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Politica
Referendum: Cgil e centrosinistra per il No, campagna casa per casa
Ieri 10-01-26, 18:39
AGI - La separazione delle carriere non serve a nessuno se non al governo. Il 'leit motiv' della campagna per il No al referendum lo coniano i leader delle opposizioni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, oggi assieme al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. L'occasione è la presentazione del comitato per il No presieduto da Giovanni Bachelet. In sala al Centro Congressi Frentani, oltre ai rappresentanti delle associazioni della società civile, erano presenti parlamentari di diversi schieramenti, sindaci e amministratori locali. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito la riforma "sbagliata, pericolosa e anche mistificante". Maurizio Landini ha dettato la linea per la campagna referendaria: un lavoro capillare, comune per comune, per difendere il futuro della nostra democrazia. Le critiche di Schlein e Conte La segretaria Pd, Elly Schlein, ha insistito sull'inutilità della riforma: "A cosa serve questa riforma? A chi serve? Serve a chi sta già al potere e vuole sfuggire a ogni controllo. Non serve agli italiani, ma solo a chi governa per avere mani libere e stare sopra le leggi e sopra la Costituzione". Schlein ha anche evidenziato i provvedimenti del governo bocciati dalle corti, come l'Autonomia differenziata (bocciata dalla Corte Costituzionale) e gli accordi con l'Albania (bloccati dalla Corte Europea di Giustizia), concludendo che "non è colpa dei giudici se questo governo non sa scrivere le leggi". Per il presidente M5s, Giuseppe Conte, la riforma prepara il terreno a un "potere sottoposto a un altro potere". Conte ha citato le parole della premier Giorgia Meloni, secondo cui governo e giudici dovrebbero lavorare nella stessa direzione: "Allora non c'è contropotere, ma un potere sottoposto a un altro potere". Questo disegno, per Conte, rappresenta "il ritorno della casta dei politici, degli intoccabili, di chi vuole avere le mani libere per poter agire e non rispondere a nessuno". Attacco alla magistratura Anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono mostrati duri nei confronti della premier. Hanno accusato Meloni di aver condotto un "lungo attacco nei confronti della magistratura, un lungo lavoro di delegittimazione" che rappresenta l'ossessione della destra italiana da trent'anni. Bonelli ha concluso che la mobilitazione per il No è una mobilitazione "per la democrazia, in difesa della Costituzione e contro l'autoritarismo", convinto che il fronte del No si stia allargando. Nonostante la posizione unitaria di Pd, M5s e Avs, nel centrosinistra esistono voci a favore della riforma. Carlo Calenda (Azione) ha ribadito che voterà positivamente sulla separazione delle carriere per "cancellare il peso che la politica ha nella magistratura". Secondo Calenda, il sorteggio del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) è fondamentale per togliere alla politica la possibilità di influenzare la magistratura. Anche Stefano Ceccanti (Libertà Eguale) sostiene il Sì, richiamando la figura del socialista riformista Giuliano Vassalli, che riteneva la separazione decisiva per l'implementazione del nuovo processo accusatorio, un punto di convergenza di diverse matrici del riformismo italiano.
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