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Estero
Razzo sulla sede del contingente italiano Unifil di Shama, nessun ferito. L'Iran non ha an...
Oggi 07-05-26, 19:55
AGI - L'Iran non ha ancora preso una decisione sulla proposta statunitense e nessuna risposta è stata inviata a Washington. Lo dice il ministero degli Esteri iraniano. Ieri il presidente americano, Donald Trump, ha detto di ritenere "molto probabile" che si arrivi a un accordo di pace tra i due Paesi, immaginando che questo possa avvenire prima del suo viaggio in Cina, previsto per la prossima settimana. Lo stesso Trump, se da un lato ha escluso un nuovo round di colloqui con gli inviati americani, Witkoff e Kushner, dall'altro ha considerato più probabile "un incontro finale alla Casa Bianca o da qualche parte per la firma dell'intesa" con Teheran. "Gli iraniani vogliono negoziare, le cose stanno andando molto bene" ha aggiunto ieri sera Trump in apertura di un evento alla Casa Bianca dedicato alle madri dei militari americani. "Abbiamo a che fare con persone che vogliono davvero fare un accordo. Abbiamo la situazione completamente sotto controllo". Gli iraniani "finiranno per accettare" le condizioni poste dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra. "Fino a tre anni fa eravamo lo zimbello del mondo, mentre adesso ci rispettano tutti", ha ricordato il presidente americano. Trump ha anche dichiarato che gli Stati Uniti otterranno l'uranio arricchito dall'Iran. "Lo otterremo", ha detto rispondendo a un giornalista mentre lasciava un evento alla Casa Bianca. L'Iran non ha ancora consegnato, come chiesto da Washington, gli oltre 400 chili di uranio arricchito, necessari per arrivare alle armi nucleari. Razzo su base Unifil di Shama in Libano, nessun ferito Questo pomeriggio un razzo, "la cui provenienza è ancora in fase di accertamento, è caduto all'interno della base di Shama, sede del contingente italiano di Unifil Sector West". Lo rende noto il ministero della Difesa, assicurando che "non si registrano feriti tra il personale italiano, solo lievi danni a un mezzo". Tajani: pronti a invio navi per missione Hormuz post pace "Noi siamo disposti a inviare navi, abbiamo la dragamine, abbiamo altre navi, dipende se ci sara' una missione internazionale. Noi crediamo che debba esserci una missione internazionale, potrebbe anche essere un Aspidas con diverse regole di ingaggio, con un ampliamento dell'area di intervento". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa dopo l'incontro bilaterale con il suo omologo tedesco, Johann Wadephul, a Wiesbaden, fuori Francoforte. "Importante che sia una missione internazionale, può essere delle Nazioni Unite, può essere dell'Unione europea, può essere una missione frutto di un accordo internazionale, ma sempre per garantire una missione di difesa, per sminare Hormuz e garantire la libertà di navigazione insieme ad altri paesi, come si è discusso. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma prima deve finire la guerra", ha aggiunto. Iran: istituita agenzia per pedaggi navi in Stretto Hormuz L'Iran ha creato un'agenzia governativa per controllare e tassare le navi che cercano di attraversare lo stretto di Hormuz. Lo riporta l'Associated Press. Teheran non ha ancora preso una decisione sulla proposta statunitense e nessuna risposta è stata inviata a Washington. Lo dice il ministero degli Esteri iraniano. L'ottimismo del Pakistan Il Pakistan si è detto "ottimista" sulla possibilità che Stati Uniti e Iran arrivino a un accordo sul memorandum in 14 punti in discussione ed è pronto a ospitare un nuovo colloquio. "È impossibile sapere quanto le parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti", ha dichiarato il ministero degli Esteri a quanto riportano i media iraniani. Islamabad ha annunciato "la disponibilità ospitare un nuovo ciclo di negoziati", si spiega ancora. Nonostante il cauto ottimismo sulla possibilità di un accordo, il Pakistan ha chiarito che al momento non è in programma un colloquio diretto tra Stati Uniti e Iran. "Non ci sono intese per eventuali incontri diretti tra iraniani e americani", ha detto una fonte pakistana ad al-Arabiya. Trump ha chiesto a Teheran una risposta in tempi rapidi alla sua proposta in 14 punti. E la controfferta potrebbe arrivare anche oggi. Ma al momento sono ancora in corso discussioni sullo Stretto di Hormuz. Imo, circa 1500 navi bloccate nello Stretto di Hormuz Circa 1.500 navi e i loro equipaggi sono intrappolati nel Golfo a causa del blocco iraniano nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto a Panama il segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite. La guerra in Medio Oriente, scatenata il 28 febbraio da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran, ha provocato rappresaglie da parte di Teheran in tutta la regione e un blocco navale a Hormuz, una rotta commerciale globale cruciale. "Al momento, abbiamo circa 20.000 membri dell'equipaggio e circa 1.500 navi bloccate", ha dichiarato Arsenio Dominquez alla Convenzione marittima delle Americhe. La Cia, Teheran può resistere 3-4 mesi al blocco Usa su Hormuz L'Iran può sopravvivere al blocco navale statunitense per almeno tre o quattro mesi prima di dover affrontare difficoltà economiche più gravi. Lo rivela una analisi riservata della Cia, consegnata questa settimana ai responsabili dell'amministrazione Trump e rivelata da funzionari informati sul report al Washington Post. L'analisi della Cia, che solleva nuovi interrogativi sull'ottimismo del presidente americano riguardo alla fine imminente della guerra, ha anche rilevato che Teheran conserva significative capacità missilistiche balistiche nonostante settimane di intensi bombardamenti statunitensi e israeliani, hanno affermato tre delle persone a conoscenza del documento. L'Iran conserva circa il 75% delle sue scorte prebelliche di lanciatori mobili e circa il 70% delle sue scorte prebelliche di missili, ha dichiarato un funzionario statunitense. Ci sono prove, inoltre, che l'Iran sia stato in grado di recuperare e riaprire quasi tutti i suoi depositi sotterranei, riparare alcuni missili danneggiati e persino assemblare alcuni nuovi missili che erano quasi completi all'inizio della guerra. Ieri Trump ha detto che l'arsenale missilistico iraniano è stato "in gran parte decimato, possiedono probabilmente il 18-19%" di missili, "ma non molti rispetto a quelli che avevano prima". Colloquio Pezeshkian-Khamenei, "fiducia e franchezza" Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha parlato per quasi due ore e mezzo con l'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in un clima "di franchezza e fiducia". A riferirlo è stato lo stesso Pezeshkian, intervenuto a sorpresa a incontro con artigiani e commercianti al ministero dell'Industria. Lo riferiscono i media di Stato iraniani. "Ciò che mi ha colpito più è stato il modo di fare umile e profondamente cordiale, la visione e l'approccio della guida suprema della rivoluzione islamica", ha raccontato. Tanto da rendere l'atmosfera "diretta, franca e intrisa di un senso di vicinanza e fiducia", ha assicurato. Teheran, paesi Golfo fuori da dispute o se ne pentiranno L'Iran ha ammonito i paesi del Golfo a stare fuori dallo scontro con gli Stati uniti o se ne pentiranno. L'avvertimento è arrivato da Seyyed Mehdi Tabatabaei, numero due dell'ufficio stampa presidente Massoud Pezeshkian. "La Repubblica Islamica dell'Iran è il miglior vicino e la più nobile potenza indiscussa della regione", ha scritto su X, "e sulla base di profonde convinzioni religiose, si considera amica dei paesi islamici". Dunque i paesi "molto più piccoli non si lascino coinvolgere nelle dispute tra i grandi. Non si trasformino in pedine del gioco e in merce di scambio del nemico, altrimenti non resterà loro altro che rimpianto e pentimento", ha aggiunto. Media, prime intese per riapertura graduale Hormuz Stati Uniti e Iran hanno raggiunto le prime intese per revocare gradualmente il blocco dello stretto di Hormuz. Lo riferisce il media arabo al Hadath. "Le trattative stanno facendo passi avanti", si legge, "l'Iran riaprirà gradualmente Hormuz e gli Stati Uniti allenteranno il blocco navale dei porti iraniani". Secondo il portale, "una soluzione per far partire le navi bloccate potrebbe arrivare entro poche ore". Media, petroliera cinese attaccata lunedì a Hormuz Una petroliera cinese è stata attaccata nello stretto di Hormuz lunedì 4 maggio. Lo riporta oggi il sito Caixin. È la prima volta che una nave cinese viene presa di mira nel Golfo dall'inizio del braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti per l'attraversamento dello stretto
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