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Trump: "Nuovi colloqui possibili già venerdì". La Marina italiana pianifica l'invio di qua...
Oggi 22-04-26, 20:16
AGI - Nelle ore in cui saltano i colloqui tra Iran e Usa, Donald Trump estende il cessate il fuoco e ordina alle forze armate americane di proseguire il blocco navale. Il (lungo) ping pong diplomatico si è concluso con il rinvio dei negoziati in Pakistan. Troppa distanza tra le parti. Così sono stati annullati i viaggi delle delegazioni americane e iraniane a Islamabad. Il presidente Usa ha poi riferito che i colloqui potrebbero tenersi già il 24 aprile. Intanto la Marina dei Pasdaran iraniani ha annunciato il sequestro di due navi nello Stretto di Hormuz, accusate di aver violato le normative di navigazione. Bloccate due imbarcazioni, la "Msc-Francesca", indicata come appartenente a Israele, e la "Epaminodes", che avrebbe "tentato di lasciare lo Stretto senza autorizzazione". Le due navi sono state trasferite nelle acque territoriali iraniane per essere sottoposte a ispezione del carico e dei documenti. Per Teheran il secono giro di colloqui con gli americani sarebbe stato “una perdita di tempo” visto che - come riporta Tasnim, l’agenzia semi ufficiale dei Pasdaran “gli Stati Uniti non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive ostacolando qualsiasi accordo adeguato”. A stretto giro gli Usa comunicano che il volo del vicepresidente JD Vance è stato annullato. Poi Trump annuncia l’estensione del cessate il fuoco e al tempo stesso la prosecuzione del blocco navale. “Ho ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell'altro”, scrive il presidente americano sul suo social Truth. Le posizioni tra Iran e Stati Uniti viaggiano parallele. L’Iran avverte che non intende trattare con gli Usa dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. Un assedio navale che comunque Trump intende mantenere nella convinzione che in caso contrario un accordo con Teheran “sarebbe più difficile”. "Vogliono riaprire lo Stretto perché stanno crollando finanziariamente. Sono affamati di soldi", sostiene il capo della Casa Bianca. La diretta 20.05 Pezeshkian: "Il blocco navale Usa è di ostacolo ai negoziati" La scelta degli Usa di mantenere il blocco navale nello Stretto di Hormuz nonostante l'annunciata estensione del cessate il fuoco è un ostacolo per il negoziato con l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, su X. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha accolto con favore il dialogo e l'accordo e continua a farlo", afferma Pezeshkian, "la violazione degli impegni, il blocco e le minacce sono i principali ostacoli per veri negoziati". "Il mondo vede la vostra infinita retorica ipocrita e la contraddizione tra parole e azioni", aggiunge Pezeshkian. 19.05 Ghalibaf, "non possiamo riaprire Hormuz se il blocco resta" "Se gli Usa manterranno il blocco navale, non si potrà parlare di un cessate il fuoco completo e quindi per l'Iran non sarà possibile riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dall'assedio marittimo e dal sequestro dell'economia mondiale e se l'avventurismo bellico dei sionisti in tutti i fronti viene fermato", ha affermato Ghalibaf, "l'apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco". "Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l'aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l'intimidazione", ha aggiunto Ghalibaf, "l'unica via è l'accettazione dei diritti della nazione iraniana". 18.54 Marina, pianificato l'invio di 4 navi (2 cacciamine) a Hormuz "La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato maggiore della difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un'unità di scorta e con un'unità logistica che ci permette di aumentare il periodo". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, a Cinque Minuti su Rai1, parlando della possibile missione italiana nello stretto di Hormuz. "Noi siamo il Paese di riferimento nel campo dello sminamento - ha detto l'ammiraglio - questo da sempre: noi abbiamo sviluppato questa capacità fin dopo la seconda guerra mondiale. Abbiamo la tecnologia, abbiamo delle navi che sono costruite negli anni '90 però nel corso del periodo sono sempre state ammodernate". In tutto la marina, ha spiegato Bergotto, "dispone di otto cacciamine adesso disponibili, a La Spezia. Ovviamente noi non andiamo da soli a sminare, andiamo all'interno di una coalizione internazionale. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio". 17.58 Il Brent torna sopra i 100 dollari al barile Prezzi del petrolio in rialzo con il Brent che torna sopra i 100 dollari al barile. A spingere le quotazioni il calo a sorpresa delle scorte di benzina e distillati negli Stati Uniti e le notizie degli attacchi a contro almeno tre navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. Altro elemento rialzista lo stallo delle trattative nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Il Brent sale del 3,5% a 101,8 dollari al barile, il Wti avanza del 3,6% a 92,9 dollari. Le scorte di greggio negli Usa sono aumentate, mentre le scorte di benzina e distillati hanno registrato cali a sorpresa nella settimana terminata il 17 aprile. Intanto, l'Unione Europea sta valutando la possibilità di imporre ai paesi di costituire scorte di carburante per aerei e di ridistribuirle in base alle esigenze e alle carenze regionali, ha dichiarato mercoledì a Reuters il responsabile della politica energetica europea, mentre crescono le preoccupazioni per possibili carenze. 17.40 Teheran, la Nazionale di calcio pronta a partecipare ai Mondiali La nazionale di calcio dell'Iran "è pronta a partecipare ai Mondiali" 2026, che si terranno negli Stati Uniti. Lo dice la portavoce del governo di Teheran, Fatemeh Mohajerani, all'emittente statale IRIB. Il Ministero dello Sport e della Gioventù ha predisposto tutti i preparativi necessari per la partecipazione della squadra, ha detto. 16.16 Grossi: "Con un accordo sul nucleare servirà il controllo dell'Aiea" Ogni possibile accordo sul nucleare raggiunto da Stati Uniti e Iran dovrà vedere la partecipazione dell'Aiea, l'agenzia per l'energia atomica, per controllare che i punti dell'intesa vengano rispettati. Lo ha detto il direttore generale dell'agenzia Rafael Grossi, rispondendo alle domande dei giornalisti al Palazzo di Vetro. Grossi, uno dei quattro candidati alla segreteria generale delle Nazioni Unite, ha presentato il suo programma elettorale in vista delle elezioni del successore di Antonio Guterres, il cui mandato scadrà il 31 dicembre. Riguardo al nucleare iraniano, Grossi ha detto che "ci siamo impegnati in questo processo da molto tempo, anche prima di questi negoziati e durante questi negoziati, tra febbraio e l'inizio di questa nuova guerra". 15.27 Trump, nuovi colloqui possibili già venerdì Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ritiene "possibile" che i colloqui con l'Iran si tengano già venerdì. Lo riporta il New York Post 14.07 media, cessate fuoco prorogato di 3-5 giorni; non oltre Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sarebbe disposto a prorogare il cessate il fuoco con l'Iran per altri 3-5 giorni per dare più tempo ai negoziati, ma senza renderlo "indefinito", secondo quanto riferito da Axios. Fonti citate dal media americano indicano che Washington e Islamabad attendono che la guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, rompa il silenzio entro oggi o domani, mentre resta incerta la partecipazione iraniana ai colloqui entro la scadenza fissata dalla Casa Bianca. Un funzionario americano ha inoltre segnalato la presenza di "divergenze sostanziali" tra i negoziatori iraniani, elemento che potrebbe complicare ulteriormente il raggiungimento di un accordo. Secondo le stesse fonti, se i mediatori pakistani non riusciranno a garantire un coinvolgimento di Teheran entro i tempi stabiliti, l'opzione militare potrebbe tornare sul tavolo. Trump tuttavia non intende riprendere immediatamente le ostilità e vuole esaurire tutte le opzioni diplomatiche. Il presidente - sempre secondo Axios - sarebbe convinto di aver già ottenuto il massimo sul piano militare e punta ora a uscire da un conflitto la cui popolarità è in calo. 12.36 Gli Usa in pressing su Baghdad bloccano aereo con 500 milioni di dollari a bordo Gli Stati Uniti hanno bloccato un aereo che trasportava quasi 500 milioni di dollari diretto in Iraq, nel tentativo di aumentare la pressione su Baghdad affinché combatta le milizie sciite filo-iraniano attive nel Paese. Lo ha riferito il Wall Street Journal, precisando che Washington, oltre la sospensione temporanea dell'invio di denaro contante in Iraq, ha congelato anche i finanziamenti per i programmi di sicurezza. Questi includono l'addestramento dell'esercito iracheno e le operazioni antiterrorismo contro lo Stato Islamico. L'Iraq si trova da tempo in una situazione di precario equilibrio, mantenuto a fatica, tra le influenze contrastanti di Iran e Stati Uniti. Tra i punti critici, gli attacchi perpetrati da gruppi filo-iraniani contro interessi americani nel Paese, aumentati dall'avvio della guerra di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. 12.10 La marina dei Pasdaran sequestra due navi nello Stretto di Hormuz La Marina dei pasdaran iraniani ha annunciato il sequestro di due navi nello Stretto di Hormuz, accusate di aver violato le normative di navigazione. Secondo i Guardiani della rivoluzione, le forze navali hanno individuato e fermato due imbarcazioni, la "Msc-Francesca", indicata come appartenente a Israele, e la "Epaminodes", che avrebbe "tentato di lasciare lo Stretto senza autorizzazione, violando ripetutamente le regole e manomettendo i sistemi di navigazione, mettendo a rischio la sicurezza marittima". Le due navi sono state trasferite nelle acque territoriali iraniane per essere sottoposte a ispezione del carico e dei documenti. 12.02 Terza nave mercantile colpita nello Stretto di Hormuz Una terza nave mercantile è stata colpita nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters, citando fonti della sicurezza e rapporti dell'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto). In precedenza, altri due cargo erano stati presi di mira, con danni significativi al ponte per uno dei due. Secondo la segnalazione dello Ukmto, gli iraniani non avrebbero trasmesso alcun messaggio di allerta via radio prima di aprire il fuoco. 10.23 Tajani ad Araghchi: "Libera circolazione a Hormuz e dialogo" Nel colloquio telefonico col ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, il ministro Antonio Tajani ha ribadito l'importanza della libertà di circolazione a Hormuz, la necessità di continuare il dialogo di Islamabad e di raggiungere un accordo della pace. Lo ha riferito il ministro Tajani a margine del Forum Strategico Italia-Polonia in corso a Roma. Nella conversazione intercorsa questa mattina con il capo della diplomazia iraniana, Tajani ha evidenziato, inoltre, l'importanza di tutelare i paesi dell'area del Golfo. "Ho ribadito l'importanza di non procedere nell'uso del militare del nucleare. Questi sono elementi fondamentali anche per il Libano. Ho insistito sulla necessità di spingere Hezbollah ad arrivare a un accordo e quindi di non attaccare più Israele, soprattutto per la parte militare e poi la parte politica, una questione interna", ha proseguito Tajani. Infine il vicepremier ha ribadito la disponibilità dell'Italia a ospitare colloqui tra Libano e Israele per trovare un accordo positivo. "Noi lavoriamo per la pace e, ripeto, per noi la libertà di navigazione a Hormuz è fondamentale", ha concluso Tajani. 09.58 Appello della Cina: "Ora consolidare il cessate il fuoco" La Cina ha chiesto il consolidamento del cessate-il-fuoco in Iran e di evitare una ripresa dei combattimenti, avvertendo che la situazione regionale si trova in una fase "critica" di transizione tra guerra e pace, in seguito all'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una proroga della tregua. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato oggi in una conferenza stampa che "la priorità urgente rimane quella di compiere ogni sforzo per prevenire la ripresa delle ostilità" e ha sottolineato che Pechino sostiene le parti coinvolte nel "continuare a utilizzare mezzi politici e diplomatici per risolvere le controversie". Guo ha aggiunto che la Cina sostiene il raggiungimento di "un cessate il fuoco globale e duraturo", nonché la "fine dei combattimenti" e la "salvaguardia della pace e della stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo", in dichiarazioni rilasciate dopo l'annuncio degli Stati Uniti sulla proroga della tregua con Teheran. 08.14 I Pasdaran avvertono: "Siamo pronti ad infliggere colpi devastanti" I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani si sono dichiarati pronti ad affrontare qualsiasi nuova aggressione e a "infliggere colpi devastanti" alle "risorse nemiche rimanenti" in caso di ripresa dei combattimenti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr. "Siamo pienamente preparati a continuare a combattere contro i nemici e a contrastare con fermezza qualsiasi minaccia o recrudescenza di aggressione", hanno proseguito, sottolineando che "è necessario mantenere alta la vigilanza durante il periodo di cessate il fuoco e monitorare il comportamento del nemico nel corso dei negoziati". 07.37 Teheran colpisce una nave portacontainer a Hormuz L'Iran ha applicato "la legge marittima a una nave portacontainer che ha ignorato gli avvertimenti". Così Tasnim, l'agenzia di stampa iraniana affiliata ai Pasdaran, ha riportato la notizia di un attacco da parte di una motovedetta dei Guardiani della Rivoluzione a un mercantile che si trovava nello Stretto a una trentina di chilometri dall'Oman. "Le forze armate iraniane hanno aperto il fuoco contro una nave portacontainer dopo che questa aveva ignorato ripetuti avvertimenti, causando danni significativi all'imbarcazione", ha aggiunto Tasnim. L'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), riportando la segnalazione del cargo, ha sostenuto che non ci sia stata comunicazione via radio con la motovedetta dei Pasdaran 06.53 Iran conferma che la sua delegazione non andrà a Islamabad Le parole di Donald Trump e l'annuncio della proroga della tregua non hanno fatto cambiare idea all'Iran: i negoziatori di Teheran non andranno a Islamabad per colloqui con gli Usa. Lo ha ribadito la televisione di stato. "L’Iran aveva già annunciato che non avrebbe partecipato ai colloqui di Islamabad fintanto che gli Stati Uniti avessero insistito sulla questione delle presunte violazioni della tregua e sul blocco navale", ha spiegato l'emittente. Le dichiarazioni di Trump "di ieri sera non mostrano alcun segno di cedimento di Washington. Pertanto, l'Iran continuerà a non partecipare". Gli americani, ha insistito, "non sono nemmeno riusciti ad attuare l'accordo di cessate il fuoco temporaneo di 14 giorni. Questo è uno dei motivi principali per cui non verrà inviata una delegazione iraniana a Islamabad". 05.46 Trump: "L'Iran sta crollando finanziariamente" Il presidente americano Donald Trump è tornato a sostenere che l'Iran vuole la revoca dell'assedio dello stretto di Hormuz perché ha bisogno di soldi. "L'Iran sta crollando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz apra immediatamente", ha scritto su Truth. Teheran è "affamata di denaro" e per questo non vuole "perdere 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. Sos!". 04.17 I Pasdaran minacciano i Paesi del Golfo: "Se aiutano gli Usa colpiremo gli impianti di petrolio" I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggiornato la lista dei possibili obbiettivi nel Golfo Persico, se dovesse riprendere la guerra: non più siti militari americani, ma impianti di produzione energetica. Ad annunciarlo è stato il comandante della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, in un "messaggio alla nazione iraniana" riportato dall'agenzia Fars. "Se i paesi confinanti a sud consentiranno ai nemici di utilizzare il loro territorio e le loro strutture per attaccare il popolo iraniano, dovranno dire addio alla produzione petrolifera in Medio Oriente", ha ammonito. Alcuni paesi della costa del Golfo "hanno permesso che il loro territorio fosse utilizzato dai nemici dell'Iran e ora, se questo sostegno dovesse continuare, la loro linfa vitale economica sarebbe messa in grave pericolo", ha ammonito. 02.44 Trump: "Con la riapertura di Hormuz non arriveremmo ad un accordo con Iran" Se l'Iran pretende che gli Stati Uniti tolgano l'assedio navale dello Stretto di Hormuz è solo per guadagnarci, ma Washington non accoglierà la richiesta perché impedirebbe un accordo. A sostenerlo è stato il presidente americano Donald Trump, in un post sul socila Truth. "L'Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz sia chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!)", ha scritto. "Dicono di volerlo chiudere solo perché io l'ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente 'salvare la faccia'”, ha proseguito. "Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: 'Signore, l’Iran lo Stretto aperto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!", ha assicurato. 00.44 Iran: "Anche con lo stop al blocco navale non tratteremo sul nucleare" L'Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. "Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari", ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. "Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l’insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia", ha sottolineato Irib tv. "Si tratta di salvaguardare la resilienza delle forze armate e del popolo paziente, che ha sopportato il fuoco nemico in due guerre e un colpo di Stato affinché questi loro beni possano essere preservati", ha proseguito l'emittente, "è certamente saggio che ciò che il nemico non è riuscito a sottrarre all'Iran in due guerre, un colpo di Stato e anni di sanzioni, non possa esserci sottratto con negoziati" e "questa decisione del regime di non partecipare al secondo round di colloqui si basa proprio su questa logica". Gli Stati Uniti e Israele hanno tentato "di impadronirsi delle nostre risorse strategiche, tra cui la nostra unità nazionale, le capacità nucleari e missilistiche, nonché la nostra indipendenza e integrità territoriale, ma hanno fallito", ha assicurato l'emittente.
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