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Trump: "Risposta arrivata dall'Iran totalmente inaccettabile"
Ieri 10-05-26, 23:43
AGI - La risposta dell'Iran agli Stati Uniti è incentrata sulla "fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano". Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Irib News Agency, secondo cui la risposta di Teheran inviata al Pakistan fa riferimento "alla fine della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista su tutti i fronti, in particolare in Libano". Israele ha continuato a condurre attacchi quotidiani in tutto il Libano nonostante l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra le parti il 17 aprile e successivamente prorogato. Trump: risposta arrivata dall'Iran totalmente inaccettabile Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentanti' dell'Iran. Non mi piace TOTALMENTE INACCETTABILE! Grazie per l'attenzione a questa materia". E' il post su Truth del presidente americano, Donald Trump. Iran: apre su uranio arricchito ma no a smantellamento L'Iran ha inviato formalmente agli Stati Uniti una risposta articolata in più pagine alla proposta americana per porre fine alla guerra, offrendo concessioni significative sul programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz, ma senza accettare alcune delle principali richieste di Washington. Lo riferisce il The Wall Street Journal, citando fonti informate. Secondo il quotidiano, Teheran si è detta pronta a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. L'Iran avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. La Repubblica islamica avrebbe inoltre manifestato disponibilità a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo inferiore ai vent'anni richiesti dagli Stati Uniti. La risposta iraniana, sempre secondo le fonti del Wall Street Journal, esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l'avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari. Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo le fonti citate, la risposta iraniana lascia ancora alcune lacune e non risolve completamente le questioni considerate centrali da Washington, ma rappresenta comunque un passo importante verso una possibile intesa. L'Iran ha chiesto, nella proposta ritenuta inaccettabile dal presidente americano, Donald Trump, "il pagamento di danni di guerra all'Iran da parte degli Stati Uniti; il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz; la revoca delle sanzioni americane e il rilascio degli asset iraniani congelati dagli Usa". Lo riporta l'emittente pubblica iraniana, Irib. Telefonata tra Trump e Netanyahu Si è tenuta nella serata una telefonata tra il presidente americano, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media israeliani. Trump, ha precisato parlando con Axios della sua telefonata con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che i negoziati con l'Iran riguardano solo lui e non altri. "è stata una conversazione molto piacevole. Abbiamo un buon rapporto, ma questa e' una questione mia, non di nessun altro", ha affermato riferendosi ai negoziati con Teheran. Trump: Iran ci ha presi in giro per 47 anni, ora smetterà Il presidente americano, Donald Trump, accusa l'Iran di "aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni" ma che ora "smetteranno di ridere". Lo scrive in un lungo post su Truth. "Per 47 anni gli iraniani ci hanno 'presi in giro', ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno distrutto le proteste e recentemente hanno sterminato 42 mila manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora di nuovo grande. Non rideranno più!", afferma il capo della Casa Bianca. "L'Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del mondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi finalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama e' diventato Presidente. Non solo e' stato buono con loro, e' stato fantastico, schierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati, e dando all'Iran una nuova, importantissima opportunità", denuncia Trump. Macron, mai considerato dispiegamento Hormuz ma pronti Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che per quanto riguarda la Francia "non si è mai parlato di un dispiegamento" nello Stretto di Hormuz. Si dice tuttavia "pronto" a farlo. Lo ha dichiarato in un intervento a Nairobi. Macron ha affermato che il suo Paese non ha "mai preso in considerazione" un "dispiegamento" di forze navali nello Stretto di Hormuz, bensì una missione di sicurezza "in concerto con l'Iran". Durante una conferenza stampa a Nairobi, il presidente francese ha ribadito la sua posizione, ovvero di opporsi a "qualsiasi blocco, da qualunque parte provenga", sia esso dagli Stati Uniti o dall'Iran, e di "rifiutare qualsiasi pedaggio, da qualunque parte provenga", al fine di "garantire la libertà di navigazione". Le parole di Trump Toni minacciosi dal presidente Usa Donald Trump sull'uranio iraniano, mentre Teheran ha appena consegnato la risposta agli Stati Uniti per tentare di porre fine alla guerra. "Gli Stati Uniti non possono permettere all'Iran di possedere armi nucleari e di avere accesso alla capacita' nucleare", ha dichiarato Trump in un'intervista a "Full Measure", programma televisivo di attualita' e approfondimento investigativo statunitense, condotto dalla nota giornalista Sharyl Attkisson. "A un certo punto prenderemo l'uranio arricchito, ne abbiamo il controllo. Se qualcuno si avvicina, possono dirvi il suo nome, il suo indirizzo e il suo numero di matricola. Lo stiamo monitorando molto attentamente e chiunque si avvicini, lo faremo saltare in aria", ha minacciato Trump. La minaccia di Teheran alle navi francesi e britanniche L'Iran ha avvertito Francia e Regno Unito che risponderà in modo "fermo e immediato" al dispiegamento di navi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per garantire la libertà di navigazione nella regione. "Si avverte che la presenza di navi francesi, britanniche o di qualsiasi altro Paese per sostenere potenzialmente le azioni illegali e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz si troverà di fronte a una risposta ferma e immediata", ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Il diplomatico ha sottolineato che "sia in tempo di guerra sia in tempo di pace, soltanto la Repubblica islamica dell'Iran può garantire la sicurezza in questo stretto e non permetterà a nessun Paese di interferire in queste questioni". Usa, finora con blocco dirottate 61 navi e fermate 4 "Oltre 20 navi da guerra statunitensi stanno attuando il blocco navale contro l'Iran. Le forze Centcom hanno dirottato 61 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 per garantire la conformita'". Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate americane, dando un aggiornamento sul bilancio totale del blocco navale da quando è entrato in vigore. Teheran a Usa, meglio che vi arrendiate Qualche ora prima della proposta, Teheran aveva chiesto agli Stati Uniti la resa. Ebrahim Rezae, nuovo portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale iraniana, aveva inviato scritto: "Da oggi la nostra pazienza è finita: ogni attacco alle nostre navi sarà accolta con una risposta pesante e decisa dell'Iran contro le navi e le basi americane", ha avvertito. "L'orologio scorre ed è a svantaggio degli americani: è nel loro interesse non commettere follie e non affondare ulteriormente nel pantano in cui sono caduti. Il modo migliore è arrendersi e concedere concessioni. Dovrete abituarvi al nuovo ordine regionale", ha ammonito. Il controllo dello Stretto di Hormuz Il cuore dello scontro resta lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito petrolifero mondiale. Il colonnello Akrami Nia, portavoce dell’esercito della Repubblica Islamica, ha avvertito che il transito sarà garantito solo a chi non aderisce alla politica sanzionatoria di Washington. “D'ora in poi, i paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell'applicazione delle sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran si troveranno sicuramente in difficoltà nel transitare lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Nia all'agenzia Tasnim. Secondo il portavoce, i tentativi di isolamento sono falliti: “L'obiettivo della pretesa imposizione di un blocco era di minare l'autorità della Repubblica Islamica dell'Iran sullo Stretto di Hormuz attraverso azioni di propaganda”. Nia ha inoltre rivendicato l'efficacia delle operazioni iraniane, sottolineando che “noi siamo riusciti a impedire la navigazione e le attività delle navi del regime sionista, e a fermarle”. Diplomazia in stallo e nuovi attacchi Mentre la retorica bellica si inasprisce, i canali diplomatici restano precariamente aperti. Il presidente Donald Trump attende da quarantotto ore una risposta alla proposta di pace inviata tramite mediatori pakistani. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che il documento è ancora “in fase di valutazione”. Sul fronte dei mediatori, il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il leader del Qatar per coordinare gli sforzi volti a “scoraggiare le minacce e promuovere la stabilità e la sicurezza in tutto il Medio Oriente”. Tuttavia, la realtà sul campo parla di una sicurezza compromessa: l'agenzia britannica Ukmto ha riferito che una nave portarinfuse è stata colpita da un proiettile a 23 miglia da Doha, provocando un incendio a bordo. Emirati, intercettati due droni. Nessun ferito Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 2 droni "provenienti dall'Iran". A riferirlo e' un comunicato del ministero della Difesa emiratino. "Non sono stati registrati feriti o decessi nelle ultime ore", si chiarisce nella nota. "Il ministero della Difesa è in stato di massima allerta" per "affrontare qualsiasi minaccia e contrastare con fermezza tutto cio' che mira a destabilizzare la sicurezza dello Stato, per garantendo la salvaguardia della sua sovranita', sicurezza e stabilita', e proteggere i suoi interessi", assicura il governo emiratino. "Dall'inizio degli attacchi iraniani, le difese aeree emiratine hanno intercettato 551 missili balistici, 29 missili da crociera e 2265 droni", precisa il comunicato, con la morte "di dieci civili di nazionalita': pakistana, nepalese, bangladese, palestinese, indiana ed egiziana", ricorda il comunicato. Il totale dei feriti e' di 230 feriti. Il fronte interno e la guerra economica In un discorso alla nazione, il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha inquadrato lo scontro come una mutazione della strategia avversaria. “Dopo il fallimento nella guerra militare, il nemico sta cercando di trasferire la guerra sul terreno economico”, ha affermato Pezeshkian. Il presidente ha esortato la popolazione alla resistenza, dichiarando che “il popolo deve far fallire anche questo complotto, con la sua partecipazione e collaborazione”, e che “il Paese ha bisogno di un movimento popolare di massa volto a riformare i modelli di consumo”. Dal punto di vista militare, Teheran rivendica la tenuta del sistema. Per il colonnello Nia, “Stati Uniti e Israele hanno fallito nel loro attacco all'Iran”. Secondo l'ufficiale, l'analisi delle operazioni dimostra che “nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto” e che “l'equilibrio politico del sistema non è stato intaccato, anzi l'unità e la coesione interne sono state rafforzate”.
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