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Estero
Ucciso in Libano soldato francese dell'Unifil. Macron accusa Hezbollah
Oggi 18-04-26, 15:48
AGI - Un soldato francese, impegnato nella missione Unifil in Libano, è stato ucciso nel sud del Paese. Lo rende noto il presidente Emmanuel Macron secondo cui la responsabilità è del gruppo armato libanese Hezbollah. "Il sergente capo Florian Montorio del 17esimo reggimento del genio paracadutista di Montauban è caduto questa mattina nel sud-Libano durante un attacco contro l'Unifil", scrive su X il capo dell'Eliseo. "Tre dei suoi fratelli d'arme sono feriti e sono stati evacuati. La Nazione si inchina con rispetto e rivolge il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutti i nostri militari impegnati per la pace in Libano. Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah. La Francia esige dalle autorità libanesi che arrestino immediatamente i colpevoli e assumano le loro responsabilità al fianco dell'Unifil", aggiunge. La dinamica dell'attacco a Ghanduriyah Successivamente l'Unifil fa sapere i dettagli della circostanza che ha portato alla morte del soldato francese. Il militare faceva parte di una pattuglia dell'Unifil impegnata nella bonifica di ordigni esplosivi lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah, nel sud del Libano, che è stata attaccata con armi leggere da "attori non statali". Nell'attacco un peacekeeper è morto per le ferite riportate, mentre altri tre sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave. I militari feriti sono stati trasferiti in strutture sanitarie per ricevere cure. La condanna e le indagini internazionali La missione delle Nazioni Unite in Libano esprime "le più sincere condoglianze" alla famiglia, agli amici e ai colleghi del peacekeeper ucciso, augurando una pronta guarigione ai feriti. L'Unifil ha condannato l'attacco, definendolo deliberato e rivolto contro personale impegnato in attività previste dal mandato, sottolineando come il lavoro delle squadre di sminamento sia essenziale nell'area operativa, soprattutto dopo le recenti ostilità. La missione ha avviato un'indagine per chiarire le circostanze dell'accaduto. Violazioni del diritto internazionale e crimini di guerra "Una prima valutazione indica che il fuoco sarebbe partito da attori non statali, presumibilmente Hezbollah". L'Unifil richiama tutti gli attori al rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale, ribadendo che attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu e possono configurare crimini di guerra. Infine, la missione invita il governo libanese ad avviare rapidamente un'indagine per identificare e perseguire i responsabili dell'attacco.
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