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Economia e Finanza
Poste lancia l'Opas totalitaria per l'acquisto di Telecom Italia
Oggi 22-03-26, 22:08
AGI - Poste Italiane lancia un'Opas ossia un'Offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria da 10,8 miliardi per l'acquisto di Telecom Italia. È questa la decisione presa dal Cda della società controllata dal Ministero dell'Economia, sia direttamente (per il 29,26%) che direttamente tramite la Cdp (il 35%). L'obiettivo dell'operazione è quello di "dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane". Il gruppo guidato da Matteo Del Fante già detiene il 27,3% nella società di tlc. L'offerta prevede una componente in carta e una in cash, con una valorizzazione per azione Tim di circa 0,635 euro. Il Gruppo combinato si configurerebbe come una delle "principali piattaforme integrate del Paese" con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi euro e con oltre 150 mila dipendenti. Il perfezionamento dell'Offerta è previsto entro la fine del 2026. Nel dettaglio, Poste offre 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione e 0,167 euro in contanti per ogni azione Tim conferita. Il premio rispetto al prezzo di chiusura del 20 marzo è del 9,01%. La reazione di Tim e la presentazione di Poste Un portavoce di Tim ha fatto sapere che la società prende atto dell'opas totalitaria e che domani si riunirà il cda per avviare il processo di valutazione dell'offerta. Poste invece illustrerà nei dettagli l'operazione in una conference call già fissata per domani. Il plauso del sindacato all'operazione L'operazione viene salutata positivamente dal sindacato. Raffaele Roscigno, segretario Generale di SLP CISL, saluta quello che definisce "il momento di aprire una stagione nuova, quella della partecipazione dei lavoratori ai risultati dell'impresa". Ossia, "i lavoratori che renderanno possibile questa operazione devono esserne protagonisti, non spettatori" visto che se l'operazione andrà in porto, "questo risultato sarà il frutto del lavoro e della professionalità di 120.000 donne e uomini che ogni giorno garantiscono i servizi postali e finanziari del Paese". Una governance stabile per il nuovo gruppo La società che nascerà una volta che l'operazione sarà completata potrà contare, sostiene Poste, su una "governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza con una partecipazione superiore al 50% assicurando stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso". Verrà così creato un 'gigante' se si considera la rete commerciale di Poste che da tempo si occupa di molto altro oltre che di servizi postali. I vantaggi strategici e i risultati finanziari L'operazione sorprende gli operatori ma non più di tanto. Un anno fa era emerso lo spiccato interesse della società guidata da Del Fante per il gruppo di tlc, avendone acquisito il 15% delle azioni dal francese Vivendi, dopo che solo qualche settimana fa aveva ottenuto un primo 9,81% da Cassa Depositi e Prestiti. Da quest'anno inoltre Poste ha deciso che userà per i suoi utenti le infrastrutture e la rete mobile di Tim, al posto di quella di Vodafone. Dal canto suo, Tim potrebbe invece avvantaggiarsi della diffusa rete di uffici di Poste Italiane per pubblicizzare i suoi prodotti trattandosi di un'azienda di telecomunicazioni con la maggior quota di mercato in Italia. Il 2025 è stato inoltre un anno record per Poste con un utile netto di 2,21 miliardi in rialzo del 10% rispetto al 2024 e con una crescita che ha riguardato tutti i business: finanziario, assicurativo e Postepay. Anche gli ultimi conti di TIM sono stati incoraggianti: con ricavi in crescita nel 2025 e pari a 13,7 miliardi, la società è tornata in utile con un risultato netto consolidato di 519 milioni e registrando il debito netto in forte calo. La parola domani al mercato quando alle 9 aprirà Piazza Affari.
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