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L’Ungheria blocca i 90 miliardi per l’Ucraina e le sanzioni contro la Russia
Oggi 23-02-26, 12:12
L’Ungheria di Viktor Orbán, a sorpresa, venerdì ha bloccato l’adozione di un provvedimento legislativo indispensabile per fornire il prestito da 90 miliardi di euro di cui l’Ucraina ha urgentemente bisogno per continuare a difendersi dall’aggressione russa. L’immagine di impotenza di fronte ai ricatti di Orbán è devastante, nel momento in cui Ursula von der Leyen e Antonio Costa si preparano ad andare a Kyiv domani per il quarto anniversario dell’invasione di larga scala della Russia. L’adozione della decisione sul prestito è stata rinviata per “la riserva espressa da uno stato membro”, ci ha detto un diplomatico. "Bloccheremo il prestito Ue da 90 miliardi di euro all'Ucraina finché non riprenderà il transito del petrolio verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba", ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. La Russia a gennaio ha attaccato l'oleodotto Druzhba che trasporta il greggio russo verso Ungheria e Slovacchia attraverso l'Ucraina, portando a uno stop delle forniture. Anziché chiedere conto a Mosca, l’Ungheria accusa l’Ucraina di ritardare la riparazione dell’oleodotto. Il ricatto ungherese arriva nel momento peggiore per l’Ue. Se il prestito dell’Ue non sarà confermato entro la fine del mese di febbraio, l’Ucraina rischia di trovarsi in bancarotta alla fine del mese di marzo. Questo è un estratto di Europa Ore 7 la newsletter a cura di David Carretta. Potete riceverla ogni lunedì iscrivendovi qui. Sanzioni bloccate, Ucraina minacciata da Orbán e Fico E’ un’altra immagine devastante per la credibilità dell’Ue: il tentativo di approvare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia in occasione del quarto anniversario della guerra contro l’Ucraina rischia di fallire a causa del veto dell’Ungheria. Il tema sarà all’ordine del giorno del Consiglio Affari esteri di oggi. L’Alto rappresentante, Kaja Kallas, vuole un accordo sulle sanzioni. Ma “l’Ungheria lo bloccherà”, ha annunciato ieri il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto: "Finché l'Ucraina non riprenderà il transito del petrolio verso Ungheria e Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba, non permetteremo che decisioni importanti per Kyiv vengano portate avanti", ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. La Slovacchia di Robert Fico è sulla stessa linea sulle sanzioni. Nei negoziati tra gli ambasciatori dei 27 stati membri, la proposta della Commissione era già stata in parte annacquata, dopo che Malta e Grecia si sono opposte a un divieto totale dei servizi marittimi per le petroliere russe senza un accordo all'interno del G7. Budapest e Bratislava minacciano anche di tagliare le forniture di elettricità all’Ucraina, nel momento in cui il paese fatica a tenere luce e riscaldamento accesi per gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. "Se lunedì non riprenderanno le forniture di petrolio alla Slovacchia, chiederò alla Seps, la società per azioni statale, di interrompere le forniture di elettricità di emergenza all'Ucraina”, ha detto sabato Fico.
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