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Politica
Mattarella all'inaugurazione della mostra "Cipro e Italia" a Castel Sant'Angelo
Oggi 27-02-26, 21:50
AGI - Tra Italia e Cipro vi è "una amicizia profonda. Cipro è un paese amico e alleato. Per l'Italia è un punto di riferimento nella comune sensibilità mediterranea che ci unisce in maniera molto intensa". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Presidente di Cipro, Nikos Christodoulides. Il Capo dello Stato italiano ha sottolineato che l'incontro rappresenta un'"occasione particolarmente importante per la presidenza di turno dell'Unione di Cipro". Mattarella e Christodoulides nel pomeriggio hanno inaugurato a Castel Sant'Angelo la mostra 'Cipro e Italia: identità culturali condivise'. "Anche questa - ha aggiunto Mattarella - esprime i legami antichi che vi sono tra Cipro e Italia". La mostra "Cipro e Italia: identità culturali condivise" La mostra, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026, è frutto di un accordo di collaborazione tra il ministero della Cultura italiano che fa capo ad Alessandro Giuli e il vice-ministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou e si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della presidenza cipriota del Consiglio dell'Unione europea 2026. Organizzazione e comitato scientifico Curata da Anastasia Christophilopoulou, l'esposizione è stata realizzata dalla Direzione generale Musei del Mic e dall'Istituto Pantheon e Castel Sant'Angelo - Direzione Musei nazionali della città di Roma insieme al Dipartimento per la Cultura Contemporanea di Cipro, con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. Connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo Il percorso espositivo racconta le connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra Cipro e l'Italia in una prospettiva storica di lungo periodo, con particolare attenzione alla Sicilia e della Sardegna: attraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti, vengono esplorati i processi di scambio culturale, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze, mettendo in luce dinamiche di interazione che, fin dalle fasi più antiche, all'alba della storia, hanno contribuito a definire l'orizzonte mediterraneo. Cipro, Sicilia, Sardegna e Italia, si legge ancora nella nota del Mic, sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo, luoghi privilegiati di contatto, nei quali si sviluppano scambi, commerci e forme di circolazione di persone, oggetti e saperi. Oggetti in mostra e circolazione dei metalli La mostra riunisce circa 120 oggetti, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana, le pratiche funerarie, l'arte, la mobilità, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale: tra i più rappresentativi, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona, a Cipro, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna, i pettini in avorio da Frattesina, in Veneto, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite, dalla Sicilia. Particolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie, ambito privilegiato per comprendere le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo: un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all'azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. Installazioni multimediali e orizzonte culturale comune Il percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte, i paesaggi costieri e le reti di contatto, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. Attraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale comune, destinato a contribuire, nel lungo periodo, alla formazione dell'identità europea.
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