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Politica
Vertice a Chigi del centrodestra, si accelera su energia, nucleare e legge elettorale
Oggi 06-05-26, 21:10
AGI - In linea con l'Unione europea continuando il dialogo con gli Usa. Accelerare sul piano energetico nazionale e sul nucleare, proseguire nella strada della deroga al patto di stabilità Ue per le spese per l'energia. Il vertice dei leader del centrodestra che si è tenuto a palazzo Chigi ha fatto il punto sui dossier sul tavolo. Non si sarebbe parlato di nomine della Consob e dell'Antitrust, al momento non è prevista una riunione del Consiglio dei ministri. "Le crisi internazionali confermano che non possiamo più essere dipendenti, ora noi siamo dipendenti, il nucleare è una scelta, essere contro vuol dire essere contro i nostri figli, quindi si deve dire sì al nucleare", ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Le priorità energetiche "I presenti hanno quindi esaminato le priorità e i possibili provvedimenti da adottare nei prossimi mesi, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e fronteggiare l'attuale fase di emergenza", ha spiegato una nota della maggioranza al termine della riunione nella quale si è parlato anche del tema della legge elettorale, con l'obiettivo di andare avanti, anche nella ricerca di un dialogo con l'opposizione. Lo scontro sulla legge elettorale Dialogo che, però, al momento non decolla. Anzi, dalle opposizioni resta il no secco alla proposta del centrodestra, giudicata "irricevibile". Ma nella maggioranza si attende la fine delle audizioni, ora in corso in commissione alla Camera, per poi valutare nel merito le possibili correzioni da apportare al testo che, tutti, sia in FdI che in Forza Italia e Lega, danno ormai per assodate. Il nodo del premio di maggioranza Fermo restando il paletto sul premio di maggioranza, che non si tocca: "deve esserci", è il mantra. Semmai, si può intervenire sulle modalità di attribuzione, come ad esempio una sorta di premio variabile. Le forze di maggioranza, dopo il vertice tra i leader, confermano in Parlamento l'obiettivo di approvare la riforma della legge elettorale, con il timing già ipotizzato del via libera della Camera prima della pausa estiva. Le ipotesi di modifica E tra le ipotesi di modifica c'è la proposta studiata da FI di non attribuire il premio di maggioranza qualora, dopo le elezioni, si determinino due maggioranze diverse tra Camera e Senato. In quel caso, viene spiegato da fonti azzurre ben informate sul dossier, l'idea è di non assegnare il premio ma di lasciare il proporzionale puro e rimettere nelle mani del Capo dello Stato, dopo le dovute consultazioni, la scelta su come procedere. Ballottaggio e compattezza della maggioranza Presupposto del ragionamento è l'eliminazione del ballottaggio, ora previsto dal testo depositato alla Camera. Sulla sua eliminazione, del resto, ci sarebbe la convergenza di tutti gli alleati. In ogni caso, FI assicura lealtà al patto siglato sulla riforma del Rosatellum, nessuna divisione interna, assicurano i forzisti, negando le ricostruzioni secondo cui si vorrebbe procedere ma senza fretta. La linea politica Sulla legge elettorale si va avanti, è la linea che viene ribadita anche dopo la riunione che il leader Tajani ha avuto ieri con i vertici ed esperti del partito. Stessa linea dettata da Salvini: "procederemo dritti", ha detto il leader leghista dopo il vertice a Chigi. Dal quale viene appunto fatta filtrare la volontà di andare avanti con compattezza. Anche in FdI si ribadisce l'obiettivo di proseguire serrati, nessuna blindatura del testo ma le opposizioni non possono pretendere di arroccarsi e dire solo no. Il confronto con le opposizioni Insomma, va bene il dialogo - è il ragionamento - ma sia chiaro che andremo avanti con la riforma anche se il centrosinistra non ci sta.
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