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Cultura e Spettacolo
Un (quasi) beato contro le fake news
Oggi 17-02-26, 02:32
AGI - “Il Signore dice: ‘Io sono la verità’. Non dice che il giornale o la televisione sono la verità”. Chi ha pronunciato queste parole potrebbe essere il futuro beato che mette in guardia su disinformazione e bufale, le ‘fake news’. La causa di beatificazione è già in corso, riguarda il cardinale vietnamita François-Xavier Nguyên Van Thuân. È lui l’autore della frase con un ampio senso figurato che, se adattata, bene inquadra certe distorsioni di oggi. L’alto prelato è morto a Roma il 16 settembre del 2002 all’età di 74 anni. L’espressione fa parte degli insegnamenti che il porporato ha lasciato, supertestimone di una fede vissuta sulla propria pelle e rimasta salda nonostante le lunghe vessazioni subite. Il convegno e il libro testamento Di lui se ne parlerà al convegno annunciato pochi giorni fa dal Dicastero per lo Sviluppo sociale integrale (di cui il vietnamita è stato presidente dal ‘98 fino all’anno della sua scomparsa). L’evento si terrà il 25 marzo prossimo (dalle 16 alle 17,30) nella Sala dei Trattati lateranensi, nel Palazzo apostolico in piazza San Giovanni in Laterano 6a, organizzato in occasione dei 50 anni dalla stesura del libro-testamento del cardinale dal titolo “Il cammino della speranza” (Città Nuova). Tra i presenti anche la sorella Elisabeth Nguyên Thi Thu Hông. La via verso la beatificazione François-Xavier Nguyên Van Thuân è stato chiamato futuro beato perché il 4 maggio 2017 – come riporta il Vaticano - è stato “dichiarato venerabile da papa Francesco, dopo che la fase diocesana della causa di beatificazione si era chiusa nel luglio 2013”. E ora, per arrivare alla meta manca solo un altro passo. Inoltre, il sacerdote è stato anche uno dei martiri del Ventunesimo secolo perché nel 1975, quando Paolo VI lo nominò arcivescovo di Saigon (nel Vietnam del Sud), “con l’avvento del regime comunista – si spiega nella sua biografia sul sito web della Santa Sede - è stato arrestato e messo in carcere dove ha vissuto per tredici anni, fino al 21 novembre 1988, senza giudizio né sentenza, trascorrendo nove anni in isolamento” e celebrando la Messa ogni giorno. Nguyên ha tirato avanti con la forza della speranza. Su pezzetti di carta ha trascritto più di 1001 pensieri “arrivati in Occidente clandestinamente – sottolinea il Dicastero - a varie persone vietnamite che avevano fatto parte dei ‘boat people’ (profughi in fuga dalla repressione politica in quel Paese, ndr)” diventati poi il libro uscito nel 1992. Regole e tappe della santità “La beatificazione – precisa il Dicastero delle Cause dei santi - è la tappa intermedia in vista della canonizzazione. Se il candidato viene dichiarato martire diventa subito beato, altrimenti – prosegue - è necessario che venga riconosciuto un miracolo dovuto alla sua intercessione”. Regole vaticane alla mano, chi è stato fatto santo di certo prima è stato proclamato beato. Infatti, “la canonizzazione – chiarisce sempre il Dicastero - è solo l’ultimo gradino di una scala che ne presuppone altri: il candidato deve essere prima Servo di Dio, poi Venerabile, quindi Beato”. Nella Chiesa è sempre stato così? “I papi – è scritto su ‘Santi e patroni’ della De Agostini - hanno provveduto all’allestimento delle cause di beatificazione e canonizzazione mediante la Congregazione dei riti istituita da Sisto V nel 1588 con la costituzione ‘Immensa Aeterni Dei’. La Congregazione – si aggiunge - è rimasta tale fino al 1969, anno in cui Paolo VI ne divise le competenze tra la Congregazione delle Cause dei santi e quella per il Culto divino. Un ulteriore cambiamento – conclude il testo - fu introdotto con la Costituzione apostolica ‘Divinus perfectionis magister’ emanata nell’83 da Giovanni Paolo II”. E cioè: i miracoli richiesti sono stati ridotti a uno sia per il beato sia per il santo, mentre chi viene riconosciuto martire va dritto alla beatificazione. I numeri della santità Ma quanti sono oggi i santi inseriti nel Martirologio Romano? Stando ai dati di “Mondo cattolico”, i canonizzati sono 1.726, però considerando anche beati, martiri e venerati localmente si ipotizza un numero che va dai 9.000 e i 20.000. Stessa cifra indicata nel lavoro della De Agostini dove si dice che “un’opera imponente redatta oltre mezzo secolo fa da una commissione di studiosi cattolici, la ‘Bibliotheca Sanctorum’ (Città Nuova Editrice) – rileva il Dizionario biografico - ne annovera più di ventimila”. Mentre “il libro ufficiale della santità, il ‘Martyrologium romanum’ - termina il volume - che contiene l’elenco di santi e beati venerati dalla Chiesa, ne elenca circa diecimila”. Insomma, beati loro: un popolo con l’aureola.
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