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Trump invia Witkoff e Kushner in Pakistan. La delegazione iraniana è a Islamabad. Forse lu...
Oggi 25-04-26, 00:06
AGI - Lunedì prossimo si terranno colloqui diretti tra le delegazioni americana e iraniana a Islamabad. Lo ha riferito Barak Ravid, corrispondente del portale americano Axios, citando proprie fonti. "Due fonti hanno affermato che un incontro tra gli inviati statunitensi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe avere luogo lunedì, dopo che il genero del Presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, e l'inviato speciale Steve Witkoff avranno tenuto colloqui bilaterali separati con i mediatori pakistani", ha scritto su X. La sua fonte ha riferito che Araghchi avrebbe tenuto degli incontri con i partner pakistani sabato e domenica. Questi contatti si sarebbero concentrati sulla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti. "L'organizzazione di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà discussa dopo il nostro incontro con Araghchi", ha riferito Ravid citando la fonte pakistana. Inoltre, il ministro degli Esteri iraniano ha in programma visite di lavoro in Oman e in Russia, pertanto non è ancora stato stabilito il momento per i contatti con gli Stati Uniti. Teheran: "Non sono previsti incontri con gli Stati Uniti" Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che "non è previsto alcun incontro con gli Stati Uniti" in Pakistan. Lo ha scritto su X, aggiungendo che i commenti dell'Iran sulla proposta americana di porre fine alla guerra saranno trasmessi tramite il Pakistan. La strategia di Trump Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha delineato dalla Casa Bianca la strategia dell'amministrazione nei confronti di Teheran, escludendo l'impiego di testate atomiche ma confermando una pressione militare ed economica senza precedenti. Durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, Trump ha ribadito che la priorità assoluta resta la denuclearizzazione della Repubblica Islamica, sottolineando come il fattore tempo giochi a favore di Washington. Trump: "l'Iran presenterà una proposta. Vedremo" Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato in un'intervista telefonica con Reuters che l'Iran sta pianificando di presentare una proposta volta a "soddisfare le richieste americane" nei negoziati. "Stanno presentando una proposta e vedremo", ha detto Trump. Secondo lui, "l'Iran vuole parlare e vedere se si può raggiungere un accordo". Alla domanda su con chi gli Stati Uniti stiano conducendo contatti, ha risposto: "Non voglio dirlo, ma stiamo trattando con le persone responsabili in questo momento". Araghchi: "Mi attendo colloqui costruttivi a Islamabad" Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato di attendere con interesse incontri e interazioni costruttive nella capitale pakistana, Islamabad, per promuovere la pace e la stabilità nella regione. La Cnn, citando fonti pakistane e iraniane, ha rivelato intanto che l'Iran ha inviato una delegazione in Pakistan per colloqui. Secondo fonti pakistane, della delegazione fa parte il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Secondo la Reuters, Araghchi dovrebbe arrivare a Islamabad questa sera con una piccola delegazione ed è probabile che si terranno colloqui di pace con gli Stati Uniti. Secondo una fonte governativa, il team logistico e di sicurezza statunitense è già a Islamabad per i negoziati. Ma il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf, è stato costretto a lasciare la guida dei negoziati per dissidi interni al regime. A riferirlo è Iran International, televisione di opposizione con sede a Londra. Ghalibaf avrebbe pagato il tentativo di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington. Al suo posto potrebbe arrivare Saeed Jalili, ex negoziatore dell'accordo sul nucleare iraniano e membro del consiglio per il Discernimento. Intanto presidente americano, Donald Trump, ha deciso di mandare il suo inviato speciale Steve Witkoff e suo genero Jared Kushner a Islamabad dove stasera è atteso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo ha riferito la Cnn citando fonti dell'amministrazione Usa. Il vicepresidente JD Vance non ha attualmente intenzione muoversi, visto che neppure il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che considera la sua controparte, sarà in Pakistan. Tuttavia, il vicepresidente resta in stand-by e pronto a partire se vi fossero progressi. Due fonti dell'amministrazione hanno confermato ad Axios che Witkoff e Kushner dovrebbero andare a Islamabad nei prossimi giorni per vedere Araghchi e discutere di un accordo che metta fine alla guerra. Araghchi è arrivato a Islamabad I media statali affermano che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione sono atterrati a Islamabad. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno in Pakistan sabato mattina, ha annunciato la Casa Bianca. Un funzionario pakistano ha dichiarato ad Al Jazeera che ora c'è un'alta probabilità di una svolta tra Stati Uniti e Iran, dopo giorni di crescente tensione e di minacce incrociate nello Stretto di Hormuz. "L'obiettivo di questo viaggio sono consultazioni bilaterali, discussioni e colloqui sulle trasformazioni in corso nella regione, nonché sull'ultima situazione della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l'Iran", ha spiegato l'agenzia. Gli Usa congelano 344 milioni di dollari in criptovalute legati all'Iran Gli Stati Uniti hanno congelato 344 milioni di dollari in criptovalute a causa dei legami con l'Iran. Lo ha dichiarato il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, mentre Washington cerca di aumentare la pressione su Teheran a causa delle interruzioni dell'approvvigionamento energetico dovute alla guerra in Medio Oriente. Il Dipartimento del Tesoro "continuerà a degradare sistematicamente la capacità di Teheran di generare, spostare e rimpatriare fondi", ha promesso Bessent in una dichiarazione su X. Ha aggiunto che la sua agenzia sta imponendo sanzioni a "diversi portafogli legati all'Iran", con conseguente congelamento dei fondi. Gli Usa mantengono il blocco dei porti, deviate 34 navi Il Comando Centrale degli Stati Uniti continua a mantenere "un rigido blocco su tutti i porti" nello stretto di Hormuz. Ad assicurarlo è stato il generale Daniel Caine, capo di Stato maggiore congiunto, in una conferenza stampa con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. "Stiamo applicando la misura in modo generalizzato nei confronti di qualsiasi nave, di qualsiasi nazionalità, in transito verso o proveniente da un porto o territorio iraniano", ha riferito. A questa mattina, ha spiegato, "34 navi hanno incontrato il blocco statunitense e hanno preso la saggia decisione di deviare". Controllo dello Stretto e vantaggio militare Secondo il Trump, l'efficacia delle operazioni condotte finora ha garantito agli Stati Uniti una posizione di netto vantaggio. Trump ha dichiarato che gli USA controllano attualmente lo Stretto di Hormuz, la cui riapertura è subordinata al raggiungimento di un'intesa formale. "Loro sono sotto pressione, non noi. Non ho fretta, abbiamo tantissimo tempo. L'Iran non deve avere l'arma nucleare", ha affermato Trump, precisando di aver già colpito circa il 75% degli obiettivi prefissati. Il Presidente ha poi chiarito la natura del conflitto: "Abbiamo annientato l'Iran con armi convenzionali e non useremo un'arma nucleare, né ne abbiamo bisogno. Le armi nucleari sono strumenti di distruzione che non dovrebbero mai essere autorizzati ad essere utilizzati". Il Pentagono: "L'Europa smetta con le conferenze e salga sulla nave" Gli Stati Uniti sono tornati a chiedere all'Europa di fare la propria parte per garantire la libertà di navigazione nel Golfo Persico. "L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo delle concessioni è finito. L'America e il mondo meritano alleati capaci e leali, e voi capite bene che essere alleati non è una strada a senso unico", ha detto il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, in una conferenza stampa al Pentagono. "Non contiamo sull'Europa, ma loro hanno bisogno di noi molto più di quanto ne abbiamo noi di loro", ha proseguito facendo eco alle parole più volte pronunciate dal presidente Donald Trump. "Forse dovrebbero iniziare a fare meno chiacchiere, a organizzare meno conferenze eleganti in Europa e salire su una nave", ha aggiunto, "questa battaglia è molto più loro che nostra". Caos ai vertici di Teheran L’analisi dell’amministrazione statunitense si sofferma anche sulla destabilizzazione interna della leadership iraniana. Trump ha riferito di una catena di comando compromessa dopo l'eliminazione di diversi livelli gerarchici. "Non sappiamo chi stia attualmente guidando l'Iran dopo aver eliminato più di un livello della sua leadership. Il terzo livello di leadership che ora governa Teheran sta vivendo uno stato di estrema ansia riguardo al proprio destino personale", ha commentato il Presidente, aggiungendo che i nuovi vertici "si stanno azzuffando come cani e gatti sulla questione di chi debba governare, perché abbiamo creato loro un vero caos". Implicazioni economiche e sicurezza globale Sul fronte interno, Trump ha ammesso che il blocco dello Stretto e le tensioni geopolitiche avranno un impatto sui costi energetici per i cittadini americani, definendolo un sacrificio necessario per la sicurezza a lungo termine. Quanto ai prezzi del carburante gli americani dovranno prevedere di spendere di più per la benzina "per un po' di tempo". Il futuro del mercato petrolifero delineato dal presidente Usa prevede che con la chiusura delle rotte iraniane, "tutte le navi vengono negli USA per acquistare il nostro petrolio e gas". Il risultato di questa politica sarà, nelle parole del Presidente, "un Iran senza armi nucleari". Trump ha concluso l'intervento ribadendo la sua fermezza nel voler impedire a Teheran di minacciare Israele e le nazioni arabe: "Voglio raggiungere un accordo che metta al sicuro la nostra nazione e il mondo intero da squilibrati in possesso di armi nucleari". Qualora il negoziato non dovesse procedere, Washington si dice pronta a eliminare i restanti obiettivi militari. Alla domanda su quanto sia disposto ad attendere, la replica è stata perentoria: "Non mettetemi fretta". Proroga di 3 settimane del cessate fuoco Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di tre settimane, dopo aver ospitato alla Casa Bianca un incontro tra i rappresentanti dei due Paesi. "L'incontro è andato molto bene! Gli Stati Uniti collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah", ha scritto Trump su Truth Social. La tregua originaria, annunciata la settimana scorsa, sarebbe dovuta scadere dopo dieci giorni. Trump spera di poter infine mediare una pace più ampia tra i due Paesi, ufficialmente in guerra dal 1948. "Non vedo l'ora di ospitare presto il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il Presidente del Libano, Joseph Aoun", ha scritto Trump.
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