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Le bandiere russe e bielorusse alle Paralimpiadi. Tajani e Abodi contrari, Salvini a favore
Oggi 19-02-26, 09:40
"Il Governo italiano esprime la sua assoluta contrarietà rispetto alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere a partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro atleti bielorussi con l'esibizione dei propri emblemi nazionali, inno compreso". A dirlo in una nota sono i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e dello Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per protestare con la decisione del Comitato paralimpico internazionale di tornar a far sfilar le bandiere russe e bielorusse in una competizione sportiva mondiale. Di tutt'altro avviso però la Lega di Matteo Salvini che, invece ha dice: "Da sempre le Olimpiadi sono uno straordinario momento di sport, dialogo e amicizia fra i popoli. È quindi una notizia positiva che alle Paralimpiadi gli atleti di tutte le nazioni possano gareggiare sotto le loro bandiere". Il 6 marzo avranno inizio i Giochi Paralimpici di Milano-Cortina, con la cerimonia d'apertura che si svolgerà a Verona. Ma il dibattito al momento non è incentrato sulle future prestazioni atletiche quanto più su questa decisione. In realtà non è un fatto nuovo, la scelta è stata presa mesi fa. Ora l'Ucraina minaccia di non presentarsi alla cerimonia iniziale del 6 marzo. Il ministro dello Sport di Kiev, Matviy Bidn, ha detto che "è scandaloso, non saremo presenti alla cerimonia di apertura. Non parteciperemo a nessuno degli eventi ufficiali". Diserterà la cerimonia anche il Commissario europeo per la cultura e lo sport, Glenn Micallef, perché spiega di non poter "sostenere il ripristino di simboli nazionali, bandiere, inni e uniformi, che sono inseparabili da quel conflitto, mentre la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina continua".
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