi di una parte dell'America e del mondo: uno sterminato miscuglio di storie, immigrati, musica, caotica e grandiosa. Trump, dopo aver annunciato che non avrebbe visto lo show, invece lo ha fatto, ma per demolirlo. Ha attaccato i "fake media" sostenendo che avrebbero parlato bene dello show "senza aver capito" cosa stesse succedendo. Il mondo Maga ha risposto proponendo lo show alternativo di Turning Point, guidato da Kid Rock, seguito da tre milioni di persone. Lo show di Bad Bunny ha superato invece i cento milioni di spettatori. L'artista portoricano ha scelto di dire "dentro gli immigrati", perché l'America significa "insieme". Anche se non tutti la pensano più così.
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