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Rai, Legge elettorale e antisemitismo, dossier 'caldi' prima del referendum
Oggi 26-02-26, 06:36
AGI - Prima o dopo il referendum? La campagna elettorale in Parlamento si gioca anche sul 'timing' di leggi e temi sul tavolo da affrontare alla vigilia o nel post data 22 e 23 marzo. Tanti sono i dossier ma in un Parlamento che si riunirà prima della data referendaria solo due o tre giorni a settimana le partite in ballo rischiano tutte di slittare. Si convertirà di sicuro il dl Pnrr e quello sulle bollette a Montecitorio, mentre al Senato approda il decreto sicurezza. Ma gli scontri sono molteplici tra maggioranza e opposizione. Sulla Rai, per esempio. In Commissione di vigilanza la presidente Barbara Floridia ha fissato per l'11 marzo l'audizione dell'ad Giampaolo Rossi. Ieri mattina si è riunito l'ufficio di presidenza ma l'accordo tra i due fronti non è stato trovato, il centrodestra è disponibile a dire sì all'audizione ma ha chiesto che avvenga dopo il referendum. Ha cercato di portare avanti una mediazione il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Rai: opposizione vuole Media Freedom Act in aula Tuttavia il muro contro muro prosegue tanto che l'ipotesi più accreditata è che venga coinvolta, secondo quanto apprende l'AGI, la Giunta per il Regolamento del Senato, organo parlamentare previsto dall'art. 15 del Regolamento, composto dal presidente del Senato (che la presiede) e da senatori nominati proporzionalmente ai gruppi parlamentari. L'opposizione poi incalza: "Se martedì in Aula non ci sarà il Media freedom act, protesteremo. Faremo le nostre rimostranze e interverremo in tutti i contesti in cui è possibile", dice il capogruppo dem a palazzo Madama Francesco Boccia. "Nonostante i colloqui costruttivi che il presidente del Senato ha promosso nella riunione dei capigruppo, il Pd continua ad agitarsi con toni polemici", la risposta del capogruppo FI al Senato, Maurizio Gasparri. Disegno di legge sull'antisemitismo Ieri sera nella commissione Affari costituzionali del Senato è iniziato l'esame degli emendamenti al disegno di legge sull'antisemitismo e l'obiettivo della maggioranza è di accelerare. Si parte dal testo del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo ma Fdi punta a modificarlo, togliendo qualsiasi limitazione di manifestazioni ritenute antisemite che avvengono durante i cortei. Non si dovrebbe poi andare verso un aumento delle pene già previste dalla legge Mancino. Le posizioni per ora restano 'cristallizzate', con l'opposizione contraria al testo della maggioranza. Riforma della legge elettorale È battaglia anche sul ddl stupri, l'opposizione non vuole che la Commissione Affari costituzionali dia parere favorevole al ddl Bongiorno. Sul tavolo poi c'è la riforma della legge elettorale. Il centrodestra punta a depositare il testo prima del referendum ma c'è la consapevolezza che sarà certamente difficile far partire il dialogo con l'opposizione prima del referendum. Ieri si è tenuta nella coalizione di centrodestra una riunione tra gli 'sherpa' sul dossier. Per sciogliere alcuni nodi, a partire dalla possibilità di introdurre il ballottaggio per le coalizioni che non raggiungono il 40% e sulla reintroduzione delle preferenze. Si va verso un proporzionale con un premio di maggioranza per chi raggiunge la soglia del 40% e listini di coalizione (verrebbero assegnati 70 seggi alla Camera e 35 al Senato). Resta la richiesta degli alleati di Fdi di avere garanzie su 'pesi e contrappesi'. La soglia di sbarramento dovrebbe restare al 3% per le forze che si presentano da sole e al 10% per le coalizioni, l'indicazione del candidato premier sarà solo sul programma. "Vogliamo abolire i collegi uninominali per la Camera, rimangono le circoscrizioni con i collegi plurinominali con l'idea di avere un listino di maggioranza diviso per collegi e se si vince tutto il listino viene approvato", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
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