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Teheran blocca di nuovo Hormuz. spari contro le navi. Trump: "Non possono ricattarci, i co...
Oggi 18-04-26, 22:58
AGI - Il Medio Oriente scivola verso una nuova fase di instabilità acuta. Nelle ultime ventiquattro ore, l'uccisione di un peacekeeper francese nel sud del Libano e la decisione dell'Iran di sigillare nuovamente lo strategico Stretto di Hormuz hanno innescato una reazione a catena che coinvolge le principali potenze mondiali. Mentre sul terreno si contano i danni di una tregua sempre più fragile, a Teheran si valutano nuove proposte diplomatiche americane, pur in un clima di aperta ostilità. Il bilancio dell'attacco contro il contingente francese della missione UNIFIL è pesante: un soldato ucciso e tre feriti, di cui due in condizioni critiche. Si tratta del secondo militare di Parigi a cadere dall'inizio delle ostilità a fine febbraio. La responsabilità dell'azione, avvenuta in un'imboscata, è stata ricondotta direttamente a Hezbollah sia dalle autorità francesi che dai vertici della missione ONU. Il Presidente Emmanuel Macron ha puntato il dito contro la formazione sciita, affermando che "tutto suggerisce" una responsabilità diretta del gruppo. Scacchiere sud e la linea gialla di israele Nonostante il regime di cessate il fuoco, la tensione militare lungo il confine israelo-libanese resta altissima. L’esercito israeliano (IDF) ha confermato di aver condotto operazioni aeree per neutralizzare una cellula terroristica operante nella zona di difesa avanzata. L'IDF ha inoltre annunciato l'istituzione di una "linea gialla" di demarcazione, una zona di esclusione speculare a quella già attuata nella Striscia di Gaza, avvertendo che verranno effettuati attacchi immediati contro chiunque venga individuato in fase di avvicinamento alle truppe. Lo scontro sullo stretto di hormuz Il fronte del conflitto si è allargato drasticamente verso il Golfo Persico. L'Iran ha annunciato il ripristino del "rigoroso controllo" sullo Stretto di Hormuz, di fatto chiudendo la rotta commerciale più importante del mondo per il transito di idrocarburi. La mossa è stata presentata come una ritorsione contro il blocco statunitense sui porti iraniani. Secondo l'agenzia di sicurezza britannica UKMTO, motovedette del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbero aperto il fuoco contro una petroliera nel tentativo di impedirne il passaggio. Diplomazia sotto pressione e proposte di washington La Casa Bianca ha risposto immediatamente tramite Donald Trump, che ha ammonito i leader della Repubblica Islamica affermando che non possono ricattare gli Stati Uniti. In questo scenario di escalation, resta aperto uno spiraglio negoziale. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha rivelato di aver ricevuto "nuove proposte" dagli Stati Uniti attraverso la mediazione del comandante dell'esercito pakistano presente a Teheran. L'agenzia ufficiale IRNA riferisce che gli esperti stanno esaminando il documento, pur senza accettare compromessi sugli interessi strategici nazionali. La diretta Hezbollah elenca cinque passi per il dopo cessate il fuoco Il segretario generale di Hezbollah ha elencato ciò che, a suo avviso, dovrebbe accadere dopo il cessate il fuoco tra Israele e Libano. In una dichiarazione diffusa dai media locali, Naim Qassem ha indicato cinque condizioni che vorrebbe vedere incluse in un accordo di pace con Israele, tra cui la cessazione permanente dell'aggressione in tutto il Libano; il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati fino ai confini; il rilascio dei prigionieri; il ritorno degli abitanti nei loro villaggi e città fino al confine e la ricostruzione con il sostegno arabo e internazionale e la responsabilità nazionale. Il documento diffuso dal Dipartimento di Stato americano all'inizio della tregua di 10 giorni e che è stato firmato sia dal governo israeliano che da quello libanese, "non ha alcun significato pratico" ed è un insulto al Libano, ha dichiarato Qassem. Hezbollah, ha aggiunto, è "pienamente aperto alla massima cooperazione" con le autorità libanesi e si concentra sul "voltare pagina" Ghalibaf: "Sminare Hormuz sarà come violare la tregua" L'Iran considera qualsiasi azione volta a interferire con il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz, incluso lo sminamento, come una violazione del cessate il fuoco. Lo ha detto ai media statali iraniani, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione iraniana ai colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. "Gli americani hanno annunciato un blocco nei giorni scorsi. Si tratta di una decisione avventata e sconsiderata", ha detto "Sara' impossibile per chiunque attraversare lo Stretto di Hormuz finche' non sara' possibile per noi. Se gli Stati Uniti non revocano il blocco, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz restera' limitato". Monito dei pasdaran, le navi restino all'ancora I pasdaran hanno intimato alle navi nel Golfo Persico di restare all'ancora. Avvicinarsi allo stretto sara' considerato un atto di collaborazione con il "nemico", ha dichiarato la Marina dei Guardiani della Rivoluzione in un comunicato diffuso dai media statali iraniani. Le dichiarazioni di Donald Trump sullo stretto, si legge nella nota, sono "prive di validita'" e le uniche valide cui gli equipaggi delle navi e gli armatori devono attenersi sono le comunicazioni della Marina dei pasdaran. Teheran, niente colloqui su richieste "massimaliste" Usa Non ci saranno ulteriori colloqui di pace di persona con gli Stati Uniti finche' questi non cambieranno le loro richieste "massimaliste". Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano all'agenzia Ap. Dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad lo scorso fine settimana, la Casa Bianca aveva reso noto che un secondo round di colloqui si sarebbe probabilmente tenuto nella capitale pachistana, con il Pakistan come mediatore chiave. Ma Saeed Khatibzadeh ha affermato che l'Iran sta cercando di finalizzare un "accordo quadro" prima di passare a un altro incontro. "Non siamo ancora pronti per passare a un incontro vero e proprio perche' ci sono questioni su cui gli americani non hanno ancora abbandonato la loro posizione massimalista", ha dichiarato in un forum diplomatico in Turchia. Tuttavia, negli ultimi giorni ci sono stati numerosi scambi di messaggi tra le parti, ha affermato Khatibzadeh, che ha aggiunto che l'Iran non consegnera' il suo uranio arricchito agli Stati Uniti, definendo la richiesta "inaccettabile". Trump, non ci faremo ricattare da nuova chiusura Hormuz Le autorita' iraniane "vogliono chiudere di nuovo lo Stretto di Hormuz ma non ci faremo ricattare". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in conferenza stampa. Teheran, nessun compromesso in trattative con Usa L'Iran non accettera' "alcun compromesso" nelle trattative con gli Stati Uniti. E' il monito del Consiglio Supremop per la Sicurezza Nazionale di Teheran. (AGI) Trump convoca consiglieri su nuova crisi Hormuz Donald Trump ha convocato i principali consiglieri per discutere della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran. Lo riporta l'emittente israeliana, secondo cui il presidente degli Stati Uniti ha anche parlato al telefono nei giorni scorsi con il capo di stato maggiore del Pakistan, feldmaresciallo Asim Munir, e con funzionari iraniani. Secondo Channel 12, l'Iran ha minacciato di riprendere il lancio di missili contro Israele se non ci sarà un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano. La notizia è stata confermata da altre fomnti ad Axios, secondo cui Donald Trump ha convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca questa mattina e sembra che, a meno di una svolta nei colloqui di pace, la guerra potrebbe riprendere da qui a pochi giorni. Non è ancora stata fissata una data precisa per la ripresa dei negoziati, nonostante le speranze di Trump di porre fine al conflitto prima della scadenza del cessate il fuoco, prevista per martedì. La fonte ha riferito ad Axios che alla riunione odierna erano presenti, tra gli altri, JD Vance, Marco Rubio, Pete Hegseth e Scott Bessent. Ukmto, tre incidenti dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz Tre nuovi incidenti al largo delle coste dell'Oman sono stati segnalati dal Centro britannico per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto). Secondo l'organizzazione, si sono verificati in aree a nord-est e a est del Sultanato, nell'Oceano Indiano nord-occidentale. Il primo a circa 20 miglia nautiche a nord-est dell'Oman, dove il comandante di una petroliera ha riferito che la sua nave è stata abbordata da due motovedette dei pasdaran, che hanno aperto il fuoco contro la petroliera senza preavviso via radio. "Sia la nave che il suo equipaggio sono indenni", ha dichiarato l'agenzia marittima. Il secondo incidente si è verificato a 25 miglia nautiche a nord-est dell'Oman, dove una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta, che ha causato danni ad alcuni container, sebbene non siano stati segnalati incendi o impatti ambientali. Nel terzo incidente, avvenuto a sole tre miglia nautiche a est dell'Oman, il comandante di una nave mercantile ha segnalato un'anomalia vicina alla sua imbarcazione, forse provocata dall'impatto di un proiettile, senza fornire ulteriori dettagli. Usa pronti ad abbordare navi Teheran "ovunque" L'esercito americano si sta preparando ad abbordare petroliere legate all'Iran e a sequestrare navi mercantili in acque internazionali, estendendo la sua stretta navale oltre il Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal che cita funzionari statunitensi, secondo cui gli attacchi alle navi mercantili di oggi nello Stretto di Hormuz hanno messo in allarme le compagnie di navigazione. Secondo i vertici militari, gli Stati Uniti hanno già respinto 23 navi che cercavano di lasciare i porti iraniani. L'ampliamento della campagna consentirà agli Stati Uniti di assumere il controllo delle navi collegate all'Iran in tutto il mondo, comprese quelle che trasportano petrolio iraniano e che già navigano al di fuori del Golfo Persico, e quelle che trasportano armi che potrebbero sostenere il regime.
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