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Trump: "Teheran non è pronta a un accordo". Berlino e Londra: "Non è una guerra della Nato"
Oggi 16-03-26, 19:30
AGI - Il presidente Donald Trump ha dichiarato domenica che la Nato dovrà affrontare un futuro "molto negativo" se non aiuterà alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio fondamentale per il trasporto del petrolio di fatto bloccato dall'Iran nella guerra in Medio Oriente. In una breve intervista al Financial Times, Trump ha affermato che, così come gli Stati Uniti hanno aiutato l'Ucraina nella guerra contro la Russia, si aspetta che l'Europa contribuisca alla riapertura dello Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha fatto impennare i prezzi dell'energia in tutto il mondo. "Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro della Nato", ha aggiunto. Nel corso degli anni e in diverse occasioni Trump ha criticato l'alleanza accusandola di approfittarsi della generosità degli Stati Uniti. Il presidente ha anche affermato che il prossimo vertice di Pechino con il suo omologo cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato, poiché sta esercitando pressioni anche sulla Cina per ottenere l'aiuto necessario all'apertura dello Stretto di Hormuz. "Vorremmo saperlo prima" del vertice, ha detto Trump, sottolineando che la Cina, così come molti paesi europei, dipende più degli Stati Uniti dal petrolio che scorre nel Golfo. "È giusto che coloro che beneficiano dello Stretto contribuiscano a garantire che non accada nulla di male", ha affermato Trump. Richieste specifiche e impatto sui mercati Interpellato sull'aiuto specifico che sta cercando, Trump ha dichiarato al Financial Times di volere dragamine e "persone che mettano fuori combattimento alcuni attori malintenzionati lungo la costa iraniana". L'incertezza sulla durata della guerra contro l'Iran ha scosso i mercati petroliferi, dove i prezzi del greggio sono aumentati vertiginosamente nelle ultime due settimane a causa dei rischi per l'offerta. "L'Iran non è pronto per l'accordo" Trump ha poi detto che "stiamo parlando" con l'Iran, ma che non è "pronto" per un accordo che ponga fine alla guerra. "Sì, ci stiamo parlando", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, senza specificare la natura di tali colloqui, quando gli è stato chiesto se fosse in corso un'azione diplomatica per porre fine a un conflitto che si è esteso in tutto il Medio Oriente e ha scosso i mercati globali. "Non credo che siano pronti. Però ci stanno arrivando", ha aggiunto il tycoon. Il ministro degli Esteri iraniano aveva precedentemente negato che fossero in corso colloqui con gli Stati Uniti. Trump ha affermato di non essere sicuro di voler raggiungere un accordo per porre fine alla guerra "perché, prima di tutto, nessuno sa con chi si ha a che fare, dato che la maggior parte della loro leadership è stata uccisa". La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e decine di altri funzionari iraniani sono morti il primo giorno degli attacchi israeliani-americani, il 28 febbraio. Trump ha tuttavia insistito sul fatto che "vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo". Il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran non è interessato a colloqui con gli Stati Uniti, respingendo la posizione di Trump. "Siamo stabili e abbastanza forti. Stiamo solo difendendo il nostro popolo", ha detto Araghchi a "Face The Nation" della CBS, in un'intervista andata in onda domenica. "Non vediamo alcun motivo per cui dovremmo parlare con gli americani, perché stavamo parlando con loro quando hanno deciso di attaccarci", ha affermato. "Non abbiamo avuto esperienze positive parlando con gli americani". Attacco con un drone alla base italiana in Kuwait. Nessun ferito Ieri mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone. Nessun ferito ma è stato distrutto un velivolo della Task Force Air italiana. Voli sospesi a Dubai Un drone ha causato un incendio vicino all'aeroporto internazionale di Dubai. Lo hanno dichiarato lunedì le autorità cittadine. "Le autorità stanno intervenendo per domare un incendio causato da un incidente legato a un drone nelle vicinanze dell'aeroporto internazionale di Dubai", ha scritto l'Ufficio stampa di Dubai su X. "Sono in corso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti", ha aggiunto. I voli sono stati temporaneamente sospesi all'aeroporto internazionale di Dubai per motivi di sicurezza. "L'Autorità per l'aviazione civile di Dubai annuncia la sospensione temporanea dei voli all'aeroporto internazionale di Dubai come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e del personale", ha pubblicato l'ufficio stampa di Dubai su X. La diretta della giornata: 18.58 Araghchi, "non chiediamo il cessate fuoco, non vogliamo più essere invasi" "Non stiamo chiedendo un cessate il fuoco, questa guerra deve finire in un modo tale che nessun altro nemico possa invadere l'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla tv di Stato iraniana. 18.44 Pezeshkian a Macron: "Non ci arrenderemo ai bulli" Il presidente iraniano, Masoud Pezeskhian, nella sua telefonata con il presidente francese, Emmanuel Macron, ha "sottolineato che l'Iran non ha iniziato questa atroce guerra "che "difendersi da un'invasione è un diritto naturale", "in cui siamo bravi". "L'uso delle basi americane contro l'Iran nella regione, con lo scopo di disturbare i nostri rapporti con i vicini, dovrebbe essere fermato", ha aggiunto il capo di Stato di Teheran su X dando conto del colloquio telefonico con il capo dell'Eliseo. "Pace e stabilità nella regione non possono essere raggiunte ignorando l'invasione sionista-americana nel nostro paese. La Repubblica Islamica dell'Iran non si arrenderà ai bulli", ha evidenziato Pezeshkian. Ci aspettiamo che la comunità globale condanni questa invasione e convinca gli invasori a rispettare le leggi internazionali. "Iniziare una guerra di conquista, basandosi su informazioni false, è un atto medievale nel 21esimo secolo. Parlare di porre fine alla guerra è privo di senso, finché non assicureremo che non ci saranno più attacchi nella nostra terra in futuro", ha concluso. 18.39 Trump, "Israele non userebbe mai le armi nucleari" Il presidente Usa, Donald Trump, in conferenza stampa ha affermato di escludere che Israele possa usare armi nucleari contro l'Iran. "Israele non lo farebbe, non lo farebbe mai", ha affermato. 18.29 Colpito un centro di intelligence nella sede di un'azienda elettrica a Teheran Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito un centro di comando dell'intelligence iraniana situato nello stesso complesso della compagnia elettrica nel cuore di Teheran. "Il regime iraniano integra i suoi centri di comando all'interno di infrastrutture civili, secondo una prassi ricorrente che prevede il posizionamento strategico di infrastrutture militari in aree densamente popolate", ha denunciato l'Idf in una nota. 18.05 Trump, gli alleati Nato non ci aiutano, dovrebbero scattare In conferenza stampa, il presidente Usa, Donald Trump, si e' lamentato degli alleati Nato che non si sono uniti all'intervento in Iran nemmeno per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. "Quando abbiamo bisogno di loro, dovrebbero scattare e mettere a disposizione tutto quello che hanno", ha detto Trump, "ho sempre saputo che era il punto debole della Nato: che loro non sarebbero venuti ad aiutarci anche se noi li abbiamo sempre difesi". 17.59 Merz, non partecipiamo alla missione; obiettivi poco chiari La Germania non contribuirà con mezzi militari a garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz finche' continuerà la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, sottolineando che Berlino non considera il conflitto un'operazione condivisa con gli alleati e che gli obiettivi militari restano "poco chiari". 17.56 Kallas, rischiamo una carestia l'anno prossimo "Rischiamo una carestia l'anno prossimo" lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza, Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri. "Riavviare le spedizioni di fertilizzanti, cibo ed energia attraverso lo Stretto di Hormuz è una priorità urgente e oggi abbiamo discusso le opzioni per proteggere al meglio la navigazione nella regione" ha concluso. 17.38 Pasdaran, attaccheremo le industrie Usa nella regione Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno diffuso un comunicato in cui invitavano i dipendenti delle "industrie legate agli Stati Uniti nella regione" ad abbandonare i luoghi di lavoro prima degli attacchi della Repubblica islamica. Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie della Rivoluzione ha avvisato che le industrie o le fabbriche americane o quelle in cui gli americani detengono partecipazioni azionarie saranno prese di mira nelle prossime ore e ha invitato i lavoratori e i residenti locali a evacuare queste aree per mettersi in salvo. Come fa notare Raido Fardia, il comunicato non menziona i nomi dei Paesi o delle industrie e delle fabbriche nel mirino dei Pasdaran e non è chiaro come la popolazione locale dovrebbe sapere quali aziende hanno azionisti americani. 17.32 Trump, gli altri Paesi ci aiutino con lo Stretto di Hormuz Il presidente Usa, Donald Trump, ha rinnovato l'appello agli altri Paesi ad aiutare gli Stati Uniti a risolvere lo stallo nello Stretto di Hormuz, crocevia chiave per il traffico mondiale di petrolio. "Incoraggiamo fortemente le altre nazioni le cui economie dipendono da questo passaggio molto piu' della nostra. Noi otteniamo meno dell'1% del nostro petrolio da questo passaggio. Alcuni Paesi, invece, ne ricevono molto di piu'", ha detto Trump, "il Giappone ne riceve il 95%, la Cina il 90%, molti Paesi europei ne ricevono parecchio. La Corea del Sud ne riceve il 35%. Quindi vogliamo che vengano ad aiutarci con lo Stretto: noi lo abbiamo messo in ottime condizioni". 17.30 Trump, attacchi dei missili ridotti del 90%, quelli dei droni del 95% Dall'inizio del conflitto con l'Iran, gli Stati Uniti e Israele hanno colpito ""7 mila obiettivi" e "ottenuto la riduzione del 90 per cento dei lanci missilistici" di Teheran e il "95 per cento degli attacchi con i droni". Lo ha detto il presidente Donald Trump nel corso di una conferenza stampa in corso alla Casa Bianca. 16.59 Israele non esclude l'invio di navi come scorta a Hormuz "Non escludo nulla". Cosi' l'ambasciatore israeliano presso l'Onu, Danny Danon, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se lo Stato ebraico invierà navi militari per scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. "Credo che il presidente Trump stia agendo con grande fermezza e chiarezza morale, e Israele farà tutto il necessario per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti", ha sottolineato, affermando che "la chiusura dello Stretto di Hormuz non è un problema per gli Stati Uniti o per Israele, è un problema per il mondo intero". 16.00 Missili intercettati, detriti vicino all'ufficio di Netanyahu Detriti di un missile intercettore sono caduti vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, mentre Channel 12 ha pubblicato un video di un largo frammento che ha centrato il tetto di un'abitazione a Gerusalemme Est e un altro di formato ridotto ha bucato il soffitto di una sinagoga. Detriti sono stati segnalati dalla polizia anche a Safed, nel nord di Israele, e a Beit Shemesh dove un auto è stata danneggiata. 15.30 Media, Khamenei ha nominato il suo consigliere militare La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha nominato come suo consigliere militare Mohsen Rezaei, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica. Lo riporta l'emittente saudita Al-Hadath e l'agenzia iraniana Meh 14.42 Attacco di droni negli Emirati, un edificio in fiamme Un attacco di droni ha provocato un incendio in un edificio nell'emirato di Umm Al Quwain, nel nord degli Emirati Arabi Uniti, ma non si sono registrati feriti, secondo quanto riferito dalle autorità. "I dipartimenti competenti dell'emirato hanno immediatamente adottato le misure necessarie per gestire l'incidente", hanno dichiarato le autorità in un comunicato, senza fornire dettagli sull'edificio preso di mira. 13.02 Idf, distrutto un centro satellitare a Teheran L'esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto un centro spaziale iraniano nel cuore di Teheran. Il sito, si legge in un post dell'Idf, "era utilizzato per sviluppare capacita' di attacco ai satelliti nello spazio" e rappresentava "una minaccia per i satelliti del governo israeliano, nonché per le risorse spaziali di altri paesi in tutto il mondo". Nel centro si sviluppavano programmi militari "tra cui quello del satellite Chamran 1" che era stato costruito "dalle industrie elettroniche del ministero della Difesa iraniano e lanciato nello spazio dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie nel settembre del 2024", riferisce ancora la nota. 12.31 - Araghchi, Hormuz chiuso solo ai nemici Lo stretto di Hormuz è aperto, ma non ai nemici. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "A nostro avviso, lo stretto di Hormuz è aperto ed è chiuso solo ai nemici", ha detto a quanto riportano i media iraniani. 12.04 - Raid Idf nel sud del Libano, colpita una moschea, 4 corpi recuperati Sono proseguiti i raid dell'esercito israeliano nel Libano meridionale contro presunti obiettivi Hezbollah in diverse località, colpendo anche una moschea mentre quattro corpi sono stati recuperati dalle macerie. Il quotidiano L'Orient Le Jour riferisce di raid dell'Idf su Aitit e Jbal el-Botm, nel distretto di Tiro, a Touline e Khiam (Marjeyoun). Nel distretto di Serail, a Nabatieh, è stata coinvolta nei bombardamenti la moschea di Abu el-Fadel. L'artiglieria israeliana ha bombardato anche la città di Yohmor el-Chaqif (Nabatiyeh) e la periferia di Qabrikha (Marjeyoun). Nel frattempo, i corpi di Youssef el-Saghir, di sua moglie e dei loro due figli sono stati recuperati dalle macerie di Qantara (Marjeyoun) dopo due giorni di ricerche. In una dichiarazione, il ministero della Salute ha indicato che i raid israeliani sulla citta' hanno provocato quattro morti, tra cui due bambini. 11.56 - Starmer, lavoriamo a un piano sostenibile per Hormuz La Gran Bretagna sta lavorando insieme ai partner per un piano "sostenibile" per far riaprire lo stretto di Hormuz alla navigazione. Lo ha annunciato il premier Keir Starmer in una conferenza stampa. 11.19 - Mojtaba a Mosca per cure, no comment di Mosca Il Cremlino non ha voluto commentare le indiscrezioni secondo cui la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sarebbe a Mosca per cure mediche. Lo riporta la Tass, nel riferire del briefing quotidiano del portavoce Dmitry Peskov. 11.06 - Germania, la Nato non ha competenza su Hormuz "Le circostanze non sono cambiate affatto da ieri sera. Non mi risulta nemmeno che la Nato abbia preso una decisione in questa direzione o che abbia una competenza diretta sullo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue, rispondendo alle dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, che chiedeva un impegno Nato nello Stretto di Hormuz. "Se cosi' fosse, naturalmente gli organi della Nato se ne occuperebbero. In ogni caso, discuteremo della questione anche oggi qui. E' chiaro che tutti hanno interesse a garantire la liberta' della navigazione marittima. Questo vale per il Mar Rosso, che e' l'ambito della missione Aspides, ma anche per lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto 10.47 - Idf, nuova ondata attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz Le forze israeliane hanno annunciato di avere dato il via "a una vasta ondata di attacchi" in Iran. Obbiettivi, si legge in una nota, "le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz". 10.18 - Media: altra scuola attaccata dalle forze Usa-Israele Le forze americane e israeliane hanno attaccato un'altra scuola in Iran. Lo riferiscono i media statali. Nel mirino un istituto di Khomeyn, nella provincia centrale di Markazi. Nei primi giorni della guerra, le forze alleate hanno bombardato una scuola di Minab: oltre 170 i bambini morti. 9.04 - Idf, nuovo attacco missilistico su Israele L'Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico su Israele. Lo ha annunciato l'Idf. 8.52 - Iran: "Ford nel Mar Rosso è una minaccia. Colpiremo" L'Iran ha minacciato di colpire i centri che forniscono supporto logistico alla portaerei americana Gerald Ford di stanza nel Mar Rosso. "La presenza della portaerei statunitense USS Gerald R. Ford nel Mar Rosso e' considerata una minaccia per l'Iran", ha detto il portavoce del comando unificato, a quanto riporta l'agenzia Fars. "Pertanto, i centri logistici e di supporto di tale gruppo navale nel Mar Rosso sono considerati obiettivi delle Forze Armate iraniane", ha avvertito. 8.31 - Israele: "Hamas scrive a Mojtaba. Golfo debole, vai avanti" Israele ha divulgato quella che sostiene essere una lettera di Hamas al leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, in cui il movimento islamista chiede di continuare colpire duramente nel Golfo. "Nuova prova schiacciante: una lettera segreta di Hamas indirizzata alla nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, in cui lo esorta a intensificare la guerra in tutto il Medio Oriente, in Libano, Iraq, Yemen e su ogni fronte possibile", si legge in un post del ministero degli Esteri iraniano a commento della foto di una lettera in carta intestata di Hamas. "La lettera deride gli stati del Golfo definendoli 'deboli'. La prova che i palestinesi tradiscono i loro fratelli arabi", afferma ancora il ministero. 8.05 - Kallas: allentamento sanzioni Russia pericoloso precedente "E' importante che l'attenzione sul Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che l'attenzione non si affievolisca. L'allentamento delle sanzioni sul petrolio e sulla Russia da parte nostra rappresenta un pericoloso precedente, perche' in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno fondi per la guerra, piuttosto che di più fondi". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio esteri. "E ovviamente, la chiusura dello Stato di Hormuz è anche un vantaggio per la Russia, che la utilizza per finanziare questa guerra" ha concluso. 7.42 - Graduale ripresa dei voli all'aeroporto di Dubai L'Autorità per l'aviazione civile di Dubai ha annunciato la graduale ripresa di alcuni voli da e per l'aeroporto internazionale di Dubai verso alcune destinazioni, dopo la sospensione dovuto a un attacco con droni. In una nota, si consiglia ai passeggeri di contattare la propria compagnia aerea per gli aggiornamenti sui propri voli. 7.24 - Idf, in corso a sud del Libano operazioni di terra mirate L'esercito israeliano ha annunciato di aver iniziato quelle che ha definito "operazioni di terra limitate" contro Hezbollah nel sud del Libano."Negli ultimi giorni, le truppe Idf della 91 divisione hanno avviato operazioni terrestri limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah nel sud del Libano, volte a rafforzare l'area difensiva avanzata", si legge in un comunicato dell'esercito. 6.40 - L'Arabia Saudita ha intercettato più di 60 droni Il Ministero della Difesa saudita ha pubblicato una serie di dichiarazioni su X in cui descrive l'intercettazione di un totale di 61 droni nella parte orientale del Paese nelle prime ore di lunedì mattina.
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