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Politica
Groenlandia, Meloni sente Trump: "Sbagliato aumentare i dazi"
Oggi 18-01-26, 15:14
AGI - All'indomani dell'annuncio di nuovi dazi da parte di Donald Trump nei confronti dei Paesi coinvolti nell'invio di truppe in Groenlandia, il dossier artico rimane uno dei punti più sensibili dell'agenda internazionale. In questo quadro, Giorgia Meloni si muove su un terreno di mediazione tra Stati Uniti ed Europa, mentre a Bruxelles è stata convocata una riunione d'emergenza degli ambasciatori dell'Unione europea per valutare l'impatto delle misure statunitensi. Da Seul, a margine dell'ultima tappa della missione asiatica, la presidente del Consiglio ha affrontato il tema nel corso di un punto stampa con i giornalisti. Meloni sui dazi di Trump sulla Groenlandia Nel merito delle decisioni annunciate dal numero uno della Casa Bianca, la premier ha espresso una posizione critica, spiegando di averne già parlato con lo stesso presidente americano. "La volontà di Trump di aumentare i dazi nei confronti dei Paesi che hanno scelto di contribuire alla sicurezza in Groenlandia "è un errore e non lo condivido", afferma Meloni. Alla base delle tensioni, nella lettura della premier, non ci sarebbe una rottura politica, ma "un problema di comunicazione e interpretazione", per cui, secondo la premier, ora vi sia la necessità di "riprendere il dialogo per una de-escalation". La presidente del Consiglio ha dunque rivendicato un ruolo attivo nel mantenere aperti i canali di comunicazione tra Washington e le capitali europee, in una fase segnata da forti tensioni diplomatiche: "Qualche ora fa ho sentito sia Trump, a cui ho detto quello che penso, sia il segretario Generale della Nato Rutte, e nel corso della giornata sentirò anche i leader europei", fa sapere Meloni, spiegando che il presidente Usa "è sembrato interessato ad ascoltare". La centralità strategica dell'Artico e della Groenlandia Ancora una volta, nel delineare il quadro strategico, è stata richiamata dunque l'attenzione sulla centralità dell'Artico nello scenario geopolitico globale, su cui il ragionamento della premier si fa più ampio. "La Groenlandia, e in generale tutto l'Artico rappresenta una zona strategica, nella quale va evitata un'eccessiva ingerenza degli attori che possono risultare ostili". Un riferimento che allarga lo sguardo oltre la contingenza e rimanda alla competizione globale sulle rotte e sugli equilibri di sicurezza. Meloni invita quindi a non trasformare le differenze di lettura in una prova di forza tra alleati. "Io credo che la strada giusta non sia quella di discutere tra di noi, ma di lavorare insieme per rispondere a una preoccupazione che ci coinvolge tutti", ribadisce Meloni, che alla domanda dei giornalisti se l'Italia potrebbe partecipare alla missione europea in Groenlandia come segnale di unità, ha risposto: "Ora è prematuro parlarne perché sto lavorando per cercare di abbassare la tensione e di tornare al dialogo". L'obiettivo è dunque evitare un'escalation, perché per Meloni - come ha dichiarato ieri a Tokyo - da Washington c'è una preoccupazione per un'ingerenza eccessiva su una zona strategica, e dal lato europeo c'è una volontà di aiutare ad affrontare questo problema, che è ovviamente anche nostro". Dossier Gaza, il board of peace e il decreto sicurezza Tema Groenlandia che tocca anche il governo, ma non apre crepe nella maggioranza di governo, nemmeno alla luce delle polemiche nate dopo la nota del Carroccio che ha definito "deboli d'Europa" i Paesi che hanno inviato truppe nell'isola. "Nessun problema politico con la Lega", taglia corto la premier. Nel corso del punto stampa è stato poi affrontato anche il dossier Gaza, dopo l'annuncio di Donald Trump della formazione del board esecutivo per Gaza, con l'obiettivo di guidare la transizione e la ricostruzione della Striscia. Meloni fa sapere che l'Italia "è stata invitata a far parte del Board of Peace", un riconoscimento che va letto come la possibilità per Roma di giocare un ruolo di primo piano, pronta a fare la sua parte "per la costruzione del piano di pace". Infine, uno sguardo a un tema di cui la premier ha parlato anche nella conferenza stampa di inizio anno e che l'attende in vista del suo rientro in Italia, ossia il Decreto Sicurezza. "È già stata convocata una riunione per fare il punto con l'obiettivo di accelerare su un provvedimento", annuncia Meloni. "Già prima di Natale avevo parlato con il ministro dell'Interno Piantedosi di lavorare su un nuovo provvedimento ampio, per risolvere alcune priorità come il problema 'baby gang'. Non so se sarà pronto per il prossimo consiglio di ministri, ma intendiamo lavorarci presto", ha assicurato il presidente del Consiglio, che domani, dopo aver incontrato il presidente sudcoreano Lee, concluderà il suo tour diplomatico in Asia e rientrerà nella Capitale.
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