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Meloni al summit su Hormuz: "Disponibili a fornire le nostre navi con il via libera del Parlamento"
Oggi 17-04-26, 21:07
AGI - "Una presenza navale internazionale a Hormuz quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva". Giorgia Meloni, al vertice dei Volenterosi convocato da Emmanuel Macron, dà il via libera dell'Italia all'operazione per garantire, dopo la tregua siglata dagli Stati Uniti e dall'Iran, la libera circolazione delle navi. E permettere di conseguenza che i prezzi dell'energia tornino a scendere. L'impegno dell'Italia potrà esserci solo con il via libera del Parlamento, ma non sarà necessaria una risoluzione dell'Onu. Non è una pre-condizione, occorre - spiegano nel governo - agire subito, in maniera efficace e senza veti. "In questo momento non servono differenziazioni o scuse. Tutti devono avere lo stesso obiettivo. Siamo stati i primi a parlare di Onu ma non capisco perché per una missione così importante ci possano essere dei no. In un momento del genere dovrebbe essere facile ritrovarsi su posizioni comuni", l'appello del ministro della Difesa Guido Crosetto affinché tutto il Parlamento voti in maniera condivisa. Viene considerata una "missione aperta" ma non ci si aspetta nel governo una partecipazione degli Stati Uniti. Con Trump che è tornato a criticare la Nato: "Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta". Tra Italia e Stati Uniti non ci sarebbero stati contatti in questi giorni. "Se gli Stati Uniti non ci saranno non ci dovranno essere giudizi negativi", osserva ancora il responsabile della Difesa. L'impegno italiano e il vertice di Parigi Dopo le critiche piovute dal presidente americano Donald Trump la premier oggi è volata a Parigi (accolta da Macron che le ha riservato un saluto caloroso) per un confronto - ha osservato - "molto produttivo", è stata "una iniziativa estremamente importante" (la premier, a margine della riunione, ha avuto anche un colloquio con il Cancelliere tedesco Merz). La premessa di Meloni è che l'Iran deve rinunciare alla corsa nucleare ma il dossier affrontato all'Eliseo ha riguardato la riapertura di Hormuz, "è parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente". E, dunque, "L'Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un'autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta". Le reazioni politiche e il mandato Onu Le forze di opposizione chiedono, però, un mandato Onu. "A tutti sta a cuore la libertà e la sicurezza della navigazione, ma una missione specialmente in uno scenario così delicato e deteriorato, dev'essere chiara - argomenta il responsabile Esteri del Pd Beppe Provenzano - nelle regole di ingaggio e avere una forte base giuridica fondata sul diritto internazionale. Al momento il governo non ha chiarito né le une né l'altra". Per il Movimento 5 Stelle nessuna spedizione militare italiana al largo delle coste iraniane è pensabile se non avviene sotto l'egida dell'Onu. "Una missione navale militare italiana, insieme ad altre nazioni, potrà avere il nostro consenso in Parlamento solo se dotata di un chiaro mandato dell'Onu", sottolineano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs). "Come si cambia per non morire, cantava Fiorella Mannoia ma Meloni è stonata dal punto di vista politico, si è rimessa al tavolo di quelli che non voleva vedere perché voleva fare il ponte di Trump. Era venuta via con sdegno, ora fa retromarcia", l'affondo del leader di Italia Viva Matteo Renzi. Semaforo verde da Azione. Nella maggioranza ok da Forza Italia e Noi Moderati, nessun commento della Lega che domani lancerà la sua manifestazione a Milano per chiedere all'Europa flessibilità per dare risposte alla crisi energetica." L'Europa, insomma, si muove. E punta a farlo in tempi brevi. La prossima settimana - ha annunciato il primo ministro britannico Starmer - ci sarà una riunione tecnico-militare che darà risposte sulla tempistica. Dipenderà se la tregua tra Teheran e Washington reggerà, ma l'Italia - afferma Crosetto parlando con l'AGI - "è pronta a fare la propria parte". Per un impegno per lo sminamento dello stretto e, spiegano fonti informate sul dossier, con la concreta possibilità di inviare fregate qualora ci debba essere la necessità di scortare convogli mercantili. La premier oggi ha spiegato come intende muoversi l'esecutivo. Occorre "rassicurare l'industria marittima, per fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello stretto". "Il lavoro che stiamo facendo - ha argomentato il capo dell'esecutivo - non è mosso da un interesse di parte, ma da un interesse generale. L'obiettivo, ovviamente, necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti, quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi".
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