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TikTok viola il DSA: crea dipendenza e fa male ai minori
Oggi 06-02-26, 16:52
AGI - TikTok crea dipendenza e mina la salute mentale degli utenti. È quanto emerge dai risultati dell'indagine preliminare della Commissione europea sulle attività del social network cinese. La piattaforma social, secondo l'esecutivo UE, viola infatti le norme della legge sui servizi digitali (DSA). Nello specifico, sarebbe stata progettata in modo da coinvolgere il più possibile gli utenti, in particolare attraverso un'interfaccia che favorisce le pratiche dello scrolling incontrollato o infinito, dell'autoplay dei contenuti online, le notifiche push e il sistema di raccomandazione dei contenuti altamente personalizzato. Secondo l'esecutivo UE, in sostanza, l'uso prolungato e incontrollato di TikTok potrebbe portare a possibili danni per la salute mentale degli utenti, in particolare quella dei minori o degli adulti più vulnerabili. L'indagine della Commissione europea, spiega un alto funzionario UE, conclude che TikTok non ha mitigato adeguatamente i rischi per la salute mentale, già a conoscenza della società anche per il dialogo costante con le istituzioni europee. I dati allarmanti sull'uso di TikTok tra i minori "C'è un rapporto parlamentare francese che mostra che l'8% dei bambini di età compresa tra 12 e 15 anni trascorre più di 5 ore sulla piattaforma. C'è uno studio danese che menziona utenti di età pari a 8 anni che utilizzano la piattaforma per una media di circa 130 minuti al giorno. C'è uno studio polacco, anch'esso pubblico, in cui risulta che TikTok è la piattaforma più utilizzata dopo mezzanotte dai bambini nella fascia d'età compresa tra 13 e 18 anni. E la popolarità di TikTok nella fascia d'età compresa tra 7 e 12 anni è particolarmente alta durante l'orario scolastico. Infine, 1 bambino su 3, tra i 7 e i 12 anni avvia l'app in media più di 20 volte al giorno", ha specificato un funzionario europeo citando i risultati di alcuni studi pubblici e fornendo una panoramica del perché della decisione presentata da Bruxelles. Secondo l'OMS, ha poi aggiunto, un quarto degli utenti del social network può essere considerato probabilmente dipendente dalla piattaforma. A questo si aggiungono le parole del portavoce della Commissione europea per la Sovranità digitale, Thomas Regnier, che ha parlato di 170 milioni di utenti attivi in UE, la maggior parte dei quali minori. "TikTok è di gran lunga la piattaforma più utilizzata dopo mezzanotte dai bambini tra i 13 e i 18 anni. Il 7% dei bambini tra i 12 e i 15 anni trascorre tra le quattro e le cinque ore al giorno su TikTok. Queste statistiche sono estremamente allarmanti", ha affermato Regnier. Misure insufficienti e rischio di sanzioni Le misure adottate dal social cinese per porre rimedi ai rischi, come il parental control o il limite di 60 minuti settato di default per i minori di 18 anni – secondo la Commissione europea aggirabile o di facile disattivazione – non sarebbero quindi sufficienti. La società, ha concluso il portavoce UE, "ha ora il diritto di difendersi. Se non lo farà correttamente, la Commissione potrebbe decidere di emettere una decisione di non conformità", fino a una possibile sanzione che potrà raggiungere un massimo del 6% del fatturato annuo globale dell'azienda". Il dialogo con ByteDance e le indagini future Il dialogo fra Bruxelles e ByteDance, la società che possiede TikTok, specificano funzionari europei, è appena all'inizio. La società cinese, in pratica, ha il tempo per proporre rimedi più efficaci o possibili soluzioni alle critiche presentate dalla Commissione europea, che nel frattempo andrà avanti con le indagini e in un dialogo che vuole essere costruttivo e senza limiti di tempo per raggiungere i risultati richiesti dal DSA, senza peraltro scoraggiare gli investimenti in UE. La risposta di TikTok non si è fatta attendere: "le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento e adotteremo quanto necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione", ha risposto un portavoce della società. Per adesso, spiegano ancora dalla Commissione europea, non c'è un limite di tempo per concludere le indagini e il dialogo verso possibili soluzioni ma, allo stesso tempo, Bruxelles conferma la volontà di rimanere scrupolosa nel seguire quello che ha definito essere il primo standard al mondo sulla progettazione informatica di una piattaforma social che possa creare dipendenza. Fra i rimedi necessari, spiegano funzionari UE, anche alcune misure di sicurezza come limiti obbligatori per il tempo trascorso davanti allo schermo, e blocchi notturni per prevenire la privazione del sonno. Nel frattempo, la Commissione europea continua le sue indagini anche su altre piattaforme social, come Instagram o Facebook, che prendono in considerazione anche il contesto e la garanzia dell'età adeguata degli utenti per alcuni contenuti, oltre che l'effetto "rabbit hole", il fenomeno che spinge a navigare senza fine tra contenuti online.
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