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Estero
Venezuela: un Mc Donald’s diventa ospedale da campo
Oggi 01-07-26, 16:46
AGI - La capacità di far fronte alle avversità, nonostante le condizioni disperate. Nella città di La Guaira, epicentro del devastante terremoto che una settimana fa ha sconvolto il Venezuela, un gruppo di medici volontari ha deciso di trasformare un McDonald’s in un ospedale da campo. A darne notizia è il giornale spagnolo El Pais, che sottolinea come il fast food - miracolosamente sfuggito alle scosse del sisma - sia diventato per molti un simbolo della resilienza venezuelana, ma anche dell’estrema precarietà di cui sono vittima gli abitanti dell’area. I numeri del disastro Secondo quanto riportato dalle autorità venezuelane, la cifra di edifici toccati dal cataclisma si aggirerebbero intorno agli 850, dei quali “189 vittime di un collasso totale”. Dati scoraggianti per una popolazione allo stremo delle forze. Jorge Rodríguez, il presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente e capo della comunicazione quotidiana in questo momento di crisi, ha annunciato che ad oggi sono stati allestiti 50 accampamenti nella periferia della capitale per ospitare i sopravvissuti, mentre otto nuovi obitori di fortuna sono stati arrangiati per accogliere il numero crescente di salme. La voglia di aiutare In questo clima di estrema necessità, l’idea di allestire un ambulatorio improvvisato è nata dalla testardaggine di uno studente di medicina di Caracas all'ultimo anno, arrivato nei primi giorni per dare una mano ai soccorritori. Inizialmente, il suo piano era quello di sfruttare la zona vicino al McDonald's abbandonato, sfruttando gli alberi al suo esterno per creare una capanna di fortuna con teli e coperte. Il destino però ha aiutato la tenacia del giovane medico. Uno dei suoi primi pazienti, infatti, si è rivelato essere un poliziotto, colpito da un calo di pressione. Dopo averlo stabilizzato il futuro dottore ha chiesto all’agente il permesso di lavorare all’interno della panineria, così da poter lavorare in condizioni migliori. Riutilizzare gli spazi L'accordo stipulato con le forze dell’ordine prevede l'ingresso dei medici nel locale, mentre gli agenti si occupano di proteggerli da furti o assalti, sempre più frequenti nella zona. Dopo aver rimosso le macerie, l’ambulatorio è entrato subito in attività. I volontari hanno allestito i nuovi spazi. La sala operatoria è posta in quella che fino a 7 giorni fa era la sala da pranzo al primo piano, la farmacia vicino al bancone dove si servivano gli hamburger e il piano superiore come zona notte, con materassi logori dove dormono medici e infermieri. Nonostante la precarietà, la struttura dispone anche di una farmacia ben rifornita, dov’ è possibile trovare di tutto: analgesici per via endovenosa, materiale chirurgico, ansiolitici e persino medicinali veterinari per curare gli animali domestici nella zona del parcheggio, dove fino a pochi giorni fa i clienti passavano in auto a ritirare i loro panini. Al piano superiore ospitano anche i gruppi di soccorritori internazionali, che altrimenti non avrebbero un posto dove passare la notte. Uno spiraglio di luce nel buio di una delle peggiori tragedi nazionali della storia del Paese, simbolo di una solidarietà che sfrutta l’ingegno e non si piega di fronte alle avversità.
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