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Politica
Piantedosi, non alimentare in Italia la psicosi di un Far West immaginario
Oggi 20-01-26, 18:08
AGI - "In Italia esiste un tema sicurezza ma non c’è un'emergenza". Lo dice all'AGI il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, al termine del vertice sulla sicurezza convocato dalla premier Giorgia Meloni a palazzo Chigi. In calo i reati più gravi "L'andamento dei delitti in Italia è in calo (-3,5%), in particolare diminuiscono i reati più gravi, come gli omicidi (-15%), tra cui quelli per accoltellamento (-6%), e i femminicidi (-18%). Inoltre, tra le forze di polizia è in corso la più rilevante campagna di assunzioni degli ultimi 30 anni. Stiamo coprendo il turnover al 100% mentre ci sono stati recenti governi che finanziavano solo il 70%", premette il titolare del Viminale. Polemiche ingiustificate "Le polemiche sulla sicurezza, dunque, sono del tutto infondate e ingiustificate, tanto più - aggiunge Piantedosi - se a sollevarle sono coloro i quali, quando erano al governo, facevano registrare rispetto ad oggi un numero maggiore di reati (+18%) e di sbarchi di irregolari (+170%) oltre che un numero inferiore di assunzioni tra le forze dell’ordine (-70%). I confronti sul piano oggettivo numerico sono per loro impietosi". Lo scenario in Europa "Ampliando la visuale - spiega il ministro dell'Interno - ai nostri partner europei, ad esempio, in Ue nel rapporto tra numero di abitanti e omicidi commessi, meglio di noi c’è solo Malta. Anche allungando lo sguardo verso periodi più lontani nel tempo si può e si deve smentire l’idea di un Paese fuori controllo. Gli omicidi per accoltellamento - rimarca - sono stati 101 nel 2025, tanti e sicuramente troppi, ma un decennio fa eravamo a 130 mentre venti anni fa eravamo a 160 accoltellamenti mortali". Non alimentare la psicosi dell'insicurezza "Non si deve - l'invito di Piantedosi nel colloquio con l'AGI - cedere alla tentazione di alimentare la psicosi dell’insicurezza per affermare la necessità di norme che sono utilissime e sono giustificabili in sé. Vanno approvate per abbassare ulteriormente la curva dei reati commessi e non certo per uscire da un far west immaginario". "Certamente e in ogni caso, al di là delle schermaglie politiche, suscitano dolore e preoccupazione alcuni gravissimi fatti di sangue, in particolare quelli che coinvolgono i minori come, in ultimo, a La Spezia", sottolinea ancora. Ok al pacchetto sicurezza il prima possibile "In questo senso, il pacchetto sicurezza predisposto dal Viminale, che prossimamente sarà presentato dal governo in Parlamento, rappresenta l’occasione per dimostrare davvero senso di responsabilità. Sono - aggiunge il ministro - misure utili sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione. L’obiettivo è approvarle definitivamente in Aula il prima possibile". L'appello a tutte le forze politiche "In Parlamento tutti i gruppi - dice Piantedosi - facciano la propria parte invece di sollevare polveroni. Alcuni pensano di martellare sul tema sicurezza ma tutti i dati li condannano. Quando erano al governo si contava un numero maggiore di omicidi, di femminicidi, di morti per accoltellamento. Erano superiori gli sbarchi di migranti irregolari", ricorda il ministro dell'Interno. "Insomma, non hanno i titoli per dare lezioni sulla sicurezza - insiste -. In rassegna stampa tutti i giorni leggiamo di sindaci schierati a criticare il governo che hanno l’ardire di protestare per gli organici delle forze di polizia. Ma quando al governo del Paese c’era la loro parte politica, nelle loro stesse città, gli operatori sul territorio era meno di oggi". Stop alle resistenze ideologiche sui rimpatri "Sul fronte della sicurezza l’unica reale preoccupazione riguarda i reati commessi dai migranti irregolari, in proporzione enormemente superiori rispetto a quelli commessi da cittadini italiani o migranti regolari. Ebbene chi - conclude Piantedosi - ha davvero a cuore il tema della sicurezza collabori all’aumento dei rimpatri, superando quelle resistenze ideologiche che ne impediscono la completa realizzazione".
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