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Cronaca
Nordio: "Stop all'eccesso di penalismo per chi opera nella Protezione Civile"
Ieri 04-04-25, 17:34
AGI - "È necessario restituire serenità a chi opera in questo settore, come agli appartenenti alle forze dell'ordine e ai medici": lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che intervenendo agli Stati generali della Protezione civile ha riferito che è allo studio "una riforma epocale" su questo fronte. "L'idea - ha spiegato il Guardasigilli - è di intervenire con un tavolo tecnico incentrato su tre temi: il concetto di colpa, che è stato elaborato negli anni '30 ed è ormai superato; il nesso di causalità, in virtù del quale sono stati ad esempio imbastiti processi per la mancata previsione di un terremoto; l'iscrizione sul registro degli indagati, il cosiddetto 'atto dovuto' che nel tempo si è trasformato in una forma di condanna anticipata, un marchio di infamia, motivo di revoca o di non assunzione di una carica politica". "Non anticipo alcuna riforma ma siamo allo studio, terminata la madre di tutte le riforme, ci dedicheremo anche a questo e sarà una riforma epocale", ha assicurato Nordio. Nordio ha poi inquadrato il problema: "Da un lato, non essendo la legge penale retroattiva, il legislatore deve lavorare 'di fantasia' per definire eventuali reati futuri, prospettiva complicata oggi dalle tecnologie informatiche e dall'intelligenza artificiale; dall'altro, c'è un eccesso di penalismo, o di processualismo penale, nei confronti proprio di chi ad esempio opera nel campo della protezione civile". Capita così che "molti degli operatori siano sottoposti a procedimenti che spesso, anzi quasi sempre, si concludono nel nulla comportando anni di sofferenze e incertezze e costi umani, sociali e finanziari del tutto ingiustificati. Bisogna restituire serenità - ha concluso il Guardasigilli - a quanti operano in un settore vasto come il vostro, così come agli appartenenti alle forze dell'ordine e ai medici". Piantedosi, fattore rischio non azzerabile "Il 'fattore rischio', lo ricordo spesso, non è azzerabile ma può essere mitigato dall'agire dell'uomo": lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi intervenendo alla prima edizione degli Stati Generali della Protezione civile. Da qui "l'importanza di perseguire un approccio sinergico e multisettoriale - ha spiegato il titolare del Viminale - che porti alla definizione e attuazione di una serie di misure, volte ad affinare, con il concorso della comunità scientifica, i modelli predittivi e di allertamento, a potenziare le attività di prevenzione sia strutturale che non, a promuovere forme di sviluppo più sostenibili a livello ambientale". Non solo, per Piantedosi "Occorre dedicare attenzione sempre maggiore alla diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile e a un'idonea informazione alla popolazione, anche nell'ottica di accrescere la consapevolezza sui rischi a cui sono esposti i luoghi nei quali si vive e sui modelli comportamentali da adottare sia in chiave preventiva che nel corso di scenari emergenziali". Musumeci, puntare tutto su prevenzione "Bisogna puntare tutto sulla prevenzione, tema marginale negli ultimi venti anni. 'Io non rischio' non funziona come vorremmo perché non c'è un sufficiente coinvolgimento della gente". Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, in occasione degli Stati generali della protezione civile in programma da oggi a domenica a Roma. "Noi italiani non siamo fatti per prevenire - ha ammesso Musumeci -, a una recente esercitazione ai Campi Flegrei hanno partecipato poche decine di persone anzichè migliaia come avrebbero dovuto: ma e' un muro da rompere, non dobbiamo arrenderci e combattere invece un atteggiamento che rende il cittadino più vulnerabile". ''Dobbiamo superare la natura emergenziale della protezione civile, guardare alla prevenzione e alla previsione del rischio e mettere in sicurezza il territorio. Siamo stanchi di contare morti e feriti, siamo stanchi di rimuovere macerie. Dobbiamo capire, nella consapevolezza che non potremo mai evitare le calamità naturali e neanche quelle antropiche, che abbiamo il dovere di ridurne l'impatto". Ha detto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. ''Con la riforma del Codice di procedura civile che si completerà entro quest'anno - ha sottolineato il ministro - vogliamo dare al dipartimento una maggiore e più chiara funzione di coordinamento, di regia, di verifica, di analisi e di controllo. Serve maggiore cognizione delle responsabilità in capo a ciascun operatore e serve neutralizzare la disomogeneità dei sistemi regionali in materia di Protezione civile".
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