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Estero
Zelensky: “Escludere l’Europa dai negoziati è un grave errore”
Oggi 14-02-26, 21:27
AGI - A pochi giorni dal terzo giro di colloqui previsto martedì prossimo a Ginevra, in vista dei quali Mosca ha cambiato negoziatore in corsa, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si rivolge alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, e avverte gli Stati Uniti, con parole forse mai così nette, che "escludere l'Europa dal tavolo è un grave errore". "L'Europa non è praticamente presente al tavolo ed è stato un grave errore, la voce dell'Europa deve essere presa in considerazione", ha avvertito il leader di Kiev, che fa trasparire una sottile frustrazione nei confronti dell'alleato americano che "parla e discute di concessioni solo per quanto riguarda l'Ucraina, e non la Russia" e non fa ancora chiarezza sulle garanzie di sicurezza, per quanto queste ultime, nelle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, sarebbero "pronte al 97%". Nondimeno, dopo un bilaterale in serata con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, Zelensky ha lodato "l'approccio costruttivo" di Washington e ha auspicato che i negoziati in Svizzera siano "seri e sostanziali", pur ammettendo di avvertire una "certa pressione" da parte di Trump. Quanto alla richiesta di indire elezioni, il presidente ucraino si è detto disposto a organizzarle purché gli vengano dati "due mesi di tregua". La necessità di coinvolgere l'europa nei negoziati La necessità di coinvolgere il vecchio continente nella trattativa è stata subito colta dal ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, il quale, durante una tavola rotonda, ha ricordato che, se all'inizio del conflitto gli americani davano un contributo massiccio ed era quindi corretto che avessero un ruolo guida, "ora stiamo pagando noi". Il contributo finanziario e la sicurezza globale "Forse ciò non arriva nell'infosfera Usa ma il loro contributo è ora vicino allo zero mentre noi compriamo armi Usa da dare all'Ucraina", ha sottolineato il capo della diplomazia di Varsavia, "al Congresso non solo non è in discussione un pacchetto di aiuti ma nemmeno ve ne è la prospettiva". "Se paghiamo e difendiamo la sicurezza dell'Ucraina meritiamo un posto al tavolo", ha proseguito Sikorski, "la posta in gioco è altissima, non si parla solo del futuro e della sicurezza dell'Ucraina ma del posto dell'Europa nella futura distribuzione del potere mondiale". "Chi sarà la terza gamba dopo Usa e Cina: la Russia o la Ue? Non chiedetemi qual è la risposta che preferisco", ha concluso il ministro polacco.
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