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Estero
Un anno di Trump, l'America First alla Casa Bianca
Oggi 18-01-26, 14:38
AGI - In una soleggiata mattina di gennaio in Florida, Donald Trump era impegnato a scegliere marmo e onice per la nuova sala da ballo alla Casa Bianca. Poche ore dopo, seguiva da una 'situation room' l'operazione militare in Venezuela che ha portato alla deposizione del presidente Nicolas Maduro. È una giornata - una delle tante - che racconta bene il modo in cui Trump sta interpretando il suo secondo mandato: una leadership fortemente personale, capace di imprimere il proprio stile tanto sulla scena interna quanto su quella internazionale. Entrando nel suo secondo anno del secondo mandato, Trump appare sempre più determinato a esercitare il potere senza esitazioni, convinto di avere un sostegno politico forte. Se il primo mandato dell'ex star dei reality era stato segnato da continue turbolenze mediatiche, il secondo è caratterizzato da una volontà più esplicita di lasciare un'impronta duratura sulla carica più potente del mondo. Il nuovo corso e le prime azioni Il nuovo corso è iniziato il 20 gennaio 2025 con un'apparizione nello Studio Ovale durante la quale Trump, a colpi di decreti, ha concesso la grazia a centinaia di suoi sostenitori coinvolti nell'assalto al Campidoglio quattro anni prima e ha spazzato via mesi se non anni dell'amministrazione di Joe Biden che l'aveva preceduto. Da allora il presidente repubblicano ha mantenuto un ritmo sostenuto, ricorrendo ampiamente a ordini esecutivi e dichiarazioni di forte impatto, spesso presentate come un tentativo di rimettere al centro la volontà popolare e di correggere quella che definisce l'inerzia dell'establishment di Washington. Effetti internazionali e visione personale Nel frattempo, la sua azione ha avuto effetti anche oltre i confini degli Stati Uniti: i dazi commerciali hanno scosso i mercati globali e alcune prese di posizione hanno contribuito a ridefinire gli equilibri internazionali. Non manca di ricordare di aver fatto cessare otto guerre nel mondo, la più rilevante quella tra Israele e Gaza. Le sue iniziative di pace in Ucraina non sono ancora andate in porto. Ma l'obiettivo è riuscirci in tempo per il Premio Nobel per la Pace 2026. Interpellato dal New York Times sui limiti del suo potere, Trump ha risposto in modo diretto: "C'è una cosa, la mia moralità", rivendicando una visione personale della responsabilità presidenziale. Agenda ambiziosa e tensioni interne L'anno si è aperto con un'agenda ancora più ambiziosa: dalla linea dura contro il Venezuela alle dichiarazioni sulla Groenlandia, con le minacce di dazi ai Paesi europei che si oppongono, fino al pugno di ferro contro la migrazione irregolare spesso fonte di tensioni in un'America sempre più polarizzata. Il caso di una donna 37enne uccisa da un agente dell'Ice durante un'operazione a Minneapolis ha scatenato nuove proteste. Sfide future e consenso politico Resta però da capire quanto questo approccio possa reggere nel tempo, anche considerando che il presidente compirà 80 anni a giugno. Un banco di prova decisivo potrebbe arrivare con le elezioni di midterm di novembre. Tradizionalmente considerate un referendum sul capo della Casa Bianca, quest'anno potrebbero offrire un giudizio ancora più diretto sulla sua leadership. I sondaggi mostrano un consenso altalenante, mentre l'amministrazione è impegnata a dimostrare che le sue politiche economiche stanno producendo risultati tangibili, in un contesto segnato dalle preoccupazioni degli elettori per il costo della vita. Nel suo discorso a Davos - la prossima settimana - si concentrerà proprio su questo. Andamento economico L'economia americana è cresciuta a un tasso annualizzato del 4,3% nel terzo trimestre del 2025, il ritmo più rapido degli ultimi due anni e ben al di sopra delle aspettative degli economisti. Il Fondo monetario internazionale ha alzato le sue previsioni di crescita per il 2026 di tre decimi di punto percentuale, al 2,4%, rispetto alle precedenti previsioni di ottobre, con l'attenuarsi degli effetti della guerra commerciale. Nei primi mesi del secondo mandato di Trump, l'inflazione si è avvicinata in modo allettante all'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve, prima di aumentare nel corso dell'estate, raggiungendo il 3% a settembre, e scendere di nuovo al 2,7% a novembre. Il tasso di disoccupazione è al 4,4%. Da quando si è insediato Trump, l'S&P 500 è aumentato del 14,7%. Limiti giuridici e politica estera Sul piano istituzionale, Trump deve fare i conti anche con possibili limiti giuridici. La Corte Suprema potrebbe intervenire su alcuni aspetti della politica commerciale, mentre l'uso estensivo degli ordini esecutivi solleva interrogativi sulla solidità delle riforme nel lungo periodo. "Il problema di governare per decreto è che ciò che si costruisce di giorno può essere smontato dal successore di notte", osserva con l'Afp William Galston della Brookings Institution, sottolineando il rischio di risultati meno duraturi. Con dossier complessi come Venezuela, Iran, Groenlandia, Ucraina e Gaza al centro dell'agenda del 2026, il presidente che ha fatto dello slogan "America First" il suo marchio resta fortemente impegnato anche sul fronte internazionale. Una scelta che, secondo alcuni analisti, potrebbe avere un costo politico interno. "Per molti elettori la priorità era l'economia domestica", spiega ancora Galston. "E questo è un equilibrio che Trump dovrà continuare a gestire".
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