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Referendum: il centrosinistra dopo la vittoria del No. Conte invoca le primarie
Oggi 24-03-26, 13:11
AGI - Una vittoria non del tutto inattesa, ma sorprendente per le dimensioni assunte e che fa dire a Elly Schlein che l'alternativa al governo di destra esiste e porta con sé una "grande responsabilità" da cui "prendere slancio" guardando al 2027. Nessuna richiesta di dimissioni, né a Meloni né al ministro Nordio. Ma il voto referendario è sicuramente un avvertimento, "un avviso di sfratto" al governo, per dirla con le parole di Giuseppe Conte. La leader dem, a domanda, risponde che le destre saranno sconfitte alle urne. Nel frattempo, però, Meloni e i suoi dovrebbero riflettere, aggiunge Schlein, sulle altre riforme che hanno in calendario. A cominciare dal premierato e dalla legge elettorale che sembra rappresentarne il prologo. Mentre la leader è impegnata a rispondere ai giornalisti, nella sala del Nazareno che porta il nome di David Sassoli, lo stato maggiore del Partito Democratico è alle prese con l'analisi del voto. Una cartina che mostra un'Italia rossa da Sud a Nord, fatta eccezione per Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, gira di smartphone in smartphone. Mostra l'affermazione dei no e dei sì alla riforma voluta dal governo. Le reazioni dal partito democratico Il senatore abruzzese del Pd Michele Fina rivendica che "in Abruzzo, regione governata dal partito di Meloni, il No ha retto alla grande". E così Antonio Misiani, responsabile dell'Economia, fa notare che nella 'sua' Bergamo il No ha sparigliato, "almeno quanto a Milano, dove sono stato eletto al Senato". Marco Sarracino sorride da ancor prima della chiusura dei seggi elettorali: "Il Meridione ha salvato il Paese", rispondeva sibillino alla Camera a chi gli chiedeva un pronostico. "L'avevo detto o non l'avevo detto?", incassa ora con i colleghi della segreteria dem. Stesso discorso per Francesco Boccia: il presidente dei senatori Pd da giorni si dice convinto del risultato, tanto che a Piazza del Popolo, dove il centrosinistra ha chiuso la campagna assieme alla Cgil, azzardava il pronostico: "54 a 46 per il No". Certo, quella mappa non è direttamente sovrapponibile al voto politico, ma per i dirigenti dem dice una cosa chiara: "Meloni non ha la maggioranza nel Paese". L'apertura di Giuseppe Conte alle primarie La segretaria non si lascia andare alle richieste di dimissioni di Meloni, ma si dice convinta che il centrosinistra batterà Meloni alle prossime politiche, nel 2027. Un ottimismo alimentato anche dall'apertura che arriva da Campo Marzio: Giuseppe Conte ha appena detto di essere disponibile a tenere le primarie, a condizione che queste siano l'epilogo di un percorso di costruzione di un progetto e che si svolgano in maniera trasparente. Soprattutto, devono essere primarie di popolo perché è dal popolo che è arrivato "l'avviso di sfratto" a Meloni. "Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini di essere protagonisti, quindi ci apriamo alla prospettiva delle primarie", spiega Conte: "Non primarie di qualche apparato, ma aperte anche ai cittadini. Serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato più competitivo per rappresentare il programma". L'apprezzamento di Conte per il lavoro di Schlein All'apertura, Conte aggiunge inedite parole di apprezzamento per il lavoro fatto da Schlein da quando è arrivata alla guida del Pd. "Elly Schlein ha fatto un grande lavoro: dopo la stagione di Letta il Pd era un po' fissato sull'agenda Draghi e questo ha fatto un po' deragliare il partito. Ha compattato il partito e di questo le va dato atto. È la leader del Pd, ha detto che era disponibile a candidarsi" alle primarie "ed è giusto che lo faccia". A far rizzare le antenne ai vertici Pd è la risposta che Conte dà a chi gli chiede se sarà direttamente in campo per la premiership. "È ancora presto, ma i M5s sarà sicuramente rappresentato". C'è chi interpreta la frase tornando indietro nel tempo, a cinque mesi fa: era il 2 ottobre quando Conte varcava la soglia dell'Hotel Parco dei Principi per ritrovarsi assieme a Gaetano Manfredi e Silvia Salis al 'battesimo' del progetto riformista e moderato di Alessandro Onorato. Sono proprio i nomi di Manfredi e Salis a essere citati fra quanti potrebbero essere della partita in caso di primarie aperte. E questo nonostante il sindaco di Napoli abbia già sottolineato che quella di Schlein "sarebbe la soluzione naturale" per la guida del centrosinistra. L'unità del centrosinistra e l'appello di bonelli e fratoianni La segretaria risponde a stretto giro ricordando di aver già manifestato la sua disponibilità a primarie di coalizione: "Continuiamo testardamente unitari, troveremo insieme le modalità per portare avanti questo lavoro, se le modalità saranno le primarie siamo disponibili". E per dare una immagine plastica di questa unità, i leader di centrosinistra si ritrovano in piazza Barberini, su invito di Maurizio Landini, per festeggiare insieme. "Rivolgiamo un appello a Conte e Schlein: costruiamo insieme un programma per l'Italia, un programma di svolta", dice Bonelli, mentre l'alleato Fratoianni riserva una sferzata ai centristi: "Azione e Italia Viva oggi fanno i conti con un clamoroso errore politico, a cominciare da Azione che ha fatto campagna pancia a terra per il Sì. Da domani serve coraggio, poche ambiguità".
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