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Estero
Teheran attacca i giacimenti in Qatar e Kuwait. Trump avverte: "Fermatevi o vi distruggeremo"
Oggi 19-03-26, 12:22
AGI - Nel 20esimo giorno di guerra in Iran e in Medio Oriente, la regione del Golfo scivola verso un conflitto regionale su vasta scala dopo una serie di attacchi incrociati che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche globali. Questa mattina due raffinerie sono state colpite in Kuwait. La prima ad essere attaccata con una serie di droni è statala raffineria di Mina Al-Ahmadi, una delle più grandi dell'emirato. Intanto il Parlamento iraniano valuta l'introduzione di un pedaggio da imporre alle navi che cercano un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. In precedenza le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno colpito l'area industriale di Ras Laffan in Qatar, il più grande hub di gas naturale liquefatto (GNL) al mondo, provocando danni definiti "estesi" dalla società energetica statale di Doha. L'attacco iraniano è giunto come rappresaglia per un precedente raid contro il giacimento di South Pars, in Iran, per il quale Teheran ha incolpato Israele e Stati Uniti. Trump avverte l'Iran: "Fermatevi o South Pars salterà in aria" Ma all'indomani del raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo, Donald Trump assicura che Israele non colpirà più il giacimento di gas iraniano di South Pars, ma se Teheran dovesse cercare vendetta per l'offensiva di ieri, sperimenterà la forza della punizione statunitense. Gli Stati Uniti sono pronti a "far saltare in aria" l'intero giacimento di gas iraniano di South Pars, se Teheran dovesse colpire i Paesi vicini in rappresaglia per il raid di ieri di Israele, avverte il presidente americano. Il capo della Casa Bianca accusa Teheran di aver "ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell'impianto di gas naturale liquefatto del Qatar" in rappresaglia per il raid israeliano. "Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell'Iran, ma se il deposito di gnl del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo", il messaggio di Trump all'Iran. Poi si smarca dalle bombe israeliane sul giacimento di gas naturale di South Pars. "Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco" precisa Trump smentendo quanto poco prima affermato da fonti della sua amministrazione La diretta 12.16 Ex ministro della Difesa Dehghan succede a Larijani (media) L'ex ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan è stato nominato nuovo segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso nei raid israeliani su Teheran. Lo riportano i media iraniani, rilanciati da Iran International. Dehghan è un'importante figura militare ed ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica. 11.50 L'Iran minaccia: "Colpiremo ancora i giacimenti del Golfo" L'esercito iraniano ha rinnovato le minacce di distruggere le infrastrutture energetiche della regione qualora venissero nuovamente attaccate durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. "Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell'Iran, e la risposta è in corso e non è ancora terminata", ha dichiarato il comandante operativo dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Fars. "Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi successivi contro le vostre infrastrutture energetiche e quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione, e la nostra risposta sarà molto più severa degli attacchi di ieri sera", ha ammonito. 11.48 Dodici Paesi arabi all'Iran: "Stop ai finanziamenti delle milizie" "Il futuro delle relazioni con l'Iran dipende dal rispetto della sovranità degli Stati e dalla non ingerenza nei loro affari interni, nonché dall'astensione dal violare in qualsiasi modo la loro sovranità o i loro territori e dal non utilizzare o sviluppare le proprie capacità militari per minacciare i Paesi della regione". E' quanto si legge in una nota congiunta dei dodici Paesi arabi e islamici che hanno partecipato a una riunione consultiva indetta da Riad. I partecipanti hanno esortato la Repubblica islamica a "cessare di sostenere, finanziare e armare le milizie affiliate nei Paesi arabi, attività che l'Iran svolge per perseguire i propri obiettivi e contro gli interessi di questi Paesi". 11.37 In fiamme la raffineria Ras Laffan in Qatar dopo l'atttacco dell'Iran Un incendio di vaste proporzioni è divampato nella raffineria di Ras Laffan, in Qatar, dopo l'attacco iraniano di ieri sera. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars pubblicando anche foto satellitari della Nasa che mostrano diversi stabilimenti in fiamme. 11.34 L'Oman, gli Stati Uniti hanno perso il controllo della loro politica estera Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, che ha mediato i colloqui tra Washington e Teheran prima dello scoppio della guerra, ha esortato gli alleati degli Usa a intervenire e contribuire a porre fine a quella che ha definito una "guerra illegale". Il ministro, in un editoriale a sua firma sull'Economist, ha definito la guerra il "più grande errore di valutazione" dell'amministrazione Trump, descrivendo l'impatto che ha avuto sull'economia globale e sulla sicurezza regionale. Gli Stati del Golfo, tra cui l'Oman, hanno acquistato per decenni armi americane e ospitato basi statunitensi nella speranza di scoraggiare un potenziale attacco iraniano. La relativa pace e prosperità di cui queste nazioni hanno goduto sono ora minacciate, ha scritto Al Busaidi, perché gli Stati Uniti hanno "perso il controllo della propria politica estera". 10.29 L'Iran valuta di introdurre un pedaggio per il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz Il parlamento iraniano sta valutando l'approvazione di un disegno di legge che imporrebbe pedaggi e tasse alle navi che cercano un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce un parlamentare iraniano citato dall'agenzia ufficiale Isna. 09.36 Attacco con droni su Tel Aviv, danneggiato un edificio Un attacco di droni iraniani su Tel Aviv ha danneggiato un edificio senza fare vittime. Secondo fonti citate dal Times of Israel, gli abitanti della zona hanno udito una forte esplosione. 09.31 Filmavano gli attacchi iraniani, arrestati 3 francesi a Dubai Tre cittadini francesi sono stati arrestati a Dubai "accusati di minacciare la sicurezza nazionale" degli Emirati Arabi Uniti filmando gli attacchi iraniani sul territorio. Con loro sono state arrestate altre sessanta persone. "Stanno ricevendo protezione consolare. Il Quai d'Orsay è in contatto con loro e con i loro avvocati, e stiamo monitorando la situazione molto da vicino", ha dichiarato Maud Bregeon, portavoce del governo francese, che non ha voluto dare ulteriori dettagli o informazioni specifiche sul caso. 9.07 Colpita in Kuwait una seconda raffineria Una seconda raffineria kuwaitiana e' stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio. Lo riportano i media statali. Poco prima i droni avevano colpito l'impianto di Mina Al-Ahmadi, uno dei più grandi dell'emirato. 7.47 Missili contro raffineria saudita Samref sul Mar Rosso La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, è stata presa di mira dai missili iraniani in un attacco che, dicono fonti citate dall'agenzia Reuters, hanno fatto danni minimi. In precedenza, i Guardiani della rivoluzione aveva emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui Samref, una joint venture tra Saudi Aramco ed Exxon Mobil. Attualmente, Yanbu rappresenta l'unico sbocco per l'esportazione di petrolio greggio dai Paesi del Golfo, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. 7.36 - Notte di allarmi su Israele, sirene suonano 6 volte Questa mattina le sirene d'allarme hanno suonato sei volte in Israele, avvertendo dei lanci di missili dall'Iran. La prima sirena e' suonata intorno alle 3,15 locali nell'area di Tel Aviv, seguita da altri tre allarmi. Intorno alle 6,50, l'esercito ha segnalato un altro lancio di missili su Tel Aviv. Alle 7,32, una sesta ondata di missili e' stata lanciata verso Haifa, la citta' costiera settentrionale che ospita la piu' grande raffineria di petrolio del Paese e altre infrastrutture critiche.
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