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Politica
Ok in Senato al ddl Antisemitismo, scontro sulla dichiarazione IHRA
Oggi 04-03-26, 20:02
AGI - 'Disco verde' del Senato, con 105 sì, 24 no e 21 astenuti, al ddl che contiene misure per il contrasto all'antisemitismo. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Non senza polemiche malgrado la maggioranza abbia 'limato' il testo venendo incontro ad alcune richieste dell'opposizione. Col Pd che si è spaccato: 21 hanno seguito la linea della segreteria di astenersi mentre 6 hanno votato a favore. Contrari i senatori di M5e a Avs. Questi ultimi hanno argomentato il loro voto negativo spiegando: "Il nostro dissenso sulla legge sull'antisemitismo è esattamente la dichiarazione dell'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance, ndr). È vero che in quella dichiarazione c'è scritto che le critiche a Israele non possono essere considerate antisemite. Ma il problema è che nei Paesi in cui è stata adottata, questa dichiarazione è stata esattamente utilizzata per fare il contrario di quello che dice. In base a questa dichiarazione è stata vietata nell'università di Oxford una conferenza alla quale partecipava il regista Ken Loach", ha detto in Aula a Palazzo Madama il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto. La definizione di antisemitismo dell'IHRA La definizione di antisemitismo formulata il 26 maggio 2016 nella Plenaria dell’IHRA recita così: "L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. Poi per orientare l'operato dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto vengono portati degli esempi, i punti ripresi del ddl antisemitismo approvato dal Senato. "Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite", si legge nel documento. Esempi contemporanei di antisemitismo Considerando il contesto generale, esempi contemporanei di antisemitismo nella vita pubblica, nei mezzi di comunicazione, nelle scuole, al posto di lavoro e nella sfera religiosa includono (ma non si limitano a) i seguenti punti: Incitare, sostenere o giustificare l’uccisione di ebrei o danni contro gli ebrei in nome di un’ideologia radicale o di una visione religiosa estremista. Fare insinuazioni mendaci, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipate degli ebrei come individui o del loro potere come collettività – per esempio, specialmente ma non esclusivamente, il mito del complotto ebraico mondiale o degli ebrei che controllano i mezzi di comunicazione, l’economia, il governo o altre istituzioni all’interno di una società. Accusare gli ebrei come popolo responsabile di reali o immaginari crimini commessi da un singolo ebreo o un gruppo di ebrei, o persino da azioni compiute da non ebrei. Negare il fatto, la portata, i meccanismi (per esempio le camere a gas) o l’intenzione del genocidio del popolo ebraico per mano della Germania Nazionalsocialista e dei suoi seguaci e complici durante la Seconda Guerra Mondiale (l’Olocausto). Accusare gli ebrei come popolo o Israele come stato di essersi inventati l’Olocausto o di esagerarne i contenuti. Accusare i cittadini ebrei di essere più fedeli a Israele o a presunte priorità degli ebrei nel mondo che agli interessi della loro nazione. Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo. Applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico. Usare simboli e immagini associati all’antisemitismo classico (per esempio l’accusa del deicidio o della calunnia del sangue) per caratterizzare Israele o gli israeliani. Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti. Considerare gli ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello Stato di Israele, Gasparri: con questa legge adottiamo la dichiarazione IHRA "Con questa legge adottiamo la dichiarazione dell'International Holocaust Remembrance Alliance, inclusi i relativi indicatori che qualcuno voleva cancellare. In quella dichiarazione, al punto 7, c'è scritto che non si può negare agli ebrei il diritto all'autodeterminazione, per esempio sostenendo che l'esistenza dello Stato di Israele è un'espressione di razzismo. Ecco perché ho rinunciato, in un'ottica di convergenza, al punto della mia proposta in cui chiedevo la penalizzazione di chi inneggia alla distruzione di Israele. È la stessa dichiarazione IHRA a tutelare l'esistenza di quello Stato". Lo ha detto il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. La posizione del Movimento 5 Stelle La senatrice M5s Alessandra Maiorino nella dichiarazione di voto, ha spiegato: "L'antisemitismo è una forma di razzismo odiosa e antica e contrastarlo è una questione seria che richiede strumenti, anche normativi, seri e solidi. Non è il caso di questa legge proposta dalla maggioranza di centrodestra. Abbiamo sentito appelli alla condivisione da parte loro, peccato però che si siano rifiutati di lavorare in un comitato ristretto che poteva essere il luogo per trovare una coesione su un testo condiviso", ha detto la senatrice. Che poi ha posto l'accento sulla dichiarazione dell'IHRA che, ha aggiunto, "nasce come strumento operativo di monitoraggio dell'antisemitismo", per cui "trasformarla in legge rischia di creare ambiguità interpretative e soprattutto, di stabilire per via normativa una censura politica. Sarebbe bastato approvare un nostro emendamento sulla libertà di critica allo stato di Israele per sgombrare il campo dai problemi. Il no della maggioranza dimostra che quell'ambiguità è voluta. La maggioranza vuole dare copertura politica alla destra israeliana di cui è amica e che ha sostenuto con propaganda e azioni", ha concluso. La soddisfazione della comunità ebraica di Roma Festeggia la comunità ebraica di Roma. "È una notizia bella e importante che il Senato abbia approvato il disegno di legge contro l'antisemitismo, oggi più che mai necessario. Quando sarà passato anche al vaglio della Camera, diventerà uno strumento decisivo nel contrasto all'odio antiebraico in tutte le sue forme. Compreso l'odio verso Israele, baluardo dell'Occidente e unica democrazia del Medio Oriente". Lo sottolinea Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. "È positivo - prosegue - che il testo abbia ottenuto una larga maggioranza. Colpisce però che l'appello all'unità di Liliana Segre non sia stato accolto da una parte sia pur minoritaria della politica e che a sinistra si sia cercato di annacquare la definizione di antisemitismo accettata in tutta Europa. È inquietante qualsiasi discussione che punti a ottenere un compromesso al ribasso sull'antisemitismo, proprio mentre gli ultimi sondaggi dicono che gli atti di violenza verso gli italiani di religione ebraica sono aumentati del 225 per cento dal 2023. A maggior ragione, ringraziamo e apprezziamo le posizioni di tutti coloro che hanno assunto in Parlamento una linea ferma e priva di ambiguità, dalle forze di governo a quella parte di sinistra che si è rifiutata di cavalcare l'estremismo Pro-Pal". L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Soddisfatta anche l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che accoglie con soddisfazione l'esito della votazione sul disegno di legge in materia di contrasto all'antisemitismo e di adozione della definizione operativa dell'IHRA da parte del Senato della Repubblica, che "rappresenta una vittoria per tutte le componenti della società civile non soltanto per la compagine ebraica". Il provvedimento, si legge in una nota dell'UCEI, "approvato dopo un lungo e sofferto dibattito in aula, è il risultato di diverse iniziative parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, che hanno saputo trovare una posizione unitaria e di sintesi, rappresenta un percorso complesso, che ha richiesto responsabilità e capacità di mediazione, e che testimonia la consapevolezza della necessità di dotare il Paese di una cornice normativa chiara e condivisa". "Esprimiamo apprezzamento per lo sforzo e la collaborazione tra i diversi protagonisti dei vari partiti che si sono attivati con spirito istituzionale - continua l'UCEI - sono stati approvati emendamenti significativi ed è stata confermata quale punto di riferimento la definizione operativa di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance, già adottata da numerosi Paesi anche non europei e considerata essenziale anche dalle istituzioni dell'ebraismo italiano. L'antisemitismo non è una questione che riguarda solo gli ebrei: è un veleno strutturale della nostra società, una minaccia diretta ai principi democratici e alla convivenza civile. In questo percorso l'UCEI ha seguito con particolare attenzione l'iter parlamentare, in costante confronto con il Coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, generale Angelosanto, e con la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC). La convergenza registrata oggi, purtroppo meno ampia di quanto auspicato, rappresenta un segnale forte e inequivocabile: il contrasto all'odio antiebraico è una priorità nazionale condivisa". Un punto di partenza per la società civile L'UCEI considera questo "un importante punto di partenza da affiancare alle altre iniziative volte a sensibilizzare tutti i settori della società civile. Quando le istituzioni sanno parlare con una voce sola sui valori fondamentali, si rafforza l'intero sistema democratico del Paese. In attesa del passaggio finale alla Camera, ringraziamo i senatori intervenuti e per l'impegno concreto nei lavori parlamentari, il presidente del Senato La Russa, il ministro Ciriani e i senatori Balboni, Delrio, Gasparri, Gelmini, Mieli, Malan, Pirovano, Romeo e Scalfarotto" conclude.
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