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Estero
Macerie e speranza in Colombia, si scava senza sosta mentre il bilancio delle vittime si aggrava
Oggi 12-08-26, 14:45
AGI - Una tragedia che ha colpito in particolare le città occidentali e che non smette di preoccupare gli abitanti del Paese. Si aggrava con 240 morti, oltre 1.000 feriti e 3.600 dispersi il bilancio del terribile sisma di magnitudo 7,4 che lunedì ha colpito le città occidentali della Colombia, guadagnando il triste record di terremoto più forte registrato nel Paese nell'ultimo secolo. Le operazioni di ricerca In questo clima di frenetica ricerca, una donna di 32 anni è stata estratta viva ieri dalle macerie di un edificio crollato, mentre proseguono senza sosta le ricerche dei dispersi. Daniela Largo è stata portata fuori dalle macerie avvolta in una coperta blu, tra gli applausi dei soccorritori e le grida di gioia dei familiari. "Stavamo perdendo la speranza, poi abbiamo ricevuto una telefonata", ha raccontato a Pereira la madre, Sandra Milena Perez. Un residente aveva sentito delle richieste di aiuto provenire da sotto le macerie e, insieme ai vicini, aveva iniziato a rimuovere i detriti prima dell'arrivo delle squadre specializzate. "Grazie a lui oggi siamo felici. A casa la aspetta suo figlio di 12 anni", ha aggiunto la madre. Il lavoro dei soccorritori Soldati, vigili del fuoco e volontari continuano a cercare sopravvissuti negli edifici crollati a Pereira e Cali, utilizzando gru, cani da ricerca e macchinari pesanti. In diversi punti i volontari hanno formato catene umane per rimuovere a mano mattoni e pezzi di cemento. Le operazioni vengono periodicamente interrotte per consentire ai soccorritori di ascoltare eventuali voci o rumori provenienti dalle macerie. Con il calare della notte, numerose famiglie si sono preparate a dormire nei parchi, mentre le scosse di assestamento continuano a interessare quartieri gravemente danneggiati. A Pereira alcuni spazi pubblici sono stati trasformati in rifugi improvvisati con tende e materassi. La crisi del sistema sanitario e il lavoro dei volontari Il terremoto ha messo sotto forte pressione anche il sistema sanitario. A Cali una parte dell'Hospital Universitario del Valle è crollata, costringendo i medici a trasferire i pazienti in un parcheggio e a curarne alcuni all'aperto. Migliaia di colombiani si sono mobilitati portando acqua, cibo e altri beni nelle aree colpite, mentre lunghe file si sono formate davanti ai centri per la donazione del sangue. Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza e, durante una visita a Pereira, ha promesso sussidi per gli affitti alle famiglie colpite. Gli Stati Uniti hanno annunciato 15,5 milioni di dollari di aiuti d'emergenza, mentre offerte di assistenza sono arrivate da diversi Paesi. Le squadre di soccorso continuano intanto a scavare nella speranza di trovare altre persone ancora vive sotto le macerie. Proclamati tre giorni di lutto nazionale Il Capo di Stato ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per le vittime del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito diverse zone del Paese lunedì scorso, causando quasi 240 morti, secondo quanto riferito dalle autorità regionali. "Il governo nazionale, a nome del popolo colombiano, esprime il suo profondo cordoglio per la morte di coloro che hanno perso la vita a causa del terremoto e porge le sue condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime", si legge in un decreto emesso dalla Presidenza. Per questo motivo, a partire da oggi, per tre giorni "la bandiera nazionale sarà issata a mezz'asta" sugli edifici pubblici di tutto il Paese e presso le missioni diplomatiche colombiane all'estero, aggiunge il decreto. Secondo il documento firmato da de la Espriella, che ha assunto la presidenza solo cinque giorni fa, "la perdita di vite umane addolora profondamente le famiglie e gli amici, cosi' come il governo nazionale", che "esprime la sua solidarietà di fronte a una simile tragedia", eventi che "rattristano l'intero Paese".
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