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Referendum, Meloni: "Separare le carriere rafforza lo Stato di diritto"
Oggi 02-03-26, 20:01
AGI - Il referendum si avvicina e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata al TG5, interviene per difendere una riforma che se approvata dal voto popolare è destinata a modificare equilibri decennali all'interno della magistratura. La Premier ha difeso il cuore del provvedimento: la distinzione netta tra chi accusa e chi giudica. Replicando alle critiche delle opposizioni e di parte dell'associazionismo togato, Meloni ha rigettato con fermezza l'accusa di una deriva autoritaria. Separazione delle carriere e stato di diritto "Viene detto che con la separazione delle carriere l’Italia scivola verso un meccanismo illiberale. Solo che la tesi francamente non regge perché separare le carriere tra il magistrato che giudica e quello che accusa vuol dire rafforzare lo stato di diritto." Allineamento agli standard europei Secondo la Presidente, si tratterebbe di un allineamento agli standard continentali, sottolineando come l’attuale sistema italiano sia un'eccezione nel panorama democratico: "Non a caso è il sistema prevalente in Europa. Allora, o tutti i paesi europei sono illiberali, oppure è l’Italia che è rimasta indietro". L'Alta Corte disciplinare e la responsabilità Un altro punto nevralgico della riforma riguarda l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, mossa che i detrattori leggono come un tentativo di punire i magistrati scomodi. La Premier, tuttavia, ha inquadrato la questione sotto il profilo della responsabilità civile e professionale: "Accade per chiunque abbia delle responsabilità che quando sbaglia viene giudicato da un organismo terzo". Liberare il Consiglio Superiore della Magistratura Meloni ha poi ribaltato l’accusa di voler "sottomettere la giustizia alla politica", sostenendo che il referendum servirà proprio a liberare il Consiglio Superiore della Magistratura dalle logiche di spartizione partitica e correntizia: "La riforma fa esattamente il contrario. Toglie la facoltà al Parlamento e ai partiti di indicare una parte del CSM e toglie la facoltà alle correnti ideologizzate della magistratura di decidere sull’altra parte dei membri." L'impatto della giustizia sulla vita quotidiana Consapevole del rischio astensionismo che spesso caratterizza le consultazioni sui temi tecnici, la Premier ha cercato di riportare il tema su un binario più pragmatico la riforma, spiegando come il funzionamento della macchina giudiziaria incida sulla vita quotidiana di ogni cittadino, non solo di chi finisce in tribunale. La giustizia riguarda tutti gli italiani "Il tema riguarda gli italiani, tutti, ogni giorno," ha incalzato la Premier, ricordando che i magistrati sono chiamati a decidere su pilastri della vita sociale come immigrazione, sicurezza, lavoro e salute. "La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali per governare lo Stato. E se non funziona, purtroppo ricade su di loro". L'invito al voto per il "Sì" L'invito finale ai cittadini è un endorsement esplicito al "Sì" nel futuro referendum, definendola una battaglia di verità contro quelle che descrive come falsità dei sostenitori del No: "È una riforma giusta, tanto giusta che i sostenitori del No hanno bisogno di mentire per essere convincenti".
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