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Estero
Nella Russia del malcontento, Putin chiede elezioni trasparenti
Oggi 27-04-26, 16:05
AGI - Vladimir Putin ha esortato deputati e senatori a condurre una campagna elettorale "trasparente e legittima" in vista delle elezioni parlamentari in Russia del prossimo settembre, che si prospettano come le meno prevedibili degli ultimi anni per via del crescente malcontento dei russi verso le iniziative repressive del governo. "La campagna elettorale deve essere condotta nel rigoroso rispetto della legge, in modo che i suoi risultati siano trasparenti, veritieri e indubbiamente legittimi", ha dichiarato durante il suo intervento alla riunione annuale dei legislatori tenutasi a San Pietroburgo. Il leader del Cremlino ha sottolineato che questo è "sempre estremamente importante", ma che oggi, nella situazione attuale lo è "ancora di più", in quanto consente di creare "una piattaforma stabile per le autorità e di prendere le decisioni necessarie e tempestive nell'interesse del nostro popolo". "Il processo elettorale, la spesso aspra competizione tra candidati e partiti, non deve influenzare il lavoro legislativo professionale e pianificato, sia a livello federale che regionale", ha affermato. Putin ha poi ammonito: "Non possiamo limitarci esclusivamente a divieti, limitazioni e sanzioni per i trasgressori", sottolineando che questo approccio è "controproducente" e che "ostacoli eccessivi non aiutano lo sviluppo". Restrizioni e malcontento Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui le autorità russe, con il pieno appoggio del Cremlino, stanno rallentando internet e bloccando i servizi di messaggistica Telegram e WhatsApp: una misura estremamente impopolare tra i russi che ha avuto un impatto significativo sul gradimento di Putin, il quale ha subito il calo maggiore dal 2022. Opposizione e accuse di brogli Inoltre, negli ultimi mesi è in corso una campagna di persecuzione contro l'unico partito di opposizione legale in Russia, il liberale Yabloko. Diversi suoi leader federali e regionali sono stati esclusi dalle elezioni parlamentari dopo essere stati fermati, arrestati, etichettati come agenti stranieri o accusati di estremismo. L'opposizione, per quel poco che è rimasta, e in alcuni casi persino i partiti che siedono in Parlamento, hanno denunciato brogli in ogni elezione tenutasi dal 2011 a oggi. Guerra, economia e consenso Il presidente russo ha però tenuto a ricordare che le sfide attuali – dalla guerra alle sanzioni – sono temporanee, mentre "la Russia è eterna". Pertanto, ha chiesto ai parlamentari di sostenere il governo con proposte "per stimolare la crescita economica e raggiungere tassi di sviluppo economico più stabili e più elevati". Secondo i sondaggi – da prendere sempre con cautela in un contesto di censura militare e autoritarismo come quello russo – se le elezioni della Duma si tenessero domenica prossima, il partito del Cremlino, Russia Unita, otterrebbe circa il 30% dei voti, minacciando la sua maggioranza costituzionale. Sondaggi e crisi interne A breve distanza, con il 10%, si collocano il Partito Liberal Democratico (Ldpr), di orientamento ultranazionalista, e Nuovo Popolo, un partito nato solo sei anni fa che si oppone al blocco di internet. Secondo l'istituto di sondaggi statale Vtsiom, il gradimento del presidente russo è calato per sette settimane consecutive, scendendo sotto il 70%, un livello mai visto dall'inizio della guerra in Ucraina. Le ragioni non sono da attribuire solo alle limitazioni a Internet, ma anche alla stanchezza per la guerra – oltre due terzi dei russi chiedono negoziati di pace – e alla crisi economica, come anche all'inerzia delle autorità di fronte a disastri naturali come le alluvioni nel Caucaso e le fuoriuscite di petrolio nel Mar Nero. Oltre a chiudere tutti i media indipendenti, le autorità hanno chiuso Golos, l'unica organizzazione non statale che monitorava la trasparenza del voto e i diritti degli elettori.
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