s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Sport
La settimana di passione (e paura) del calcio italiano
Oggi 23-03-26, 06:10
Sta per cominciare la settimana più lunga del calcio italiano. Piena di passione, ma anche di paura. L’unica settimana in cui i 50 milioni di italiani che pagherebbero per sedersi sulla panchina della Nazionale non vorrebbero essere nei panni di Ringhio Gattuso, il “frate trappista”, come lo ha definito Gravina. Lo lasciano solo, pronti a impallinare lui, Gravina e soci se le cose dovessero andare male per la terza volta di fila, lasciando un’altra generazione di ragazzi senza l’azzurro per cui tifare al Mondiale americano, il più numeroso e diffuso mai visto prima. Si comincia giovedì a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, sperando poi di proseguire la marcia martedì 31 contro Galles o Bosnia. “Serve una specie di chiamata alle armi – ha detto il presidente federale –, quella che vuole anche Gattuso. La spinta del paese deve portare questi ragazzi in America a costo di andarci a nuoto”. Nel nuoto in effetti non siamo male. Puntare su Bergamo, uno stadio gioiello, una società che ha sempre lavorato benissimo sui giovani, poteva avere anche un senso filosofico. Oggi, ritrovarsi sull’erba dove il Bayern ne ha rifilati sei all’Atalanta (più i quattro del ritorno) può sembrare un brutto presagio. In realtà non è altro che la fotografia del nostro calcio rimasto fuori dall’Europa che conta con i nostri club. Non avremo italiane nei quarti di Champions League in una stagione dove resta ben poco da ricordare. L’Atalanta che dopo il miracolo con il Borussia Dortmund si scioglie contro il Bayern Monaco si aggiunge alla disfatta dell’Inter nella finale dello scorso anno. Sono immagini impietose, ma anche realistiche del nostro pallone. Lo scenario sul quale sta lavorando Ringhio Gattuso per portarci al Mondiale. Qualcuno ha avuto notizie di uno stage azzurro per preparare la sfida? Qualcuno ha notizia di una sosta del campionato per permettere a Ringhio di avere qualche giorno in più? Sembra quasi che della Nazionale non interessi a nessuno di quelli che gestiscono i club (e a leggere certe rose zeppe di inutili stranieri se ne ha la conferma). A peggiorare la situazione ci si è messa anche la sfortuna che ha fermato ai box Zaccagni, Verratti, Di Lorenzo e Gabbia, senza contare gli acciacchi di Bastoni e Calafiori (per fortuna è invece rientrato l’allarme Tonali, oggi come oggi è il miglior centrocampista italiano). Siamo però a un punto dove anche le scuse più valide farebbero l’effetto di un foglio di carta velina in mezzo a una tormenta. La Figc, intanto, si è portata avanti, ha presentato un nuovo “Progetto tecnico del calcio giovanile italiano” per pensare al futuro. Un messaggio alla politica che aspetta Gravina con il fucile puntato per impallinarlo in caso di mancata qualificazione (nei corridoi e non solo in quelli sono già cominciate le manovre degli avvoltoi). “Io intanto varo il piano per il futuro, poi vediamo”, il messaggio presidenziale. “È un progetto che interessa il cuore del calcio italiano – ha dichiarato il presidente Gravina – e nasce dalla necessità di dare nuovo slancio all’attività giovanile. È una riforma che nasce da una profonda riflessione, supportata da un ampio studio di benchmarking internazionale, e che avvicina la nostra Federazione al resto d’Europa, anche grazie alla nomina di Maurizio Viscidi quale direttore tecnico per l’attività giovanile. Abbiamo deciso di completare il nostro progetto per avviare una sorta di new deal nella valorizzazione delle ‘radici azzurre’, con l’obiettivo di creare una vera e propria officina del talento italiano”. Il calcio italiano vince a livello giovanile, poi si perde per strada. La nostra migliore gioventù non trova spazio in Serie A. Non ha le autostrade per crescere che hanno avuto i ragazzi che oggi illuminano il nostro sport come Sinner o Antonelli. “La nostra Federazione, a differenza di altre realtà europee, non ha mai avuto negli enti di coordinamento una figura di direttore tecnico – spiega Gravina – per questo abbiamo ritenuto opportuno introdurla, nel pieno rispetto delle autonomie del Settore tecnico, dei relativi consigli del Settore giovanile e scolastico e del Club Italia. Vogliamo incidere in maniera sempre più positiva sul divertimento e sulla formazione dei bambini, per poi coltivare talenti attraverso un programma ambizioso e molto strutturato”. Senza l’aiuto dei club però anche questa meritevole operazione rischia di produrre solo nuovi risultati a livello giovanile per poi disperdere i talenti. Il progetto affidato a Viscidi, uno che sa bene di che cosa si parla, ha un obiettivo chiaro: “Vogliamo porre l’accento sull’aspetto tecnico, perché stiamo notando che, in Italia, si sta forse un po’ esagerando con la tattica e con la ricerca del risultato. Cercheremo, come Federazione, di far presente che la tecnica deve tornare al centro della formazione dei giovani calciatori. Proporremo un modello di allenamento ai club e affiancheremo tecnici e società nel lavoro quotidiano, perché se miglioriamo il singolo, miglioriamo il collettivo”, ha detto il direttore tecnico. Ammirevole. Ma poi? Questi ragazzi troverebbero spazio in Serie A? Il problema a questo punto però è uno solo: se la Nazionale dovesse mancare il Mondiale che fine farà questo progetto? Finirà appallottolato in qualche cestino mentre comincerà l’ennesima caccia al colpevole. E questa volta non sarebbe facile per Gravina resistere agli assalti che arriveranno da ogni direzione. Tu puoi anche aver proposto il miglior piano di crescita degli ultimi anni, aver ingaggiato uomini di valore (da Prandelli a Viscidi fino a Perrotta e Zambrotta), ma senza la qualificazione al Mondiale, tutto sarebbe inutile. Gattuso ha una responsabilità in più, povero. Come se non avesse già abbastanza pesi sulle spalle. La mancata qualificazione farebbe crollare il palazzo e tutte queste belle parole. Aver presentato il progetto a una settimana dalla partita della vita suona davvero come un messaggio a chi vorrebbe mettere le mani sulla federazione. Una giocata all’attacco prima di doversi difendere. Gattuso, salvaci tu.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Il Foglio
13:26
Meloni: "Affluenza record? Una buona notizia"
Il Foglio
11:05
La MotoGp 2026 nel segno di Marco Bezzecchi e dell'Aprilia
Il Foglio
10:50
Il referendum svilito
Il Foglio
06:10
