s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Tajani: "Pronti a una presenza per la riapertura di Hormuz". Teheran: "Gli Usa hanno avvia...
Oggi 16-06-26, 13:27
AGI - "La libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali è cruciale per la nostra economia. Ieri lo abbiamo confermato subito: l'Italia, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, è pronta a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto a Bari il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, nel discorso che ha aperto la tappa Sud di 'Obiettivo export'. "Il mio auspicio - ha aggiunto - è che un quadro internazionale più stabile possa aiutarci. Dopo mesi di tensione e guerra, il Mediterraneo e il Medio Oriente hanno ora davanti a sè la prospettiva della pace. La riapertura dello Stretto di Hormuz è un passaggio cruciale. Per domani mattina alle 9 - ha detto ancora - abbiamo convocato una nuova riunione del Tavolo Hormuz che ho istituito per aggiornare costantemente le nostre imprese sulla crisi". "È importante che tutte le imprese conoscano le misure che abbiamo presentato con Ice, Sace e Simest per aiutarle a superare gli effetti della crisi di Hormuz", ha concluso Tajani. Teheran conferma, gli Usa hanno avviato la revoca del blocco navale Teheran ha confermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a revocare il blocco navale contro l'Iran. "La revoca del blocco navale contro l'Iran è iniziata e si sta passando alle fasi operative", ha annunciato il vice ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Majid Takht-Ravanchi, citato dalle agenzie iraniane. Intesa tra Iran e Usa finalizzata venerdì a Ginevra L’intesa già firmata elettronicamente dovrebbe essere finalizzata venerdì in Svizzera, a Ginevra, dal segretario americano Marco Rubio e dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Intanto i leader europei sono pronti ad entrare in campo, a fianco degli Usa, per garantire la sicurezza di navigazione nello Stretto di Hormuz. Intanto emergono con il passare delle ore i contenuti del memorandum d’intesa tra Teheran e Washington. Per Donald Trump "l'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari" Teheran: "Dopo la firma dell'accordo a Ginevra inizierà la fase due" Dopo la firma dell'accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti, prevista venerdì, inizierà la seconda fase dei negoziati per giungere a un accordo finale sul programma nucleare e la revoca delle sanzioni. Lo ha dichiarato, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. "A causa delle difficoltà nel raggiungere un'intesa e degli attacchi degli Stati Uniti e del regime israeliano contro l'Iran, abbiamo deciso di dividere i negoziati in due fasi", ha spiegato Araghchi durante un incontro con i diplomatici, "nella prima fase, si è discusso della fine della guerra, dello Stretto di Hormuz, dello sblocco dei fondi iraniani bloccati e della ricostruzione. Successivamente, i negoziati sarebbero proseguiti per 60 giorni al fine di raggiungere un accordo definitivo, che avrebbe incluso la questione nucleare e la revoca delle sanzioni". Araghchi: "La fine della guerra in Libano è l'aspetto principale del memorandum" La fine della guerra in Libano rappresenta "l'aspetto più importante" del memorandum d'intesa raggiunto tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante un briefing con diplomatici stranieri trasmesso dalla televisione di Stato. "Il punto importante che voglio sottolineare è che, dal nostro punto di vista, ci sono due parti in questo memorandum: da un lato America e Israele, dall'altro Iran e Hezbollah", ha dichiarato Araghchi. "Questo è forse il punto più importante del memorandum: la dichiarazione di una fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano", ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana. "No all'occupazione israeliana del Libano" Una prosecuzione dell'occupazione israeliana del territorio libanese sarà considerata una violazione del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. Lo ha sottolineato, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. Nuovi attacchi israeliani contro il Libano "non saranno accettati", ha aggiunto Araghchi, che ha sottolineato come la soluzione dei due conflitti sia strettamente interconnessa. Ancora raid di Israele in Libano, almeno 15 morti Almeno 15 persone, tra cui due donne, sono state uccise e altre 82 ferite nelle ultime 24 ore a causa dei raid aerei israeliani sul Libano. Lo riporta su X il ministero della Alute di Beirut, secondo il quale dalla ripresa del conflitto lo scorso 2 marzo "il numero totale di civili ha raggiunto quota 3.798, con 11.781 feriti". Secondo il ministero, l'intensità degli attacchi israeliani è diminuita significativamente ieri, in seguito agli accordi raggiunti tra Stati Uniti e Iran. Migliaia di rifugiati ne hanno approfittato, dirigendosi da Beirut verso le aree meridionali che avevano precedentemente abbandonato. A sua volta, il comando dell'esercito libanese ha avvertito la popolazione di astenersi dal tornare al Sud fino a quando le macerie non saranno state rimosse e le strade sminate. Trump: "l'Iran ha rinunciato al nucleare" Intanto emergono con il passare delle ore i contenuti del memorandum d’intesa tra Teheran e Washington. Non secondario è il nodo sul nucleare e sull’uranio arricchito. Per Donald Trump "l'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari". Il presidente degli Stati Uniti, in una dichiarazione su Truth, sembra riferirsi a una clausola del memorandum d’intesa firmato domenica dagli Stati Uniti e dall’Iran, in cui quest’ultimo si impegna a non dotarsi mai di armi nucleari. L’Iran ha sempre insistito sul fatto di non voler acquisire armi nucleari e si era impegnato in tal senso nell’accordo del 2015, che Trump aveva aspramente criticato e dal quale si era ritirato nel 2018. Entrambe le amministrazioni di Trump, insieme a Israele, si sono finora rifiutate di credere alla parola di Teheran, cosa che il presidente ora sembra essere disposto a fare. "All'Iran 300 milioni di dollari? Fake news" Trump scrive inoltre nel suo post che "la notizia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando all’Iran 300 milioni di dollari è una fake news, diffusa" da esponenti democratici. Tuttavia, poche ore prima, uno dei suoi principali collaboratori, parlando con i giornalisti dell’accordo con l’Iran, aveva affermato che gli Stati Uniti avevano discusso con l’Iran "la possibilità di sbloccare i fondi congelati, allentare le sanzioni e stanziare un ingente fondo di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese", che sarebbe stato vincolato alle concessioni che l’Iran avrebbe fatto nei successivi negoziati sul nucleare. Sia gli Stati Uniti che l’Iran hanno cercato di presentare il memorandum d’intesa come una vittoria politica, selezionando clausole che ritengono utili a sostenere la propria posizione. Il memorandum d'intesa Il collaboratore di Trump, parlando con i giornalisti lunedì, ha affermato che il testo del memorandum d’intesa sarebbe stato probabilmente pubblicato entro 24-48 ore, contraddicendo il presidente che aveva dichiarato che non sarebbe stato reso pubblico prima della cerimonia di firma di venerdì. Durante un’intervista alla NBC News, al vicepresidente statunitense JD Vance è stato chiesto perché la Casa Bianca non avesse ancora pubblicato il memorandum d’intesa, visto che aveva ripetutamente accusato l’Iran di aver travisato i termini dell’accordo. "Ci sono alcuni dettagli tecnici da definire, non relativi al testo del protocollo d’intesa in sé, ma all’attuazione", ha detto Vance, senza fornire ulteriori chiarimenti. Vance: "Israele sosterrà l'accordo tra Iran e Usa" Israele alla fine sosterrà il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante permangano divergenze tra Washington e Benjamin Netanyahu sul percorso per porre fine al conflitto. "Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro", ha dichiarato il vicepresidente JD Vance in un’intervista al programma "Nightly News" della NBC "Siamo abbastanza fiduciosi che gli israeliani aderiranno a questo accordo una volta che saremo un po’ più avanti nel processo". Vance ha riconosciuto che Stati Uniti e Israele non sono sempre stati allineati. "Credo che fondamentalmente gli Stati Uniti abbiano i propri interessi", ha affermato Vance. "Abbiamo anche interessi convergenti, ma a volte ci troviamo in disaccordo su alcune questioni, e credo che sia assolutamente ragionevole". Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche sull’accordo il premier israeliano ha affermato che lui e il presidente Donald Trump "non sempre la pensano allo stesso modo". "Gli ispettori nucleari torneranno in Iran" Gli ispettori nucleari torneranno "assolutamente" in Iran nell’ambito dell’accordo. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance secondo il quale "uno dei punti cardine dell’intesa è che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e gli Stati Uniti aiuteranno l’Iran a distruggere le scorte di materiale altamente arricchito". "Un aspetto esplicitamente indicato nel memorandum d’intesa già sottoscritto da Stati Uniti e Iran", ha detto Vance in un’intervista alla NBC.
CONTINUA A LEGGERE
11
0
0
