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Oxfam lancia l'allarme: "Senza il cessate il fuoco è la fine per Gaza"
18-03-2025, 19:17
AGI - La rottura dell'accordo sul cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele è ingiustificabile e ha causato oltre 300 vittime e centinaia di feriti. Si rischia la catastrofe umanitaria. Lo ha dichiarato il portavoce sulle crisi umanitarie di Oxfam Italia, Paolo Pezzati, commentando i nuovi attacchi israeliani su Gaza. "In nessuna circostanza è ammissibile il continuo attacco sui civili e sulle infrastrutture essenziali da cui dipende la sopravvivenza della popolazione. La tregua che è stata rotta rappresentava l'unico barlume di speranza per 2 milioni di palestinesi allo stremo e per gli ostaggi israeliani rimasti" ha aggiunto Pezzati. La situazione umanitaria a Gaza dunque rimane drammatica, destinata ad aggravarsi. "Dall'inizio di marzo - ricorda - in coincidenza con l'inizio del Ramadan, Israele ha posto Gaza sotto un assedio totale impedendo l'ingresso di cibo, carburante e qualsiasi aiuto umanitario". Secondo Pezzati "questa tragedia continua a consumarsi in primo luogo per la mancanza di volontà da parte della comunità internazionale nel riconoscere le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele. Il diritto internazionale esiste per proteggere i civili ovunque e dovrebbe essere sostenuto universalmente". Per questo - sottolinea Pezzati - lanciamo un appello urgente affinché tutte le parti si rimettano subito al lavoro per ripristinare un cessate il fuoco immediato e duraturo". Oxfam è intervenuta tempestivamente per rispondere agli enormi e crescenti bisogni della popolazione di Gaza. Un lavoro quotidiano che ha consentito dall'inizio della crisi di soccorrere oltre 1,2 milioni di persone nelle zone più colpite di Gaza, tra cui 150 mila solo negli ultimi 2 mesi. Vitale è stata la distribuzione di acqua pulita e cibo, di coperte e abiti caldi per affrontare l'inverno nei campi profughi dove sono stati installati servizi igienici. Un intervento che si intensificherà nei prossimi mesi - in particolare appena sarà consentito l'ingresso di nuovi aiuti umanitari - in soccorso delle comunità di sfollati più vulnerabili con l'obiettivo di fornire aiuti essenziali e ricostruire le infrastrutture idriche e igienico sanitarie indispensabili alla sopravvivenza della popolazione, limitando cosi' la diffusione di epidemie.
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