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Scontri a Torino, Meloni in visita ai feriti: "È un tentato omicidio". Crosetto attacca: "...
Oggi 01-02-26, 12:45
AGI - Una visita che è servita a dare un segnale di sostegno. Giorgia Meloni a Torino questa mattina per incontrare gli agenti e militari coinvolti negli scontri di ieri. La premier è stata all'Ospedale Le Molinette per far visita all'agente Alessandro Calista, aggredito ieri e ricoverato nel nosocomio torinese. Con lui e con gli altri agenti ricoverati in seguito agli scontri con i manifestanti che protestavano contro lo sgombero di Askatasuna è rimasta per una decina di minuti. Attraverso i propri canali social, la premier ha denunciato con fermezza la natura dell'aggressione, descrivendo l'uso di armi improprie come martelli, molotov, pietre lanciate con catapulte e bombe carta ripiene di chiodi, oltre all'impiego di jammer per oscurare le comunicazioni delle Forze dell'ordine. "Questi non sono manifestanti, sono criminali organizzati", ha dichiarato Meloni, rincarando la dose sulla gravità degli episodi: "Quando si colpisce qualcuno a martellate lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto gravi. Non si tratta di scontri, si chiama tentato omicidio". La presidente ha poi riportato le parole di uno degli agenti coinvolti, secondo cui l'intento degli aggressori era esplicitamente quello di "farli fuori". Misure urgenti per l'ordine pubblico In risposta all'escalation di violenza, il capo del governo ha annunciato la convocazione di una riunione d'urgenza per domani mattina, finalizzata a esaminare le minacce all'ordine pubblico e a valutare l'introduzione di nuove norme all'interno del decreto sicurezza. L'obiettivo dichiarato è quello di "fare tutto ciò che serve per ripristinare le regole nella nazione". Appello alla magistratura e Stato di diritto Meloni ha infine rivolto un appello diretto alla magistratura, auspicando che i fatti vengano perseguiti applicando con rigore le norme vigenti. La premier ha espresso preoccupazione per una percepita asimmetria nella tutela legale, affermando che se i poliziotti avessero reagito sarebbero stati immediatamente indagati, e ha concluso con un monito sullo Stato di diritto: "Se non riusciamo a difendere chi ci difende, lo Stato non esiste". Sono 108 gli operatori delle forze dell'ordine rimasti feriti negli scontri di ieri a Torino: 96 poliziotti, 5 carabinieri e 7 finanzieri. L'agente di 29 anni che ieri ha subito il pestaggio, si trova ancora in ospedale e non sarebbe in gravi condizioni. Le dichiarazioni del ministro Crosetto "Sono stato per una breve visita al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna". Lo scrive sul suo profilo X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ricostruisce anche l'accaduto, sostenendo che oltre 1000 persone, "organizzate militarmente, con una strategia da guerriglia urbana" si sono presentate divise "in due grandi blocchi." Secondo il ministro erano i manifestanti erano armati di "bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi". Per Crosetto le persone scese in strada ieri a Torino "Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'".
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